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Crescita, la parola chiave di Confindustria per diventare un'azienda d'Elite. Mariani: "Serve coraggio,non spregiudicatezza"

Tessitor Mariani

“Crescita è una bella parola, ma va abbinata al crederci. Almeno per questo territorio che ha la possibilità di riprendersi. Sarà anche vero che piccolo non è più di moda, ma bisogna anche distinguere i settori di cui si parla”. Dà il la alla discussione la presidente della Provincia Moira Canigola nel suo saluto.

di Raffaele Vitali

FERMO - Crescita. Una parola che entra nelle discussioni, ma che in pochi sanno tradurre in realtà. Ci provano gli imprenditori di Confindustria Centro Adriatico, guidati da Simone Mariani, confrontandosi con Andrea Tessitore, Elite Borsa Italiana, e Andrea Miranda, Kocca Srl. Per farlo hanno scelto una location inusuale, il Gran Caffé Belli di Fermo, proprio per dare il segno di vicinanza alla gente, all’imprenditore. È la terza tappa di un percorso che ha come filo conduttore cinque parole: coraggio, creatività, crescita, curiosità e futuro. E dal Fermano in difficoltà si provano a lanciare messaggi di ripresa.

“Crescita è una bella parola, ma va abbinata al crederci. Almeno per questo territorio che ha la possibilità di riprendersi. Sarà anche vero che piccolo non è più di moda, ma bisogna anche distinguere i settori di cui si parla”. Dà il la alla discussione la presidente della Provincia Moira Canigola nel suo saluto. “Quando si usano le parole, come fate voi imprenditori nei vostri incontri, non bisogna sbagliare. È importante partire dal lessico e farlo ritagliandosi momenti di confronto. Farlo sapendo che una parola può cambiare il corso degli eventi. Ed è importante portare le parole giuste all’interno delle scuole, in modo che chi esce poi si confronti con il lavoro” prosegue il vicesindaco di Fermo, Francesco Trasatti. Il presidente della Camera di commercio, Graziano Di Battista, parla delle dimensioni delle aziende. “facciamo attenzione a ragionare sulla dimensione di una azienda. Perché poi le grandi, con un click, prendono e lasciano il deserto. È successo spesso vicino a noi. Il dimensionamento non deve mai dimenticare le realtà in cui viviamo”.

Mariani spiega la scelta delle parole: “Queste cinque parole sono fondamentali per riprendere un percorso di sviluppo in modo da tornare a creare valore, ricchezza, benessere e occupazioni. Per far ripartire il circuito virtuoso”. Il lavoro è la priorità e può e deve nascere dall’economia reale. “Piccolo o non piccolo? Il tema è diverso. Se noi prendiamo il coraggio e lo portiamo all’estremo diventa spregiudicatezza. Il futuro estremizzato diventa sogno, mentre a noi serve anche il pragmatismo. La creatività può diventare stravaganza. La crescita, intesa come crescita a tutti i costi, è un rischio. Ma senza crescita non possiamo continuare a competere in un mercato che è ben lontano dal proprio circolo. Il piccolo deve diventare un po’ più grande, ma quello che deve cambiare è la cultura di mercato”. Dialogo con le banche e le istituzioni è la base culturale che Simone Mariani vede per costruire la ripresa. “Crescita è una priorità e non significa diventare grandi. Ma crescita è l’ingrediente unico per sopravvivere”.

Parlando dalla sede di Fermo, Mariani non può trascurare il tema dei brevetti e dei marchi, del riconoscimento del made in Italy: “La voglia di Italia nel mondo è fortissima. Ma per riuscire a rispondere a quello che il mercato ci chiede servono consulenti e figure di marketing in azienda. Tutto questo costa e noi siamo qui, come Confindustria Centro Adriatico e ci impegniamo per aiutare le imprese dando servizi e supporto”.

I due super ospiti sono Andrea Tessitore, senior advisor di Elite (connecting companies with capital) che è la piattaforma che aiuta le imprese italiane nel percorso di crescita accompagnandole verso la Borsa Italiana. “Noi le avviciniamo ai mercati di capitale, miglioriamo i rapporti con le banche e facilitiamo l’internazionalizzazione”. La community di Elite è caratterizzata da oltre 600 aziende di 25 Paesi in tutto il mondo in rappresentanza di 36 settori che generano oltre 50 miliardi di euro di ricavi aggregati per oltre 215.000 posti di lavoro in tutta Europa e non solo.

Andrea Miranda, invece, guida con la famiglia Kocca Srl, con sede a Nola, una azienda da 12mila metri quadri. Nel 2016 ha chiuso con un fatturato di 15milioni di euro. “Bisogna essere testimoni di ottimismo e trasformarsi in u volano di sviluppo. La moda è una delle più grandi risorse dobbiamo alimentarla e aiutarla a crescere. Le banche devono sostenere i progetti senza paura se hanno una visione” ribadisce l’imprenditore.

Secondo Andrea Tessitore “L’Italia sta vivendo un momento straordinario, perché il mondo va così veloce che ci sono molte opportunità per le aziende”. Il target di Elite è l’azienda ambiziosa, che vuole diventare protagonista. “Siamo legati a Borsa Italiana, ma non abbiamo l’obiettivo di far quotare imprese. Cerchiamo di far crescere chi ha voglia e capacità di cominciare con gli stakeholders. Che sono anche le banche. Spesso basta prepararsi sul come porsi per cambiare l’esito di un confronto. Noi, con Elite, vi portiamo consapevolezza”. Una sfida importante per un progetto, per una piattaforma che in Italia non ha eguali, visto che normalmente sono le multinazionali a occuparsi di questa fase. Si parte dal training, poi si passa all’implementazione con un one to one con ogni elemento dell’impresa (analisi della corporate governance). Ma non tutti possono entrare in Elite, servono almeno 10milioni di fatturato o che hanno 5milioni ma che dimostrano che hanno negli anni tassi di crescita superiori al 15%. E quindi, per il Fermano non sono molte le imprese che possono sognare pragmaticamente con Elite. Ma magari possono prendere spunto per ragionare sul rivedere l’organizzazione aziendale.

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