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Turismo enogastronomico, business da 6 miliardi. Il Fermano ci prova e spera nel mercato coperto

vigna

A livello economico, gli oltre 19 milioni di turisti che sono attati, producono 6,6 miliardi di euro. Diventa fondamentale entrare nel circuito del turismo culturale, di cui il cibo è sempre più parte, che vale 89,9 miliardi di euro e genera un'occupazione pari ad un totale di 1,495 milioni di occupati".

FERMO – Se davvero riuscirà a far diventare il mercato coperto di Fermo come quello di Bologna, con l’aggiunta di alcune start up innovative, il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro entrerà nel mondo dell’agroalimentare made in Italy che, secondo i dati fonti di Unioncamere, in Italia vale il 25,9% degli arrivi di turisti. Tutti cercano vini e cibo e soprattutto almeno il 18,7% acquista in loco prodotti tipici e/o artigianali e l'11,3% partecipa a eventi enogastronomici. C’è poi una voce oggi ancora poco utilizzata, che è quella dei laboratori esperienziali ora diventati di moda grazie a Fico a Bologna, che al momento attirano solo l'1,6% dei turisti. In questo caso la bassa percentuale è data dall’assenza di proposta più che di richiesta. Su questo il Fermano può lavorare, migliroando la propria narrazione eabbinando alla degustazione in cantina la passeggiata in vigna, alla produzione dei formaggi la spiegazione del caglio, alla pizza il giro nel campo di grano.

Entrando nello specifico del “perché ha scelto l’Italia per la sua vacanza”, emerge che tra le ragioni di scelta il turismo enogastronomico è la terza in assoluto, subito dopo quella culturale e naturalistica: il 12,8% dei turisti è mosso da interessi enogastronomici (13,8% degli stranieri), in particolare per interessi connessi al vino (2,8%) alla pasta (0,9%), ai salumi (0,5%). Grande è la soddisfazione espressa dai turisti in arrivo da altri paesi per la il livello qualitativo dei prodotti enogastronomici italiani, con la migliore valutazione tra i fattori di offerta: la media è di 8,2 su 10. Al secondo posto si classifica la ristorazione con una media di 8,1 su 10.

A livello economico, gli oltre 19 milioni di turisti che sono attati, producono 6,6 miliardi di euro. Diventa fondamentale entrare nel circuito del turismo culturale, di cui il cibo è sempre più parte, che vale 89,9 miliardi di euro e genera un'occupazione pari ad un totale di 1,495 milioni di occupati". Inoltre, durante il soggiorno il 40,9% dei turisti utilizza applicazioni mobile per reperire informazioni durante la vacanza e di questi, il 25,2% lo fa per conoscere dove acquistare prodotti tipici dell'enogastronomia locale. Seve quindi che le attività di strutturino per essere protagoniste sul mobile e sul web in genarle.

L'offerta di proposte enogastronomiche di particolare pregio costituisce la prima linea di specializzazione delle imprese turistiche italiane, veicolata dal 25,4% delle strutture ricettive. Molto diffusi i consumi legati a quest'offerta: la spesa giornaliera dei turisti vede il 56% dei vacanzieri in Italia che acquista prodotti enogastronomici tipici, per una spesa media di 16 euro a testa. Risulta ancora ampio, tuttavia, il margine di sviluppo dei servizi che offrono un connubio tra agricoltura, enogastronomia e turismo: a detta delle stesse imprese, risultano carenti, sotto questo punto di vista, gli agriturismi (4%), i ristoranti (2,7%) e le pizzerie (2,4%), le enoteche (2%) e le forniture di specialità alimentari tipiche (0,1%).

Raffaele Vitali

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