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I dati. Il crollo del turismo nel Fermano: è la peggior provincia delle Marche

fermanoalto

A fronte di questo quadro diventa ancora più necessaria la ripresa di Marcafermana, unico motore per uno sviluppo turistico territoriale.

di Raffaele Vitali

FERMO - Povero Fermano. Nel 2016 era la terza provincia della regione per presenze e arrivi di turisti. Tutto sembrava funzionare, la piccola provincia stava scalando posizioni trascinata dai musei di Fermo, dalla bellezza dei suoi Sibillini e da una costa che con i campeggi di Porto Sant’Elpidio raccoglieva masse di turisti. Poi, il patatrac del terremoto, che non ha colpito solo il Fermano ma che qui ha fatto danni superiori alla capacità di attrazione. E dire che la regione di soldi ne ha investiti tanti dopo le scosse e con ottimi risultati visto che il dato complessivo è di quasi parità con un -3% di arrivi e un +2 di presenze nei mesi estivi.

Da terza a quinta provincia, con il sorpasso di Ascoli Piceno e perfino di Macerata, che ha perso alla voce arrivi, -11,97, ma è cresciuta per presenze +1,64. Invece il fermano è tutto un segno negativo: -7,32% alla voce arrivi nel periodo gennaio – settembre 2017, che diventa -11,5 nelle presenze. Quindi non solo calano i turisti, ma restano sempre meno sul territorio. In totale sono stati 1milione e 750mila 848 le persone che hanno scelto Fermo di vivere un giorno tra Pedaso e Amandola. Erano 1.978.823 l’anno prima, contro 1.960.141 di Ascoli che oggi, perdendo il 5,2%, sorpassa e si fissa al terzo posto con 1milion858mila turisti.

“A febbraio 2017 partivamo da un dato molto preoccupante: il 72% delle disdette di prenotazioni alberghiere in aree anche molto lontane dalla zona colpita dal sisma con una media del 40-42%, poi da giugno a settembre, nel picco della nostra stagione turistica, ci sono stati molti segni positivi su base provinciale” spiega l’assessore al Turismo Moreno Pieroni. 

Non va meglio se il dato lo si scorpora guardando solo ai mesi estivi, ovvero giugno-settembre. In questo lasso di tempo, se la regione Marche può sorridere perché mantiene i valori dell’anno precedente avvicinandosi ai 10milioni di presenze, il Fermano si conferma il peggior territorio: ultimo per arrivi, terzo per presenze. Che però crollano del 9,79%, con il +2 regionale trascinato da Pesaro, +9, e Ancona che cresce quasi del 7%.

“Si apre il futuro in termini di potenzialità con l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa di un piano decisivo per la rinascita delle Marche che impiegherà 35 milioni di euro per la promozione dei nostri territori anche all’estero. Insomma – spiega il dirigente Raimondo Orsetti - da quello che abbiamo sempre definito un “anno zero” per il turismo stiamo uscendo e bene, assicurando al nostro sistema turistico il massimo dell’attività operativa e delle sinergie da mettere in campo”.

A fronte di questo quadro diventa ancora più necessaria la ripresa di Marcafermana, unico motore per uno sviluppo turistico territoriale. I dati dimostrano che il Fermano va venduto come pacchetto, cercando di fare rete tra mare e monti non avendo realtà che da sole fanno da traino, come San Benedetto del Tronto o Senigallia, per fare due esempi.

“Si può considerare un grandissimo risultato – ha evidenziato il presidente Ceriscioli – visti i tre milioni di euro spesi nell’immediatezza dell’emergenza sismica e significa che per il secondo motore di sviluppo della regione, il Turismo, non solo sono stati contenuti i danni ma, addirittura in qualche caso, uguagliate le performances molto positive che si profilavano nell’estate 2016 prima della scossa del 24 agosto”.

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