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La Tod's cammina in retromarcia. Della Valle resta fiducioso e cambia Ad, ecco l'ex Bulgari Macchi di Cellere

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Quando parla di ‘negozi del futuro’ mister Tod’s pensa a luoghi che sappiano dialogare con tutti i nuovi canali distributivi, completamente interattivi e senza barriere, ma al contempo che “non dimentichino mai di esaltare l’eccellenza, la qualità e lo stile che sono elementi insostituibili dei nostri prodotti”.

SANT’ELPIDIO A MARE – Niente segno + in casa Tod’s Spa. Il terzo trimestre del 2017 fotografa la difficoltà del mercato mondiale. Il fatturato ammonta a 722,2 milioni di Euro, con un calo del 4,7% rispetto al 2016. Eppure, Diego Della Valle, non dà segni di preoccupazione: “Il Gruppo è in piena fase di attivazione del nuovo modello di business e consideriamo giusta e coerente la strategia che abbiamo scelto per lo sviluppo futuro dei marchi. La consapevolezza di consumatori più attenti alle innovazioni ed alla creatività ed i nuovi canali di comunicazione (vedi l’iniziativa con Chiara Ferragni, ndr) e di vendita, indispensabili per catturare il loro interesse, sono alcuni dei punti chiave del nostro piano. Stiamo sviluppando e crescendo con rapidità nel web e nell’e-commerce e stiamo preparando i negozi del futuro”.

Insomma, il patron guarda avanti: “chiuderemo il 2017 in linea con le aspettative” ribadisce. Quando parla di ‘negozi del futuro’ mister Tod’s pensa a luoghi che sappiano dialogare con tutti i nuovi canali distributivi, completamente interattivi e senza barriere, ma al contempo che “non dimentichino mai di esaltare l’eccellenza, la qualità e lo stile che sono elementi insostituibili dei nostri prodotti”.

Entrando nel dettaglio, il bilancio dei primi nove mesi conferma la crescita di Roger Vivier che si sta avvicinando trimestre dopo trimestre a Hogan. Con un +9,6, il marchio del lusso della società di Della Valle ha raggiunto i 131milioni di fatturato contro i 156,8 di Hogan, che cala dell’8,8%. Leggendo i macro numeri, è chiaro che a Pesare sul -4,7% finale è Tod’s che scende da 419,4 milioni a 388,6.

Se Hogan è penalizzato da un calo del mercato italiano, per Tod’s l’azienda parla di “diversa tempistica delle spedizioni delle collezioni invernali” che lascerebbe pensare alla ripresa entro dicembre. Il core business restano le calzature, che producono ricavi per 573,7 milioni (-4,9%). “Il calo delle vendite, rispetto al valore dello stesso periodo del 2016, risente sia dell’atteggiamento prudente assunto verso il canale wholesale, che della diversa tempistica delle consegne” ribadisce la società.

Guardando al mondo, torna a crescere la Cina, +1,4%, ma crolla l’America, -17%, e non riesce a ripartire l’Italia, -6,7%. Qualcosa cambierà nel futuro di uno dei più importanti gruppi italiani della moda, visto che il Cda ha scelto il nuovo Ceo. Esce di scena Stefano Sincini, entra come amministratore delegato Umberto Macchi di Cellere, in precedenza Managing Director Worldwide Sales per tutte le categorie di prodotto per il marchio Bulgari. “Porta in consiglio una lunga e solida esperienza manageriale e una spiccata sensibilità di marketing e commerciale, maturata con una lunga permanenza in uno dei più importanti marchi del lusso a livello mondiale” conclude Della Valle salutando Sincini con parole di stimma: “Non è facile e neanche possibile salutare con poche parole una persona che ha lavorato in azienda tutti questi anni, contribuendo a raggiungere risultati e successi condivisi”.

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