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Le banche chiudono i rubinetti ad artigiani e Pmi. Nuovo colpo all'economia delle Marche

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Dove si è fermata l’emorragia è la manifattura che dopo il -18% del periodo 2011-216, nel 2017 ha registrato un -0,2 nel calo dei prestiti.

FERMO – Altro che quantitative easing, altro che vicinanza alle imprese del territorio, altro che sostegno alle famiglie: l’indagine del centro studi della Cna mostra il lato oscuro delle banche.

Tra gennaio e luglio del 2017 i prestiti concessi alle aziende con meno di 20 addetti sono diminuiti del 7,2% e quelli ad aziende con più di 20 addetti hanno registrato un calo del 5%. “Numeri che sono ancora più preoccupanti se si analizza l'andamento dei prestiti alle imprese negli ultimi sei anni. Tra la fine del 2011 e la fine del 2016 le somme erogate alle imprese con meno di 20 addetti sono diminuite del 31,6% da 6,5 a 4,5 miliardi di euro”.

I dati della Banca d’Italia sono la base di azione della Cna: “La stretta creditizia sulle imprese artigiane e sulle Pmi – secondo Gino Sabatini, presidente Cna Marche - penalizza pesantemente la ripresa economica nella nostra regione dove le Pmi rappresentano la grande maggioranza delle aziende in attività. Gli istituti di credito devono avere il coraggio e la lungimiranza di invertire questa tendenza e tornare ad investire sulla piccola impresa”. 

Con il mercato immobiliare fermo, a risentire del credito è principalmente il settore delle costruzioni, -51,8%: “Le dimensioni del calo e il proseguire di tale tendenza nel 2017 indicano che anche quella parte del settore destinata alle ristrutturazioni, al recupero, agli ampliamenti, all'efficientamento energetico, continua ad essere in difficoltà”. Dove si è fermata l’emorragia è la manifattura che dopo il -18% del periodo 2011-216, nel 2017 ha registrato un -0,2 nel calo dei prestiti.

r.vit.

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