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Il blitz dell'Ispettorato: undici aziende calzaturiere controllate. Lavoratori in nero e poca sicurezza. Denunce, multe e chiusure

stop concorrenza sleale

“L’azione congiunta e sinergica è indispensabile per fermare i fenomeni di legalità. Sono azioni che ripeteremo anche nei prossimi mesi” ribadisce il capo dell’Ispettorato Cristiana Di Muzio.

FERMO - Gli imprendiotri italiani licenziano, quelli cinesi, e non solo, lavorano senza sosta. Ma come? Tre giorni di controllo negli opifici del distretto calzaturiero. In azione l’ispettorato del lavoro di Ascoli Piceno e Fermo, i carabinieri del Gruppo tutela del lavoro di Roma e i militari del comando di Ascoli sotto la regia della prefettura di Fermo: in tutto 18 unità. Undici le aziende controllate sparse tra Fermo, Sant’Elpidio, Montegranaro, Monte Urano, Falerone, Rapagnano, Montegiorgio, Magliano di Tenna.

Tra queste, il 55% è risultato irregolare. All’interno delle aziende, tra garage e piccoli fabbricati quasi interamente gestiti da imprenditori cinesi, c’erano 8 lavoratori non a norma, di cui tre in nero. È stato trovato al lavoro anche un minorenne. Due attività sono state sospese e una denuncia alla Procura è scattata per chi faceva lavorare il minore. Contributi inevasi per 41mila euro e 6500 euro di sanzioni comminate. “L’azione congiunta e sinergica è indispensabile per fermare i fenomeni di legalità. Sono azioni che ripeteremo anche nei prossimi mesi” ribadisce il capo dell’Ispettorato Cristiana Di Muzio.

Raffaele Vitali

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