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Fenni e Ciccola, Confindustria: "Se il Micam è andato bene lo dirà Lineapelle, vedremo se presenze significano ordini"

ciccolafenni

Di fronte a un futuro di chiaroscuro, i presidenti calzaturieri di Fermo e Ascoli lanciano due proposte.

FERMO - “Le tensioni sui mercati permangono. L’affluenza maggiore dei russi è vera (+32% di buyer), ma bisogna valutare gli ordini. Questo lo vedremo tra qualche settimana con gli ordini e poi con l’Obuv. La sensazione – prosegue Enrico Ciccola - è che il numero di paia ordinate siano diminuite a fronte di una maggior presenza, che comunque ci porta a guardare con fiducia al futuro”. “Più presenze straniere, soprattutto ho notato il ritorno dei tedeschi. Bene la crescita dei russi, poi bisogna vedere se quello scritto in fiera diventa un ordine” aggiunge Fenni.

Il post Micam visto dal distretto calzaturiero delle Marche è in chiaroscuro. Da un lato ci sono i numeri delle presenze che parlano di appeal ritrovato: per Assocalzaturifici ci sono state 47.187 presenze certificate con una crescita del 5,6% sull’edizione di settembre 2016. Un dato che fa dire “complimenti Annarita Pilotti per il grande lavoro svolto per rendere theMicam ancora più unico e imperdibile”. Dall’altro, però, ci sono i dubbi sugli ordini. Perché persona non significa paia di scarpe. “Per il nostro distretto la fotografia del Micam la darà Lineapelle. Perché è lì che ci saranno gli impegni sui materiali che i calzaturieri devono usare. Sono loro che ci dicono davvero come vanno le cose”.

Di fronte a un futuro di chiaroscuro, i presidenti calzaturieri di Fermo e Ascoli lanciano due proposte. La prima è un aiuto al settore più alto, quello che al Micam ha sofferto di più: “Diverse aziende arrivano con la campagna vendite dell’estivo 2018 quasi completata. Molti marchi già hanno preparato le collezioni dell’inverno 2018. Potrebbe essere una soluzione, per ampliare il mercato, organizzare una mini fiera completamente made in Italy attaccata alle sfilate della moda uomo, subito dopo il Pitti di giugno, che cade tre mesi prima di theMicam. In questo modo arriveremmo al Micam più completi e giusti per affrontare la concorrenza straniera” la seconda invece riguarda il post vendita: “Ci sono molti problemi nell’incassare, molti ritardi nei pagamenti. Come associazione potremmo creare una banca dati a livello di territoriale con una ‘lista nera’ in cui gli imprenditori possono segnalare con chi hanno avuto problemi di solvibilità ed evitare così ai colleghi rischi e perdite di tempo. Quella dei mancati pagamenti è una delle sfide chiave del futuro per la nostra Assocalzaturifici. Da anni profiliamo le tipologie di cliente per il prodotto, facciamolo anche con chi non garantisce i pagamenti”.

@raffaelevitali

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