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Intervista. Lo straordinario theMicam di Annarita Pilotti: "Più presenze, più politici, più buyer, più tutto"

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La presidente di Assocalzaturifici: "Sta tornando di moda il bello. Non si parla di numeri e quantità, ma vanno presentate le cose belle. Se devo comprare una scarpa a 50 euro, avrò sempre la Spagna a 30 e la Turchia a 15. Va tenuta l’asticella alta”.

di Raffaele Vitali

MILANO – Un buyer ogni giorno cammina per un paio di chilometri tra gli stand di theMicam. E sono in tanti. i numeri parlano: primo giorno +7% di presenze, +3,5% sul secondo giorno, quando si temeva un passo indietro. E domani si tireranno le somme finali.

Presidente Annarita Pilotti, partiamo dai freddi numeri?

“Difficile a questo punto non parlare di successo. Le date sono state azzeccate. Abbiamo fatto centro. Lo dicono i numeri, lo dicono gli imprenditori e lo dicono soprattutto i buyer che vengono in Italia in un unico viaggio. Sono arrivati e rimangono per dieci giorni con un sistema moda che li aspetta”.

Micam e moda insieme funzionano?

“Non crediate che sia poco per uno che arriva dall’estero e fare fiere, showroom e sfilate in un unico momento. Anche se il mio sogno è allungare la settimana della moda, visto che siamo più corti rispetto a Londra e New York. Sarebbe bello avere per ancora più tempo a Milano i buyer. Comunque da ora sappiamo che possiamo battere tutti”.

È stato il Micam della politica?

“C’è chi riesce a dire che le Istituzioni non servono. È la prima volta che viene un presidente del Consiglio. Quelli che contano sono venuti, un anno fa Calenda, quest’anno il premier Gentiloni. E poi è venuto non per fare una passerella. Ci ho parlato privatamente e ha riconosciuto l’importanza dei punti che gli ho sottolineato (LEGGI). Della defiscalizzazione non ne sapeva nulla, si è girato e ha detto al sottosegretario Scalfarotto ‘si prenda questo appunto e poi parliamone’. È un segnale di grande attenzione”.

Percezione di theMicam?

“Vi lascio immaginare. Positiva in tutto. Un’edizione straordinaria. Più griffe e un Diego Della Valle che è ripartito contento (LEGGI). Non pensava di trovare stand così belli ed eleganti tra gli imprenditori. E poi, stamattina è venuto Ermenegildo Zegna che mi ha fatto grandi complimenti. Non sapeva cosa avrebbe trovato. E ha parlato con i manager del gruppo che hanno confermato il successo, perché non potevano venere ma hanno preso contatti importanti, soprattutto con Paesi emergenti. E poi c’è l’aspetto comunicazione, con il sostegno al manifatturiero e al made in Italy che li rende ancora più importanti per il sistema”.

Made in Italy, parte il progetto con le università per arrivare a una proposta. Quanto ci crede?

“Un cammino lungo. So che Gentiloni è sensibile, ne ha anche parlato. Creare uno studio con cui negoziare è fondamentale. Noi vogliamo che la strada sia intrapresa con forza perché il made in Italy è una risorsa. Ho affidato la battaglia al presidente dei calzaturieri di Fermo, Enrico Ciccola, e sono contenta perché per lui è la priorità (LEGGI)”.

Pilotti, ma gli imprenditori come stanno?

“Non posiamo continuare a paragonarci a cinque anni fa. Abbiamo perso tanto. Per la prima volta però torna un +3,5% in valore. Bisogna cominciare a guardare da adesso in poi. La Russia resiste, ma non tornerà più quella di un tempo. Sta di fatto che un Micam così da 20anni non lo vedevano”.

Pieni i padiglioni 2 e 4, meno il Luxury. Conferma?

“Nel 2 e 4 c’è il fashion, il trandy e giovanile, chiaro che attira perché è uno spazio di quantità che noi rendiamo anche di qualità. Ma attenzione. I russi, per esempio, da un po’ di tempo si sono riorientati verso un prezzo medio basso. E questo ha cambiato i target. Ma noi non possiamo essere competitivi con i Paesi dell’est Europa o la Cina e la Turchia. Noi ci stiamo sottovalutando mettendo a repentaglio le aziende. Si abbassano i prezzi per di vendere. Non possiamo giocare su questo. E guardate che il buyer compra meno ma compra. Sta tornando di moda il bello. Non si parla di numeri e quantità, ma vanno presentate le cose belle. Se devo comprare una scarpa a 50 euro, avrò sempre la Spagna a 30 e la Turchia a 15. Va tenuta l’asticella alta”.

Il rischio oggi è che tutti vogliono fare sneakers.

“Vanno fatte di lusso. E non è vero che l’uomo non mette più le stringate. Sono dell’idea che non ci dobbiamo spersonalizzare. Dobbiamo fare quello che sappiamo fare. E invece cerchiamo di arraffare il mercato cercando di prendere settori non nostri”.

Un nodo importante è che stanno scomparendo figure per lavorare le scarpe. Cosa intende fare?

“Le opportunità per le imprese ci sono a noi manca il fare sistema e fare squadra. Siamo un mondo troppo individualista, più bravi alle critiche che a dare spunti. Esempio. Con Italia Lavoro ho dato possibilità di fare formazione nelle aziende, selezionare giovani. Sono tre anni, siamo alla quarta edizione e io, dentro Loriblu, ho trovato delle figure capaci. Una volta 9 su 10, il secondo anno 2 su 10, il terzo 6. Così si fanno crescere figure importanti, sapendo che ti sostiene economicamente il Ministero. Vanno usate le opportunità, è un investimento dell’azienda. Dice mio marito: ‘C’è un problema con una scarpa, con un prodotto, la vecchia maestranza dice ‘non si può fare’. Il giovane ci prova e ci riprova, e alla fine raggiunge lo scopo’. Questo significa che unire i nostri collaboratori più esperti con l’occhio aperto dei giovani è la scelta vincente. Ma perché nelle Marche non si partecipa ai bandi? Nel Veneto hanno colto l’opportunità, in Lombardia ci sono diversi casi. Italia Lavoro mi viene incontro in tutto, le imprese devono dare l’adesione”.

Pilotti scusi, ma le sanzioni alla Russia sono ancora un problema?

“L’ho sottolineato anche a Gentiloni, parlando di crisi accentuata dalle sanzioni alla Russia. Il vero danno all’inizio sono stati rublo e petrolio, poi che le sanzioni siano una offesa è vero. Alla fine, però, i russi vengono e comprano, quindi amano e vogliono l’Italia”.

Ultima domanda. Tante griffe, fashion Square piena. Ma ci sono imprenditori che ora vogliono il Micam, come si fa?

“Non potevo rivoluzionare tutto durante il primo mandato. Lì ho puntato su moquette, fiori e cose base. Oggi proseguo e ho tolto il Micam dalla sua agonia. Il rischio Düsseldorf era dietro l’angolo. Della valle importante, Capasa (direttore Camera della Moda) prezioso e insieme ci siamo riusciti a portare le firme. E ora ne abbiamo diversi di brand (non marchigiani, ndr) in attesa. Come non lo so ancora, ma riusciremo a farli entrare. Piace a tutti stare dentro un contenitore che funziona, che apre il Tg1 e La7, che finisce su tutte le riviste e sui grandi quotidiani nazionali e locali”.

@raffaelevitali

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