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theMicam. Scarpe tutte uguali, manca la creatività: "Colpa delle griffe". "Colpa del mercato". Ma poi c'è Sassetti

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L'imprenditore fermano: "Non crediate che sia facile, ci ho messo otto anni a realizzare le scarpe a inquinamento zero. Ma l'ho fatto per mia nipote".

di Raffaele VItali 

MILANO – Cercasi creatività disperatamente. La presidente Annarita Pilotti combatte per una defiscalizzazione dei campionari, che è utile ma non basta. Gli imprenditori chiedono l’abbattimento del cuneo fiscale, fondamentale ma difficile da raggiungere, nonostante le rassicurazioni del premier Gentiloni. Ma poi c’è un altro problema che riguarda direttamente i calzaturieri: tutti fanno le stesse scarpe.

Le ragioni sono di due tipi, almeno da quanto si riesce a capire parlando con gli imprenditori. Alcuni ci mettono la faccia, altri preferiscono commentare mantenendo il segreto. Perché le ragioni non possono piacere a tutti. “Uno dei grandi problemi è legato alle griffe. Se voi guardate le scarpe dei grandi marchi, sono tutte uguali. Si sono appiattite. E secondo voi, se non investono e innovano loro, devono riuscirci quelli che poi il mercato lo conquistano solo con un prodotto commerciale?”.

La seconda ragione delle collezioni uguali è, invece, legata all’uso delle materie prime, almeno per Simone Del Gatto, presidente Confartigianato Moda: “Gli artigiani non riescono più ad approvvigionarsi di materiali particolari. perché il mercato chiede numeri e la merce particolare non è sinonimo di produzione. Per cui serve investire sula ricerca, ma anche sula produzione di materiale particolare. C’è un appiattimento perché la richiesta dall’estero è legata a prodotti lineari. Gli imprenditori con un piccolo sforzo raggiungono il rientro economico e quindi non ci si ingegna”.

Ecco che tutti vanno alla ricerca della sneakers, scimmiottando un prodotto abusato e dominato dalle multinazionali, ecco che l’uomo torna alla classica stringata. A meno che non ti chiami Silvano Sassetti, vivi a Monte San Pietrangeli, sei un top di gamma che piace ai migliori della moda e ha il coraggio di produrre una linea completamente ecologica provando a ricvoluzioanre anche il tuo mercato: "Non crediate che sia facile, ci ho messo otto anni a realizzare le scarpe a inquinamento zero. Ma l'ho fatto per mia nipote. L'idea l'ho avuta dopo la sua nascita, volevo immaginare e far sì che in futuro non dovesse avere problemi di salute potendo calzare qualcosa di perfetto e naturale" racconta l'imprenditore che ha cercato i materiali e poi ha cambiato la lavorazione usando lattice al posto della cola e fiori come base per i colori: "La prima collezione è qui con me al Micam, è sato il motivo per cui sono tornaot in fiera dopo qualche anno di assenza. Una fiera diventata più bella e convinvincente". Ed ecco che per la donna bisogna sperare che ci sia un colpo di genio legato al taglio di un tacco che renda la decolleté almeno leggermente diversa. Altrimenti, non resta che sperare di avere un’ottima rete commerciale.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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