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I piedi di Del Piero per rilanciare le scarpe al Micam. Pilotti: "La produzione torna a crescere, ma chiudono troppi calzaturifici"

del piero

La presidente di Assocalzaturifici: "Anche i buyer sono contenti. Stare insieme è fondamentale. il mio contributo è fattivo, firme e brand e la serata di apertura del Micam sarà con Bob Sinclair e Del Piero. Abbiamo accreditati giornalisti tedeschi, norvegesi, danesi. Siamo sempre più riferimento”. Ecco tutti i numeri del settore.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – Un piccolo + li salverà. Il mondo elle scarpe, i calzaturieri italiani, sono per natura una categoria di ottimisti. Prendono e partono, creano e producono, pensano e realizzano. Poi, il mercato decide. Dopo tanti segni -, ecco che un piccolo + dà il senso dell’inversione di tendenza. Sperando che poi la tendenza della moda sia affine alle proprie produzioni. Come spera Annarita Pilotti, presidente nazionale di Assocalzaturifici e volto di Loriblu che tra una settimana aprirà la dieci giorni della moda a Milano (16-26 settembre) con una grande sfilata per poi entrare nei padiglioni glamour del Micam che affidano l’inaugurazione al bomber Alessandro Del Piero, che ha prodotto una linea di scarpe, e alla musica di Bob Sinclair.

 I NUMERI

I primi sei mesi sono un po’ fluttuanti, variabili. come il tempo. “Per la prima volta c’è il segno +. Non parliamo di una rincorsa, ma è scomparso il segno negativo. Un dato che ci incoraggia. L’export cresce dell’1,5% in quantità e del 3,5% in valore, speriamo di proseguire” spiega la Pilotti.

Nel dettaglio: Ue +0,6 e 1,7, con la Francia a +2,5% che compensa il -2,8% della Germania. I mercati extra Ue +3,5 e 5,3 in valore. L’area Csi +29% in quantità e +14,3% in valore. Migliorano gli Usa +5% in quantità, ma -6,8% in valore. Cresce la Svizzera +9%. Medio Oriente + 0,1, ma +4,4 in valore. Crolla l’Arabia con un laconico -22%. E cala il Giappone, -13%, mentre crescono Cina +7,7%, ma il valore cala, e la Corea del Sud con +12% in volume. Import -5,3 in quantità. Saldo commerciale attivo di 1,74 miliardi nei primi cinque mesi, +8,2%. Ultimo dato positivo, le famiglie italiane rivedono i consumi in crescita dello 0,4%

I DIPENDENTI

In Italia si passa a 77026, + 282 addetti. “Ma se cresciamo come forza lavoro, le aziende scendono da fine dicembre a giugno di 80 unità. In soli sei mesi è un risultato pesante, considerando che nel 2016 le chiusurre furono 97 ma in un anno. Sono preoccupata”. Flessione del 29,5% della cassa integrazione “ma il problema è che non viene chiesta, perché c’era il blocco della ciclicità del settore. Vedremo i nuovi dati dopo l’aggiunta del ministro Poletti che ha ascoltato me e Confindustria e ha compreso la necessità di garantire la ciclicità, che non dipende da una mancata voglia di lavorare, ma dai cambi di stagione naturali che provocano un blocco di produzione” aggiunge la presidente.

IL MICAM

Crescono le griffe: “Siamo andati ancora più avanti. Un anno fa l’ingresso delle griffe, con apprezzamento mondiale, nella fiera più improtante al mondo, sembrava una scommessa. Perché chi di solito partecipa solo a sfilate ha scelto di far parte di theMicam. Ho anche temuto che fosse una meteora”. E invece? “Grazie al lavoro dello staff, dopo l’appoggio inziale di Diego Della valle, abbiamo confermato i brand di un anno fa, che hanno aumentato l’investimento rendendo gli stand spettacolari tanto che da soli valgono la visita. E abbiamo alalrgato la squadra con Armani, e Dolce e Gabbana, Borbonese, Philipp Lain e tanti altri”.

I BUYERS

“Chi scrive o chi non scrive non dipende solo da me: ci sono le collezioni, ci sono i clienti e la fidelizzazione: a livello internazionale i buyer sono felici di poter incrociare i riferimenti delle griffe e apprezzano il rinnovamento. Ci sarà il mondo della stampa in quei dieci giorni, non più qualcuno per il Micam, altri per le sfilate, qualcuno per Lineapelle. E anche i buyer sono contenti. Stare insieme è fondamentale. il mio contributo è fattivo, firme e brand e la serata di apertura del Micam sarà con Bob Sinclair e Del Piero. Abbiamo accreditati giornalisti tedeschi, norvegesi, danesi. Siamo sempre più riferimento”. E cresce anche il coinvolgimento delle scuole, impegnate durante l’anno in diversi concorsi. Non mancheranno le novità sceniche: “Ci sarà un nuovo tunnel di collegamento tra il quattro e il sei, con lampadari e fiori, e cambieremo il padiglione 2 e 4 il prossimo anno. Attenzione al bambino, che diventa più centrale”.

LE MARCHE

Da 62.251 a 63202 metri di spazio espositivo, con una crescita di mille. Gli espositori diventano 1441, una quarantina in più di un anno fa. Gli stranieri crescono del 5%. “I marchigiani sono 215, tre da Ancona, cinque da Ascoli, 132 di Fermo e 71 di Macerata, oltre a 4 di Pesaro”. Marche che portano la maggior parte di espositori, ma Marche che tra le 80 aziende chiuse nei sei mesi sono la maggioranza.

I BRAND E IL “NOSTRO” DISTRETTO

“Nelle Marche siamo un po’ troppo chiusi in noi stessi, forse per questo fatichiamo di più a riprenderci. I tempi d’oro per ora ce li dobbiamo dimenticare. Che poi ogni azienda possa fare proprie strategie, dall’online al commerciale innovativo, chi punta su una collezione, importante è avere obiettivi. Anche i grandi brand – spiega la Presidente riprendendo lo spunto di Enrico Ciccola, numero uno dei calzaturieri fermani - ci cercano, perché vogliono la qualità. Ma anche il prezzo. Preferiscono ancora il ‘qualcosa di più’ in Italia alla Turchia. Ci riconoscono la manifattura. Per diventare bravi terzisti bisogna fare scelte chiare e organizzarsi. Non è un passo indietro, ma una nuova strada da percorrere con dignità” conclude la Pilotti.

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