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Terremoto, un anno dopo: Carifermo. Grilli: "Consigli utili per ripartire: viabilità e beni culturali"

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Il presidente è sceso in campo in diversi modi, uno in particolare va oltre l’operatività corrente, i servizi che il sistema bancario ha continuato a garantire: “Abbiamo avviato l’iter per il recupero della Chiesa dell’Ambro che vorremmo riaprire entro l’anno. Un santuario totalmente inagibile”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Rappresenta una delle categorie più richieste e al contempo criticate: i bancari. Amedeo Grilli è il presidente della Carifermo, istituto con i conti in ordine che gioca un ruolo di primo piano su tutto il territorio provinciale. e lo gioca ancora di più oggi che le ferite del terremoto hanno bisogno di cure per essere curate e poi rimarginate.

“È trascorso un anno dal 24 agosto 2016 e ancora significativi segni di ricostruzione non si registrano. Come Banca siamo in prima linea, visto che le Province che hanno riportato i maggiori danni sono quelle in cui la Carifermo è un riferimento”. Un cratere vasto, le Marche rappresentano il 60% del territorio del centro Italia danneggiato, che ha coinvolto il 22,7% della popolazione regionale. Un’are che conta su 30mila imprese e 190mila abitazioni, un quarto di quelle regionali.

“Un’area in cui il turismo gioca e giocava un ruolo fondamentale. ma il turismo ha bisogno di beni culturali per dare linfa ai 1200 esercizi ricettivi che operano nel territorio terremotato” aggiunge Grilli. Che da bancario snocciola numeri, perché di parole se ne sono spese troppe: “Turismo ma anche agricoltura, con un terzo delle aziende marchigiane inserite all’interno del cratere. Percentuale che sale quando si parla di industria, visto che qui viene occupato il 37% della forza lavoro. Insomma, non parliamo del sud della regione, ma di un’area strategica”.

Il presidente è sceso in campo in diversi modi, uno in particolare va oltre l’operatività corrente, i servizi che il sistema bancario ha continuato a garantire: “Abbiamo avviato l’iter per il recupero della Chiesa dell’Ambro che vorremmo riaprire entro l’anno. Un santuario totalmente inagibile”. Ma non basta, lo sa bene Grilli, che lancia un appello: “Ognuno può dare qualcosa, guardiamo l’area dei Sibillini, non può essere abbandonata ed in essa può investirsi utilmente”. La Carifermo vuole essere un esempio contagioso di quello che serve al territorio: “Vorremmo innescare ulteriori interessi, altri investimenti in attività produttive, in recupero di altri beni culturali o in infrastrutture potremmo dirci pienamente soddisfatti”.

Un primo intervento da mettere in cantiere, secondo Grilli, è l’adeguamento della Faleriense da Servigliano ad Amandola che è tornata nelle mani dell’Anas. “Non chiediamo superstrade a 4 corsie, ma sarebbe sufficiente la rettifica di qualche curva che andrebbe nella direzione di favorire gli investimenti nelle aree rese meno appetibili dal sisma, ma che hanno grandi potenzialità”.

Per agire, però, servono strumenti agili. Grilli ne suggerisce uno, partendo proprio dal suo mondo, quello del credito: “Concedere il credito di imposta per erogazioni liberali nel settore dei beni culturali o in  quello delle infrastrutture consentendo l’intervento diretto dei privati , anche se  in un’area circoscritta e per un tempo definito, oppure ammettere la “detraibilità dalle imposte”di quota parte delle somme investite nell’area delle province che hanno comuni nel cratere per interventi diretti fatti da privati in beni culturali di interesse pubblico”. Una mossa semplice, ma che potrebbe spingere, come accaduto per l’art bonus di Franceschini, muovere risorse e coscienze. “Questo – conclude il presidente della Cassa di risparmio di fermo – è un territorio che vuole e deve continuare a vivere: noi ci crediamo e siamo sicuri che anche questa volta si riuscirà a superare questa difficile prova”.

@raffaelevitali

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Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

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