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Errani lascia: "Criticate, ma date la speranza alle persone. I soldi ci sono". Gentiloni: "Nuovo commissario"

erranigentiloni

Il presidente della Regione Luca Ceriscioli punta sul fatto che le Marche sono state la regione più colpita: “Rappresentiamo una realtà con 87 Comuni dentro il cratere e altrettanti che hanno segnalato i danni. Un terzo della superficie della regione e abbiamo 32mila sfollati, che vivono in sistemazione alternativa”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Quattro terremoti, non un anno di lavoro, ma sette mesi. Stallo o no, l’impianto normativo è pronto, i soldi ci sono e presto anche un nuovo commissario: questo il sunto della lunga conferenza stampa a Roma con protagonisti il presidente del Consiglio, i presidenti delle regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, il commissario Vasco Errani e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

“Più potere alle Regioni, ma non subito”. Il premier Paolo Gentiloni annuncia: “Ci sarà un nuovo commissario dopo che il 9 settembre terminerà il rapporto con Vasco Errani”. L’uscita di scena del commissario, ex presidente dell’Emilia Romagna, è in grande stile. Tutti, dal primo all’ultimo, lo ringraziano per il lavoro svolto dopo la nomina decisa da Matteo Renzi: “Sono convinto che siamo di fronte a un impianto di ricostruzione che è il più innovativo e completo rispetto a eventi simili del passato. Per la prima volta si riconosce il cento per cento alle seconde abitazioni, oltre che alle prime. C'è un impianto complessivo a sostegno dell'economia inedito, che vale 1.360 milioni di euro. Va dalle zone franche fino ai danni indiretti fino al sostegno a nuovi investimenti. Il lavoro e l'impresa sono una leva decisiva per contrastare un problema fondamentale per questi territori già da prima, cioè lo spopolamento. Abbiamo indicato norme tecniche grazie al comitato scientifico per assicurare la resistenza sismica e il miglioramento sismico. Abbiamo ottenuto che in tutte le scuole danneggiate si farà l'adeguamento sismico, la programmazione è già iniziata”.

Le parole di Errani seguono quelle del premier che spiega la futura governance: “È nelle mani di Palazzo Chigi. Ragioneremo nei prossimi mesi e settimane sull’evoluzione che lega la ricostruzione al commissario. In questo momento abbiamo vivi alcuni problemi dell’emergenza, ma stiamo entrando con un impianto robusto nella fase della ricostruzione. Una fase che deve vedere il protagonismo più netto dei territori, a livello regionale e locale. Ma non accadrà domani mattina anche perché ci vuole una legge”.

Insomma, per gli auspicati nuovi poteri ai territori serve tempo. Quello che per molti, sul campo, sarebbe stato perso in questi mesi. Per molti ma non per Errani e i Governatori “Ho senso delle Istituzioni e mi assumo le mie responsabilità. L’impianto c’è e ora si costruisce, come dice Gentiloni, quel percorso che diffonderà la gestione al territorio”. Il commissario chiarisce: una cosa è l’impianto che definisce chi ha diritto, una cosa è il come il diritto viene esercitato. Poi occorre un processo di progressivo aggiustamento del territorio. Quando parliamo di ricostruzione il singolo intervento sul singolo edificio ha specificità che richiede una risposta, da qui il peso del territorio. Se andate ad Accumoli o a Castelsantangelo vedrete cosa significa fare le casette, quale è l’impegno di urbanizzazione. Parliamo di territori difficilissimi. Le critiche fanno sempre bene, ma diamo il senso di un percorso complesso. Avrei anche io voluto fare tutto in tempi più rapidi, ma qui interveniamo su territori deboli”. Chiede fiducia Errani: “Guardate ciò che è successo prima, criticate ma diamo speranza alle persone. Per la prima volta nella storia dei terremoti oggi i cittadini sono sicuri che le risorse ci sono. Potranno protestare davanti al parlamento, ma non per l’assenza di soldi. In Emilia Romagna abbiamo iniziato con zero, poi l’80%, il 100% è arrivato 18 mesi dopo. Queste sono le speranze che dobbiamo dare. Tanti si chiedono se torneranno. La risposta è sì, daremo più servizi e qualità. Datelo questo messaggio”.

Il presidente della Regione Luca Ceriscioli punta sul fatto che le Marche sono state la regione più colpita: “Rappresentiamo una realtà con 87 Comuni dentro il cratere e altrettanti che hanno segnalato i danni. Un terzo della superficie della regione e abbiamo 32mila sfollati, che vivono in sistemazione alternativa”. Le Sae sono una delle lacune della Regione, ma Ceriscioli dispensa fiducia: “Sono state richieste in 27 comuni per 78 aree. A oggi abbiamo tutti i cantieri operativi, con progetti e gare. In metà stanno costruendo. Ma sono poche quelle consegnate: 42. Le raddoppieremo nei prossimi giorni. Sono meno di quelle che avremmo voluto. Ma siccome gli impegni sono operativi, entro la fine dell’anno garantiremo il 90% del rientro nelle 1800 casette in costruzione. Abbiamo scelto di costruire in montagna, per portare le persone lì dove stavano”.

Infine, durante la conferenza stampa con il premier, Ceriscioli parla anche delle macerie: “Fatto un lavoro importante: 52 i comuni che hanno fatto richiesta, 44 di questi non hanno più macerie sulle strade. L’80% delle pubbliche sono state rimosse. La priorità va dove la maceria impedisce di recuperare spazi e movimento per la comunità. E lo abbiamo fatto usando tre aziende, di cui due municipalizzate, il che significa risorse ai Comuni. Grande attenzione alla rimozione dell’amianto e al recupero del materiale sono state due linee guida: oggi abbiamo una capacità di 2mila tonnellate al giorno. La porteremo a 3200 nel mese di settembre”. Avanti tutta quindi in attesa del post Errani.

@raffaelevitali

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