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Cappelli e scarpe, Buschi fa del negozio in piazza una vetrina di bellezza. "Giano e Sorbatti al mio fianco"

buschigiano

Corner delle calzature Giano alla Sartoria Buschi, il primo paio venduto ad un inglese durante l'allestimento.

FERMO - Una sinergia importante per la città di Fermo, che valorizza la splendida piazza e ne promuove sia il turismo sia il commercio. Questa l'essenza del progetto che vede la Sartoria Buschi protagonista di quello che si vuole porre come una porta di ingresso al centro storico per marchi importanti del fermano: dedicare una parte del suo negozio a due prodotti d'eccellenza nel territorio, le calzature Giano e i cappelli di Attilio Sorbatti. Marchi che rappresentano un biglietto da visita del Fermano in tutto il mondo. Come sottolineato dai tre imprenditori che hanno deciso di dar vita a questa collaborazione, partendo dagli stessi criteri di passione ed attaccamento al territorio, può essere un primo esempio dal quale derivi una progettualità a lungo termine, che possa essere anche da modello per altre città che abbiano tra gli obiettivi la rinascita del centro storico.

 Amante delle sfide Alessandro Buschi, e lo ha già dimostrato aprendo la sua sartoria nei locali ex Maffei in Piazza del Popolo. Questa gli appare già vinta con le decine di paia di calzature già vendute, e praticamente tutte a stranieri tra cui inglesi, olandesi, sudafricani che non hanno nascosto il loro stupore nel sapere che prodotti noti in tutto il mondo (Harmont&Blaine, La Martina, Italian Heritage) siano in realtà creati a pochi chilometri dal centro storico del capoluogo. A completare il pacchetto uomo del negozio, sono arrivati anche da Montappone i cappelli di Attilio Sorbatti, che ricorda come fino agli anni 70 in ogni piazza c'era una cappelleria e si dice quindi molto soddisfatto di questa nuova collaborazione. Aziende che scommettono su un territorio che da loro valore aggiunto, come sottolinea Enrico Paniccià del calzaturificio Giano. Nipote del fondatore Umberto Intorbida e alla guida dell'azienda dal 2002, Paniccià ricorda, "da piccolo guardavo le vetrine di Maffei" e spiega "come la passione nel lavoro e nel tramandarlo per generazioni si rispecchia poi nei prodotti finali, che rappresentano essi stessi la bellezza del fermano": tutot si fonde in un progetto concreto di  amore per il territorio, "animando un centro storico bellissimo con iniziative come questa, che passano da un rilancio legato sia alla cultura che al commercio".

Tutto ciò è certamente possibile grazie ritrovato rapporto di collaborazione dell'Amministrazione Comunale al fianco di imprenditori e Camera di Commercio, con apprezzamento reciproco. Interconnessioni tra commercio, cultura e turismo sono essenziali, un'dea condivisa sia dal Presidente Di Battista che dal Sindaco Calcinaro, che non a caso è affiancato nella presentazione del progetto dall'Assessore alla Cultura Trasatti e a quello al Commercio Torresi.

Con i giusti criteri, si può iniziare a riparametrare l'intero assetto del centro storico, una vera e propria sfida per disegnare una prospettiva nuova per un'identità nuova, rispondendo alle esigenze del turista che arriva, offrendo una qualità alta sia per l'offerta culturale che per quella commerciale, in un disegno complessivo generale che non può negare che i due settori debbano procedere in parallelo.

Cristina Donati

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