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Mariani - Melchiorri, la coppia che unisce e rivoluziona il mondo di Confindustria. Anche a Roma

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Inizia con il sorriso la conferenza stampa che presenta Confindustria Centro Adriatico, la nuova territoriale che unisce Ascoli e Fermo, di nuovo insieme dopo 35 anni di indipendenza.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Inizio io presidente?” chiede il direttore Tosi a Giampietro Melchiorri, che replica: “Il presidente è Mariani, lo sai”. Inizia con il sorriso la conferenza stampa che presenta Confindustria Centro Adriatico, la nuova territoriale che unisce Ascoli e Fermo, di nuovo insieme dopo 35 anni di indipendenza. Ed è una unione voluta da tutti, visto che le assemblee hanno detto sì all’unanimità.

“Sono contento di avere come presidente Simone Mariani, che è giovane, innanzitutto. È serio, competente e molto preparato. Il direttore sarà Giuseppe Tosi, ma verrà affiancato dal direttore di Ascoli Piceno Luciano Vizioli” spiega Giampietro Melchiorri.

I numeri sono importanti: 800 imprese che si riuniscono con due milioni di introiti contributivi. Oltre 200 imprese nel settore moda-calzaturiero, 113 nel terziario, 70 nella metalmeccanica, 70 nell’edilizia, 50 negli accessori e 50 nell’agroalimentare. Cresce il turismo che arriva a 40 aziende. Un ruolo importante lo giocano la plastica, i trasporti, la meccanica e l’edilizia. “Copriamo ogni settore dell’economia del territorio”.

Simone Mariani è pronto, sapendo di poter contare su Melchiorri come Vicario: “Una organizzazione più solida, veloce e con la voce più forte grazie a strumenti, competenze, servizi efficienti ed efficaci, grazie a funzionari aggiornati. Tutto questo possiamo dare ora che lavoreremo insieme”.

L’unione tra le due territoriali è stata accolta con entusiasmo dalla Confindustria Nazionale. “La commissione nazionale si è riunita ieri e ha deliberato il riconoscimento per Confindustria Centro Adriatico di una rappresentanza in Consiglio generale. Noi non eravamo certi della premialità, perché non scontata. La commissione ha apprezzato la fusione tra Ascoli e Fermo, sia perché abbiamo superato una lunga storia di divisione, sia perché abbiamo dichiarato di procedere con una fusione completa e totale e definitiva. Senza ripensamenti” aggiunge il neo presidente.

I prossimi step sono chiari e programmati, coordinati dal direttore di Fermo, Giuseppe tosi, e dal pari ruolo di Ascoli, Luciano Vizioli: “I due presidenti si siederanno dal notaio per la costituzione ufficiale della newco. Dopo le ferie, tra settembre e ottobre, riprenderanno lavori e si procederà nella costituzione degli organi. Presidente e vicario sono stati già nominati. Verrà nominato il consiglio di presidenza e il consiglio generale. Contestualmente verranno rinnovate le sezioni, sono una quindicina, con il principio della pari rappresentanza dei due territori”.

La nota storica la regala Vizioli: “C’ero quando si separarono le due associazioni e oggi assisto alla riunione di due amanti che hanno bisticciato senza mai perdere l’amore. Mai c’è stato un isolamento totale. E questo è potuto diventare visione comune grazie al presidente Melchiorri”.

Il ruolo chiave del presidente fermano, partito come Wallace (leggi) contro tutti per difendere un diritto e lungo la strada diventato leader di un intero pezzo di Regione, lo ha sottolineato anche Mariani: “Sono il più onorato, per la fiducia che gli imprenditori hanno voluto riporre in me e Giampietro Melchiorri assegnandoci di condurre insieme la nuova Confindustria”. Parla di ‘insieme’ perché “il nostro è un binomio. Non ho un vicepresidente al mio fianco, ma un vicario. Lo dico, come l’ho detto ieri agli associati, senza Melchiorri questa fusione non si sarebbe fatta”. Ma non per gli animi non predisposti: “In alcuni momenti storici bisogna saper cogliere l’attimo e saper osare. Melchiorri, guidando il suo direttivo, è riuscito in un momento storico particolare a cambiare la rotta della storia, della piccola storia confindustriale delle Marche”.

E ora ne inizia un’altra in cui Confindustria Centro Adriatico andrà ancora di più verso gli associati e facendo lobby nei tavoli che prendendole decisioni. “Se fossimo rimasti fermi, saremmo stati spazzati via. Il nostro obiettivo sarà tornare a ribadire all’opinione pubblica e ai nostri associati quanto il tema della crescita economica sia il più importante di discussione della politica, oltre che dentro il sistema imprenditoriale. Non è una frase fatta e lo dimostreremo”.

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