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Nelle Marche i distretti non funzionano più. Le scarpe respirano: -0,3% di export

scarpa lavoro

Ma non è tutto negativo nelle Marche: chiudono il primo trimestre del 2017 in espansione 4 distretti su 9.

di Raffaele Vitali

FERMO – Tutti crescono, tranne le Marche: in calo l'export dei distretti regionali nel primo trimestre del 2017 del 3,2%. Un dato inferiore al totale dei distretti italiani (+6,4%) e a quello della manifattura regionale (+1,1%).

L’analisi del territorio lo ha fatta la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, secondo cui “è evidente che i distretti marchigiani hanno risentito del terremoto dello scorso anno che ha colpito le province di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo. A rallentare l'export regionale - commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - è stata la frenata subita nei mercati emergenti (-4% le esportazioni) e in particolare verso India, Turchia, Repubblica Ceca e Arabia Saudita. Di contro, segnali confortanti arrivano finalmente dalla Russia che diventa il mercato emergente dove si registra la maggiore crescita di export in questo inizio 2017 (+11,3%)”. Proccupa invece la frenata dell'export verso i mercati maturi (-2,7%), Austria e Stati Uniti, mentre continua il buon andamento in Svizzera”.

Ma non è tutto negativo nelle Marche: chiudono il primo trimestre del 2017 in espansione 4 distretti su 9. In crescita l'export delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (+17,3%), grazie all'ottimo andamento delle vendite negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, in Polonia, in Germania e Cina; bene il distretto degli strumenti musicali di Castelfidardo (+2,5%) con buone performance in Tunisia, Svezia e un balzo di vendite in Cina e Belgio; è ripartito un pezzo del sistema moda, quello della pelletteria del Tolentino (+6,1%), grazie ai flussi verso i mercati albanese, britannico, nipponico e polacco; torna a correre la jeans valley del Montefeltro (+7,9%) trainata da Svizzera, Svezia e Germania.

Chi finalmente non affossa la regione è il distretto delle calzature di Fermo che chiude con un leggero -0,3%. Il problema è che la frenata di due mercati chiave come Germania e Stati Uniti, che le scarpe compensano con una rinascita del mercato russo, ben lontano in ogni numero dai fasti pre 2015.

Per capire come si arriva al -3.2% regionale bisogna leggere le cifre di zone abituate a crescere: il distretto delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano chiude col -21%, a causa degli arretramenti subiti in molti sbocchi commerciali, soprattutto in Francia e Regno Unito; restando a Fabriano, -10.6% per il sistema cartario, punito dall’Indio, da due anni mercato in grande espansione. Infine, -12.6% per le cucine di Pesaro (-12,6%).

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