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Fermo dice sì: nasce Confindustria Centro Adriatico. "Macerata venga con noi e Ascoli, ci stringiamo"

Giampietro Melchiorri 2

Nessun ‘sud’ nel nome, perché nessuno vuole dare una connotazione limitante e territoriale. Ancora meno dopo la nascita di Confinustria Marche Nord. La soddisfazione del presidente Melchiorri.

FERMO – Statuto e business plan sono pronti. La Giunta di Confindustria Fermo li ha approvati e ora la palla passa ad Ascoli, che giovedì compirà lo stesso percorso. Per le due territoriali poi stesso momento finale, con l’assemblea a metà luglio che sancirà la nascita della newco che ha un nome importante: Confindustria Centro Adriatico. Nessun ‘sud’ nel nome, perché nessuno vuole dare una connotazione limitante e territoriale. Ancora meno dopo la nascita di Confinustria Marche Nord

“Confindustria Fermo è coerente e determinata e ha dato il via al progetto di fusione con Confindustria Ascoli Piceno. Il voto unanime della Giunta al piano preparato dai due presidenti e dai due direttori è la dimostrazione di una territoriale compatta che guarda al futuro”. Giampietro Melchiorri, presidente degli industriali fermani, dà così il benvenuto a Confindustria Centro Adriatico. Una territoriale aperta in primis a Macerata, la consorella di fermo oggi indecisa sul proprio futuro.

IL PROGETTO

“Siamo al momento cruciale. Volevamo aggregarci e verso l’aggregazione andiamo. Abbiamo presentato il business plan della newco, un organigramma e uno statuto. Ricordiamo – precisa il presidente di Confindustria Fermo, Giampietro Melchiorri - che tutto è partito dopo la delibera di Giunta del 5 maggio, in poco più di un mese concretizziamo un percorso rivoluzionario”.

Soddisfazione dentro le sale dell’associazione: “Il punto chiave: realizziamo questa newco con Ascoli completamente alla pari. Fermo e Ascoli conteranno uguale. Non ci sarà un organo dove una territoriale domina sull’altra. Lo stesso presidente sarà a rotazione e il direttore sarà unico” ribadisce il presidente.

La Giunta era il passaggio fondamentale perché con due delibere sono stati approvati il progetto, il business plan e lo statuto che inserisce il principio di pari rappresentanza a tutti i livelli, con la presidenza alternata. “Abbiamo deliberato di unire anche i dipendenti. In questa maniera diamo un segnale forte come chiesto da Confindustria nazionale. Roma guarda con soddisfazione al nostro cammino e siamo certi che saprà premiarci”.

IL RAPPORTO CON MACERATA

La Giunta ha discusso a lungo sul ruolo chiave di Macerata e, soprattutto la sezione calzaturiera guidata da Enrico Ciccola, ha ribadito la necessità di inserire e recuperare la territoriale che è con Fermo l’anima del distretto.

“La territoriale di Macerata – ribadisce Melchiorri - sta cercando la sua linea unitaria. Quello che posso ribadire è che non esiste una aggregazione più vicina a Macerata di quella che stiamo completando noi e Ascoli. Per questo noi auspichiamo che Macerata prenda la sua decisione per poi arrivare insieme al progetto unico di fusione con Ancona e Pesaro. Macerata sappia che noi siamo pronti a stringerci, il posto c’è”.

TEMPISTICA

Non si chiude con il voto della Giunta l’iter, perché ci sarà l’assemblea straordinaria, che segue quella ordinaria già fatta per il Bilancio. Durante l’assemblea si delibera la costituzione della newco, che farà nascere Confindustria Centro Adriatico. A seguire, insieme ad Ascoli Piceno, che completerà nei prossimi giorni il suo iter parallelo, ci sarà la firma dal notaio.

Dal giorno dopo nasce la rappresentanza unica: si svolgerà una assemblea per la nomina del presidente, verrà creato un consiglio di presidenza e ci sarà l’unificazione delle sezioni. Questo tra settembre e ottobre. Il trasferimento del personale alla Newco avverrà dopo la chiusura del bilancio, il 31 dicembre 2017.

“Le uniche cose che rimangono separate sono i crediti, i debiti, i patrimoni e una rappresentanza leggera” conclude Melchiorri affiancato dal direttore Giuseppe Tosi impegnato da settimane con il collega Luciano Vizioli di Ascoli Piceno per la stesura di statuto e business plan.

I NUMERI

Confindustria Centro Adriatico rappresenterà 722 aziende e poco più di due milioni di introiti. Tredici saranno i dipendenti dislocati in due sedi. Una struttura snella che ottimizzerà servizi, alcuni fino a oggi acquistati fuori sede, e costi.

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