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Doris: "Credito alle imprese che vogliono crescere". Mediolanum vuole essere il volano del distretto fermano

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È convinto Doris che il sistema possa funzionare: “Le imprese quotate potranno aumentare il capitale, le imprese non quotate avranno prestiti o l’accompagno verso la quotazione. Non solo, con il nostro team supereremo anche i problemi burocratici”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Ennio Doris parla agli imprenditori. Il numero uno di Banca Mediolanum, “ho iniziato a lavorare in banca nel 1960”, si presenta tra due maxi schermi nella sala convegni di Villa Lattanzi in cui spiccano il patron della Brosway Lanfranco Belleggia, Laura Gabrielli e il direttore di Confindustria Giuseppe Tosi. “Siamo l’ultima ruota del carro europeo, abbiamo banche in difficoltà. Si sommano tante cose non positive per la nostra economia”. Ci sono errori politici, ma non solo. “A dicembre è stata approvata la legge che dà vantaggi fiscali importanti ai risparmiatori che investono dando fiducia alle imprese italiane, specialmente le Pmi, fino al 70%. Le imposte sul reddito sono al 26%, mentre se si investe sulle Pmi la percentuale viene annullata” spiega Ennio Doris agli imprenditori fermani riuniti. Come dire: investite.

E se c’è investimento c’è Banca Mediolanum, che ha deciso di puntare con forza sulle Marche per provare ad accrescere anche la percentuale di aziende quotate in borsa. “Il Governo ha previsto due miliardi di investimenti nel primo anno e 18 miliardi nei prossimi cinque”. Di fronte a queste previsioni Doris ha una idea chiara: “Non è una cifra tale che cambierà il quadro economico. Serve di più. Da qui incontri come questo, il primo a Treviso con imprenditori e investitori. Il Governo ha fatto una scelta giusta, ma ci ha messo in mano la palla”. Il Governo infatti dice: se investi, io ti tolgo le tasse, basta che serva all’economia. “Se io imprenditore non metto il mio piccolo cip su questo investimento non potrò più lamentarmi”.

Per cambiare il mercato però servono somme ingenti, non bastano 30mila euro. “Sono presidente di una banca con un milione di clienti. Devo far sì che il numero più elevato di persone investa”. E Doris inizia a farlo prima delle altre banche, impegnate tra acquisizioni e problemi. “Il Governo prevede due miliardi? Io come Banca Mediolanum mi impegno per tre. E lo faccio senza fermarmi al mio interesse”. Un sogno? Tra marzo e maggio abbiamo fatto 1miliardo e 200milioni. “In un attimo anche le altre banche hanno iniziato a lanciare fondi e servizi mirati”.

Da qui il cambio di previsioni: 10 miliardi in un anno, 70 nei prossimi cinque anni. “Così possiamo cambiare davvero il mercato”. Avviato il flusso id soldi, andavano istruite le imprese: “D’accordo con le associazioni industriali facciamo partire un road show. Prime due tappe in Lombardia e Veneto con le imprese locali, i nostri clienti, le imprese quotate e altre banche d’affari specializzate con le Pmi. Alle imprese diremo che abbiamo in mano risorse per finanziare i progetti a medio breve termine”.

È convinto Doris che il sistema possa funzionare: “Le imprese quotate potranno aumentare il capitale, le imprese non quotate avranno prestiti o l’accompagno verso la quotazione. Non solo, con il nostro team supereremo anche i problemi burocratici”. L’obiettivo è portare Mediolanum, da sempre riferimento per i privati, tra le imprese. “non facile quotarsi in borsa in Italia, ma le idee su come fare le sappiamo. Creiamo delle Spac, società già quotate con 50milioni di capitale. L’azienda che vuole quotarsi con un aumento di capitale verrà fusa con la società già presente. È un modo per accelerare la situazione”. Una specie di Confidi per la borsa e non per il credito. “E il prossimo anno nasceranno anche Spac con capitali più piccoli”

Cambia il mercato finanziario italiano grazie a una legge che ci mette alla pari come strumenti con gli inglesi e francesi. “Partiamo con 10miliardi, ma 70 in cinque anni sono una somma che porterà davvero a un cambiamento epocale, che porterà ossigeno alle imprese per fronteggiare il mercato estero”. È una buona notizia. Ma resta un punto di base: “Bisogna avere delle buone basi nella propria azienda. Non si può crescere solo con il debito bancario. Serve un capitale reale. Il denaro prestato a lungo costa di più rispetto a quello a revoca. Così come rinunci a qualcosa se ti apri a un socio. Ma crei una base. Perché Bill Gates ha il 25% e non il controllo? Per crescere rapidamente aveva bisogno di investire. E lui ha scelto di farsi aiutare per non indebitarsi senza controllo”. Mediolanum si offre come partner e lo farà con forza grazie a tre sportelli nel fermano, 26 agenti (116 nelle Marche) e 6mila clienti (33mila in regione) co un patrimonio medio di 66mila euro. 

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