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"Start up, l'incubatore non basta". Il futuro trova casa a P.S.Giorgio. Alfa Group crea un acceleratore per imprese tecnologiche

alfainterno

La semplicità della vita di provincia e lo stimolo professionale da metropoli è la soluzione anti fuga. “Non abbiamo intenzione di generare fuga di cervelli perché diamo modo, a chiunque accetti la sfida, di mettersi alla prova e crescere, vivendo e lavorando a Porto San Giorgio”.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO - “Siamo convinti che ci sono molti ragazzi che hanno ancora voglia di raccogliere sfide come quella che 18 anni fa abbiamo raccolto nel fondare Alfa Group. Da allora siamo in costante crescita e soprattutto costante evoluzione creando e utilizzando tecnologie legate al mondo dell’informatica. Vogliamo provare a dare un futuro diverso alle Start Up tecnologiche”.  Ci crede Gaetano Ascenzi, Group Technology Officer di Alfa Group, azienda con cinque sedi in Italia e una in Olanda; 150 tra dipendenti e collaboratori con un fatturato consolidato per il 2016 di oltre 18 milioni di euro. Ascenzi è il Ceo di Alfa Project, ramo marchigiano di Alfa Group che, come ama dire con orgoglio, è “l’ingegneria del gruppo”.

Ma siccome nessuno è autosufficiente, per crescere servono menti brillanti. E Ascenzi per trovarle usa due strade: la prima è assumere giovani ingegneri brillanti, la seconda è guidare giovani informatici e ingegneri che vogliono afre gli imprenditori. “Il team dell’ingegneria è in costante crescita, noi stiamo cercando informatici per collaborare con loro, sfidarli, e assumere i migliori. Chi ritiene di avere le qualità giuste, trova una azienda pronta a dare valore alle persone. Siamo pronti ad accoglierli sia come dipendenti che come menti su cui credere e investire”. Da qui l’idea: rendere una parte della nuova sede che verrà inaugurata a Porto San Giorgio vicino all’ex Silos in autunno, uno spazio per Start Up anzi un acceleratore d’impresa.

“Una buona idea ha bisogno di capacità imprenditoriale.  A oggi, oltre il 90% delle start up muoiono entro i primi due anni perché ci si concentra molto sul prodotto poco sul mercato. Quello che noi offriamo è un ‘contributo interessato’. I cervelli più vivi possono tentare l’esperienza imprenditoriale, avendo al fianco un gruppo nato 20 anni fa come una start up e diventato una azienda riconosciuta in Italia e all’ estero. A differenza di altre forme di aiuto all’ imprenditorialità, lo StartUpper non si sentirà solo. Entrando nella nostra sede avrà a disposizione una serie di ausili per capire, velocemente, se la sua è una buona idea da affinare o una brillante intuizione che non ripagherà mai del tempo e dei soldi investiti”.

Ascenzi va oltre il coworking o l’incubatore, perché dentro l’Alfa Project, nella nuova e moderna sede, non entrerà chiunque, ma solo chi è affine alle aree di interesse di Alfa Group: sistemi per il controllo di gestione, il Business Process Management, la Cyber Security, le mobile application, nei settori industrial, aerospace and defence, banche e finance. “Dove individuiamo l’idea vincente, diamo spazio. Chi entra qui trova una infrastruttura impeccabile che gli garantisce l’autonomia di azione. Nella fase di avvio della StartUp non punteremo a partecipazioni societarie ma a creare tutte le condizioni per dare il massimo valore al connubio uomo->Idee->mercato per far prendere piena coscienza agli startupper delle proprie capacità, daremo accelerazione all’ idea accorciando il più possibile il passaggio dall’ idea al mercato”.

Chi sarà all’ interno dell’acceleratore lavorerà in un ambiente dove il valore dell’intelligenza collettiva avrà molto più peso rispetto alla capacità dei singoli. “Per avere il suo spazio, data per certa la capacità tecnologica, la startup sarà messa in condizione di dialogare e collaborare con il nostro team per massimizzare i risultati. Chi si appoggia a noi, non avrà solo una scrivania, una sedia, la corrente, la connessione internet e un luogo dove incontrare persone e aziende, sa di poter ottenere qualcosa in più che altri luoghi non gli daranno: entra in una azienda vera, che parla la sua lingua, che lo stimolerà e qualche volta gli chiederà di migliorarsi perché il mercato è sovrano giudice di qualsiasi iniziativa”.

La missione di Ascenzi è anche quella di evitare lo svuotamento del territorio. “Nella nostra zona, se un informatico ha l’ambizione di lavorare su progetti importanti con contenuti tecnologici significativi e magari di livello internazionale, solitamente si trasferisce a Milano o Roma per non parlare di Berlino o Londra. Questa è una fuga di cervelli che difficilmente si inverte. Ma quello che si dimentica è che i cervelli non vanno solo all’estero, spesso lasciano la nostra provincia per altri angoli dell’Italia che sono professionalmente più attrattivi”.  Aziende come la Alfa Group sono la prova che si può invertire questo trend essendo un player primario a livello internazionale.

La semplicità della vita di provincia e lo stimolo professionale da metropoli è la soluzione anti fuga. “Non abbiamo intenzione di generare fuga di cervelli perché diamo modo, a chiunque accetti la sfida, di mettersi alla prova e crescere, vivendo e lavorando a Porto San Giorgio”. Per essere una delle prime tre start up da inserire nell’acceleratore dell’Alfa Project basta presentarsi con un business plan coerente al settore dell’azienda, quindi ingegneria informatica, e mettersi alla prova. Non si parla di un coworking multiplo, con 50 aziende diverse, ma una azienda vera, che apre le sue porte, dando non solo spazio ma mettendo a disposizione le proprie esperienze sia positive che negative. “Siamo il luogo in cui confrontarsi per valutare la qualità di una idea o di una intuizione, cercando di investire al meglio il proprio futuro. Del resto grandi aziende del settore tecnologico hanno alle spalle cocenti delusioni e fallimenti, prima di avere successo. Questo in Italia non è ammesso e va visto come una opportunità di selezione.”

In attesa che la politica completi i suoi percorsi con la creazione di spazi per giovani imprenditori del futuro, ecco il privato che funziona, cresce nel suo settore e prova a ridare al territorio, senza mai dimenticare il suo business: “Aiuto interessato -  conclude Ascenzi - sia per gli startupper che per Alfa Group”. Il futuro è oggi, come dimostra l'interesse al progetto già mostrato dall'Università Politecnica delle Marche.

@raffaelevitali

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