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Niente fusione con Ascoli e Fermo, Confindustria Macerata ha scelto i grandi del nord delle Marche

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Era attesa la decisione maceratese, che è arrivata dopo un lungo e animato dibattito interno. Che il presidente Pesarini, con una nota ufficiale, riassume così: “ricerchiamoil migliore modello organizzativo di governance di Confindustria che ponga al centro dell'attenzione l'efficientamento e l'innovazione dei servizi".

MACERATA – L’assemblea ha detto no, ma il consiglio direttivo non cambia idea: Confindustria Macerata lavora per una unica confindustria regionale. Niente Marche Sud con Fermo e Ascoli per gli imprenditori maceratesi. Ha vinto la linea dei grandi associati contro i tanti piccoli. Ha vinto chi vuole un’unica voce e quindi un ingresso con convinzione nel processo aggregativo che hanno creato Pesaro e Ancona.

Era attesa la decisione maceratese, che è arrivata dopo un lungo e animato dibattito interno. Che il presidente Pesarini, con una nota ufficiale, riassume così: “ricerchiamoil migliore modello organizzativo di governance di Confindustria che ponga al centro dell'attenzione l'efficientamento e l'innovazione dei servizi e il consolidamento della lobby in un rinnovato percorso identitario". Fermo e Ascoli restano quindi sole. Il che significa percorso più agevole ma anche inevitabilmente meno peso a livello territoriale. Fa effetto la decisione di Macerata soprattutto pensando che da tempo la territoriale ha servizi in comune con quella di Fermo e che con i fermani ha il primo distretto calzaturiero italiano. Ma gli “anti scarpe” hanno vinto e così Macerata correrà con il mobile e la meccanica del nord della regione. Ma che dirà ora l'assemblea?

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