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Mettere in sicurezza il territorio e creare imprese all'estero: al Fermo Forum le ricette anti crisi e protezionismo

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Al Congresso della Cisl la visione dell'economista Enzo Cipolletta si scontra con la realtà del terremoto, "di tre terremoti: fisico, sociale ed economico" come ribadisce Calcinaro. “Il futuro che diventa presente” è la linea guida di Alberto Berrini. Il presente sono gli immigrati che arrivano, “che scappano perché non hanno fiducia nel proprio paese".

di Raffaele Vitali

FERMO - “Mesi sprecati, mesi di stallo perché si vuole rispondere a qualcosa di straordinario con le normali leggi. E invece bisogna cambiare, bisogna anche invertire la logica del pensiero passando da passato, presente e futuro a futuro, presente e passato. Dando alle idee la giusta visione”. Il rettore di Camerino, Corradini, lancia la tavola rotonda moderata da Linda Cittadini al Fermo Forum in cui l’ospite d’onore è l’economista Innocenzo Cipolletta, che ribatte subito con poche parole: “Il passato è logico, il presente è confuso. Ma le idee per rilanciare l’economia ci sono”.

Il terremoto per ore è stato il protagonista della prima giornata del Congresso regionale della Cisl, che ha 150mila iscritti, guidata da Sauro Rossi: “Dobbiamo parlare di persona, intessa come fulcro di ogni intervento, di lavoro, elemento che vivifica la comunità”, ma farlo con l’idea di rigenerare quello che c’è, cercando un nuovo inizio”.

 Ad accendere la prima luce sul terremoto è il sindaco Paolo Calcinaro, con un accalorato intervento che mette in luce le criticità del territorio: “Abbiamo subito tre terremoti. Uno fisico, che ha distrutto paesi, uno economico, che ha portato la disoccupazione giovanile a livelli insostenibili (25.3% nelle marche, ancor più alta nel Fermano) e che magari oggi speriamo di contrastare con l’investimento di NeroGiardini a Campiglione, e uno sociale con la morte un anno fa di Emmanuel (il nigeriano ucciso dal 40enne Amedeo Mancini oggi tornato libero, ndr) che ha spaccato la nostra città mentre servirebbero comprensione e conoscenza reciproca”. E di fronte a questo quadro c’è uno Stato lento e ingessato “che ancora paga le risate dell’Aquila e la paura di commettere gli stessi errori”. La realtà resta quindi ferma a quel passato glorioso distrutto dalle scosse mente potrebbe ripartire da quanto di più prezioso ha: la bellezza e la cultura: “Se lo diciamo veniamo tacciati, perché invece si deve parlare solo di case. Dimenticando che senza economia non ci sarà vita” conclude Calcinaro tra gli applausi dei delegati di tutta la Regione.

Gli spunti del sindaco servono a Cipolletta per rilanciare la sua ricetta di ripresa economica: “L’Italia deve investire nella difesa del suo territorio. Serve un programma nazionale sul dissesto idrogeologico, sulla prevenzione dai sismi. Consolidare il Paese ma facendolo con il supporto dei privati e dell’Europa. - in questo modo rimetteremmo il risparmio in funzione dell’economia: penso alla casa di ognuno di noi da rendere antisismica. Va fatto ora e va fatto coinvolgendo le imprese locali e con il supporto delle banche, che devono agevolare un piano nazionale di questo livello”.

Interventi che fungono da volano dell’economia. Che è sempre meno aperta all’altro, cosa che Cipolletta riassume con poche parole che il mondo ci riserva: ‘Mettete in ordine casa vostra, poi parlate di chi sta fuori’. “Questo – riprende Cipolletta – ci deve spingere a recuperare capacità di intervento, ma non con la spesa pubblica, ma con nuove politiche”.

Ci vuole un po’ di ottimismo per affrontare questo futuro incerto: “Se facciamo le analisi di tutto quello non funziona restiamo nel tunnel. Così vince il populismo e la rabbia e diventa difficile incrociarsi e lavorare. Oggi si è dimenticata la parola persona, sostituita da capitale umano. Ma Industria 4.0 ha valore se abbiamo chiaro chi gestisce il progresso” chiosa l’assessore regionale Loretta Bravi.

“Il futuro che diventa presente” è la linea guida di Alberto Berrini. Il presente sono gli immigrati che arrivano, “che scappano perché non hanno fiducia nel proprio paese. Per far diventare questa realtà una risorsa reciproca va favorita l’immigrazione regolare, provando ad anticipare i fenomeni. Dobbiamo smettere di avere paura e di ghettizzare l’altro, dobbiamo investire nell’integrazione sapendo che rispetto agli altri pesi abbiamo un vantaggio: non abbiamo una etnia predominante eredità del colonialismo” ribadisce il professor Morozzo Della rocca.

Non facile fare quello che il docente di Urbino, soprattutto pensando alla relazione del segretario Cisl e a quel -25% di capacità produttiva del manifatturiero delle Marche che ha reso tutti più poveri e forse intransigenti. Ma “senza comprensione e conoscenza” come ha detto il sindaco non si può andare avanti. Almeno fino a quando l’Europa non ripartirà con il mercato interno: “In Italia, come nelal Ue, l’export supera l’import. Questo perché abbiamo compresso i Paesi con il taglio dei salari e la tassazione, per cercare di aggredire il mondo. Oggi è tempo di rilanciare la nostra economia. Poi – conclude Cipolletta parlando ai calzaturieri – bisogna sapere che il mondo sta andando verso il protezionismo, quindi sempre più resterà competitivo sul mercato chi saprà investire nei paesi anche lontani creando aziende sul posto per superare barriere che cresceranno per favorire gli interessi nazionali in primis”.

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