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Ascoli, Fermo e Macerata: "Gentiloni e Calenda, noi vogliamo due Camere di Commercio"

Castelli Calcinaro Carancini 800x800

“Una concreta opportunità di rinascita, evitando inoltre un ulteriore spopolamento della zona, deriverebbe dal preservare il tessuto delle miriadi di aziende che operavano in questi territori".

FERMO – Neppure il tempo di digerire le parole del presidente Luca Ceriscioli che vuole una Camera di commercio unica nelle Marche, che i sindaci del sud delle Marche si attivano per contrastarne il cammino. Paolo Calcinaro, Fermo, Guido Castelli, Ascoli Piceno, e Romano Carancini, Macerata, hanno inviato una lettera firmata da tutti e tre al presidente di Unioncamere nazionale Lo Bello, al premier Paolo Gentiloni e al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Una lettera chiara e semplice in cui spiegano perché la soluzione migliore per le Marche sia di due camere di commercio.

Si parte dal decreto legislativo219 che stabilisce un massimo di 60 Camere di Commercio in Italia e un minimo di 75mila imprese per ogni circoscrizione. “L’area Marche Sud, comprensiva delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, supera ampiamente tale limite e presenta oggi dei dati oggettivi che esigono la costituzione di detto nuovo ente in tale territorio” spiegano i tre primi cittadini nella lettera. Che poi, inevitabilmente, tirano in ballo il terremoto che ha colpito le tre province: “Una concreta opportunità di rinascita, evitando inoltre un ulteriore spopolamento della zona, deriverebbe dal preservare il tessuto delle miriadi di aziende che operavano in questi territori. La mera ricostruzione immobiliare non sarà infatti sufficiente a ricreare una dinamica che possa preservare stabilmente il comparto lavoro in dette zone; al contrario, il rilancio di queste miriadi di attività potrà garantire nel tempo un radicamento territoriale e quindi una ripresa reale”.

Per evitare la desertificazione, la loro soluzione si chiama Marche Sud: “È fondamentale per garantire una presenza sul territorio che possa sostenere la ripresa di tutto il tessuto economico in queste aree. Riteniamo che i recenti interventi adottati dal Governo a sostegno delle aziende operanti nella zona del cratere si sposino perfettamente con l’esigenza che rappresentiamo in ordine alla presenza di una Camera di Commercio Marche Sud che operi nelle aree terremotate delle Marche. D’altro canto, tale esigenza corrisponde perfettamente ad una comunità storica, culturale ed anche di caratteristiche del tessuto economico produttivo che costituiscono quelle basi di omogeneità fondamentali per garantire la virtuosità dei processi di accorpamento”. La lettera è partita ora si attende la risposta. 

Raffaele Vitali

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