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Incapaci di cambiare strategie, i calzaturieri delle Marche crollano: Russia a -50%. Volano Tocana ed Emilia

scarpa lavoro

Il mercato comunitario si conferma il principale sbocco dell'export italiano 2016. È la Francia il primo mercato in valore per Veneto, Lombardia, Puglia e Campania. Nelle Marche e in Emilia Romagna, dove fino al 2014 primeggiava la Russia, ora invece è la Germania la prima destinazione. E per fotuna il Micam.

di Raffaele VItali

FERMO – Mica è vero che il settore calzaturiero va male. Almeno non dappertutto perchP diversamente dal Fermano-Maceratese c’è chi ha saputo leggere i mercati prima che fosse troppo tardi. La fotografia nazionale stilata da Assocalzaturifici dice che l’export nel 2016 si è chiuso con un +2,4% rispetto al 2015. In numeri, si parla di 9,2 miliardi di euro, tra calzature finite e componentistica.

Fra i cali più significativi quello degli operatori marchigiani (-6,7%), stabilità invece per la Campania e la Toscana (+0,5% e +0,8% rispettivamente) e aumenti per le restanti principali regioni calzaturiere, con variazioni tendenziali comprese tra il +2% della Puglia e il +14,4% dell'Emilia Romagna, che ha prontamente recuperato dopo la battuta d'arresto del 2015. Il Veneto è risultato anche nel 2016 la prima regione per export, con un'incidenza del 27% sul totale Italia, seguito da Toscana (21%) e Marche (15,8%). Assieme queste tre regioni coprono quasi i due terzi del fatturato estero nazionale (64,2%); le prime 7 generano ben il 93,3% in valore dei flussi in uscita.

Il problema delle Marche è sempre e solo uno: sono la regione più esposta alla crisi, ormai diventata endemica, dei consumi della Russia. Dall'analisi condotta da Assocalzaturifici emerge infine che il peso del mercato russo sul totale export nel triennio 2013-2016 risulta dimezzato nelle Marche, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana e Campania.

Il mercato comunitario si conferma il principale sbocco dell'export italiano 2016. È la Francia il primo mercato in valore per Veneto, Lombardia, Puglia e Campania. Nelle Marche e in Emilia Romagna, dove fino al 2014 primeggiava la Russia, ora invece è la Germania la prima destinazione. Soltanto per la Toscana, infine, è la Svizzera il principale mercato di export, grazie soprattutto al suo tradizionale ruolo di piattaforma logistica.

Tra i distretti calzaturieri in crescita, Firenze si conferma al primo posto della graduatoria dell'export per provincia con oltre 1,2 miliardi di euro (+6% sul 2015), a seguire Treviso, con 1 miliardo di euro (+6,1%), e Milano, con 900 milioni di euro (+10%). Se una luce la deve vedere in fondo al tunnel, Assocalzaturifici deve guardare alle fiere che organizza cche restano il punto di riferimento, e speranza, del settore: a theMICAM le presenze di buyer russi hanno fatto segnare un incoraggiante +20% su febbraio 2016. 

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