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Tascini: "Accorpare non deve essere sinonimo di impoverimento. Bravi Melchiorri e Mariani, hanno dato voce al territorio"

fermo politici confindustria

“Dal punto di vista dell’Assessore Manuela Bora sembra importante fare bella figura con Lo Bello, Presidente Nazionale Unioncamere, per cui viene ribadita la Camera di Commercio Unica, ma la Regione parla di sede unica con due aziende speciali".

FERMO – Loro l’hanno sempre saputo. Ma parlavano da soli, un po’ come chi urla nel deserto. Oggi, invece, sono circondati da un coro. Il Centro Studi Carducci guarda con fiducia al futuro di Confindustria e Camera di Commercio dopo le prese di posizione fermane e picene.

“Dal punto di vista dell’Assessore Manuela Bora sembra importante fare bella figura con Lo Bello, Presidente Nazionale Unioncamere, per cui viene ribadita la Camera di Commercio Unica, ma la Regione parla di sede unica con due aziende speciali. In pratica è un modo soft per concedere rappresentatività alla calzatura.  Il modello, seppure ibrido, riconosce la necessità di salvaguardare i diversi interessi e le differenze dei territori: Pesaro e Ancona per quanto riguarda meccanica e mobile; Macerata, Fermo ed Ascoli per quanto riguarda moda, calzatura e a agroalimentare” esordisce il presidente Guido Tascini.

Quanto alla Confindustria, le prese di posizione di Melchorri-Confindustria Fermo, di Confindustria Ascoli e speriamo di Macerata, rafforzano decisamente l’ipotesi di due sedi distinte: Marche-Sud e Marche-Nord. Mariani è in sintonia con il collega di Fermo, Giampietro Melchiorri, che già a suo tempo si espresse sulla necessità delle due sedi”. Il Centro Studi Carducci ha sempre valutato positivamente il piano delle due sedi. “E’ superata quindi la perplessità derivante dal tentativo di Ancona e Pesaro di imporre la sede unica al Sud delle Marche. E non possiamo non congratularci con il Presidente Giampietro Marchionni di Confindustria Fermo, per aver coraggiosamente preso per primo l’iniziativa di porre in campo il progetto di accorpamento delle 3 sedi di Marche Sud”.

Bisogna fare attenzione secondo gli studiosi fermani quando si parla di accorpamenti. “Accorpare non è sinonimo di impoverimento della specificità territoriale. Serve una strategia territoriale. Serve fusione corale, come richiamato dall’assessore regionale Bora, e strategia di aggregazione tra aree omogenee e sinergiche. Questo se vogliamo programmare uno sviluppo integrato del nostro territorio e rilanciare la nostra economia. Punto sul quale non si può transigere”.

Il Csr Carducci ritiene fondamentale definire un progetto regionale degli accorpamenti proiettato verso il futuro del sistema socio-economico marchigiano. “A questo proposito è fondamentale invitare le tre provincie delle Marche Sud a un incontro con la presenza dei soggetti istituzionali responsabili; con l’occasione chiedendo ai rappresentanti parlamentari di porre in sede governativa il problema della non-desertificazione dei capoluoghi provinciali d’Italia”.

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