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Cresce lo stipendio, più welfare e flessibilità: rinnnovato il contratto dei calzaturieri

scarpa lavoro

Soddisfatta la presidente dei calzaturieri Pilotti: “Un primo passo verso una stagione di relazioni industriali in cui il tema della competitività delle nostre imprese, soprattutto di quelle medie e piccole, sia assolutamente e sempre più baricentrico”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Il distretto calzaturiero tira un sospiro di sollievo: niente sciopero il 5 maggio e contratto rinnovato. Un ano di trattative per raggiungere l’intesa, con grande merito della presidente Annarita Pilotti.

Sul versante economico, è stato definito un aumento annuale di 70 euro a crescere, suddiviso in tre tranche: dal primo aprile 2017, 25 euro; dal primo aprile 2018, 25 euro; dal primo aprile 2019, 20 euro. Ma è alla voce welfare che il contratto fa il suo passo avanti maggiore. “Verrà finanziato, attraverso un contributo mensile di 12 euro a carico delle imprese, di cui 8 euro dal primo gennaio 2019 e 4 euro dal primo settembre 2019, un fondo di assistenza sanitaria integrativa per tutti i lavoratori del settore. Previsto inoltre un incremento (+0,5%, circa 8 euro), a partire dal 1 gennaio 2019, per il Fondo pensionistico complementare "Previmoda", sempre a totale carico delle imprese.

A fronte di questo, aumenta la flessibilità: “Si interviene sull’orario di lavoro con la possibilità per le imprese di incrementare fino a 104 le ore prestate oltre all’orario settimanale e da recuperare con riposi compensativi nei periodi di minore attività”. In più, le imprese hanno ottenuto di poter incrementare l’organico fino al 30% medio annuo con contratti a tempo determinato. Non solo, “viene incrementata al 12% la percentuale di possibile ricorso al part-time”. Il contratto riguarda 80mila lavoratori e 5mila imprese.

Soddisfatta la presidente dei calzaturieri Pilotti: “Un primo passo verso una stagione di relazioni industriali in cui il tema della competitività delle nostre imprese, soprattutto di quelle medie e piccole, sia assolutamente e sempre più baricentrico”. Ma non tutto è stato risolto, a cominciare dalla limitata fruizione della cassa integrazione di cui la Pilotti parlerà con il ministro Poletti il 3 maggio.

Entrano nel contratto, attraverso due protocolli, anche altri due importanti temi: la legalità e il made in Italy. Per la prima volta si riconosce al made in un ruolo chiave anche in prospettiva salvaguardia del lavoro. È questo il nuovo corso che la Pilotti sta portando avanti con un suo vicepresidente e con il numero uno dei calzaturieri fermani Enrico Ciccola, grande sponsor e studioso del made in. 

redazione@laprovinciadifermo.com 

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