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Mondo Loriblu. Duecento dipendenti, 30 milioni di fatturato e ora negozi a Doha e New York

pilotticuccu

Pilotti: "La qualità da sola non basta più, è necessario sostenere il proprio marchio con politiche di investimento a tutto tondo. Il Made In Italy è la nostra maggiore ricchezza, sfruttare questo valore è indispensabile".

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – Non c’è crisi che possa fermare Graziano Cuccù. Instancabile in mezzo al campo da calcio, dove ama toccare ogni pallone che passa per il centro, voglioso di nuove sfide sul lavoro, alla guida dell’azienda calzaturiera Loriblu assieme alla moglie Annarita Pilotti, che è anche la numero uno dei calzaturieri italiani. Usa e Emirati Arabi sono i due nuovi mercati del brand del lusso marchigiano che ha conquistato i palcoscenici più importanti con le scarpe gioiello. Da anni la strategia dell’azienda è chiara: negozi monomarca, boutique, tutte in ogni angolo del mondo. Ultima in ordine di tempo è la boutique a Doha, nel Mall of Qatar.

L'azienda di Porto Sant'Elpidio conta 200 dipendenti, una produzione di 1.500 paia di calzature al giorno, nei periodi di piena produzione, e 2.000 clienti in tutto il mondo. Dopo anni di studi dei mercati, Loriblu per entrare in America ha puntato sulle celebrities. Tre su tutte: la cantante e attrice americana Ariana Grande, che per la data di apertura del suo tour a Phoenix ha indossato un sensualissimo cuissard; la modella statunitense Chrissy Teigen (moglie del cantante e musicista John Legend), che ha scelto di indossare un sandalo gioiello in occasione della Notte degli Oscar, e la top model brasiliana Alessandra Ambrosio, che ha indossato un sandalo rosso per l'esclusivo Vanity Fair Oscar party.

“La qualità da sola non basta più, è necessario sostenere il proprio marchio con politiche di investimento a tutto tondo. Il Made In Italy è la nostra maggiore ricchezza, sfruttare questo valore è indispensabile. Stiamo spingendo sull'internazionalizzazione per portare la nostra eccellenza all'estero e in particolare in Usa, dove abbiamo anche aperto uno showroom a New York”. E se lei gira per il mondo tra fiere e convegni, tra mercati da conquistare e boutique da limare, in azienda resta il creativo, il marito Cuccù che punta su serietà, servizio, qualità e una manifattura 100% made in Italy. “Per noi – prosegue la Pilotti L'obiettivo è continuare a sviluppare il brand, internazionalizzarlo sempre di più, mantenendo saldi i principi che lo hanno ispirato”. Il che significa anche ricambio generazionale: “I nostri figli, già in azienda, stanno contribuendo fattivamente a questa crescita e Loriblu avrà sempre più anche la loro impronta”.

L'azienda conta 43 negozi monobrand, 13 boutique in Italia e 30 all'estero. La quota di export è circa il 75% del fatturato totale, che nel 2016 è stato di 30 milioni euro.

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