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Rottura totale: i sindacati bloccano le fabbriche di calzature e annunciano: "Presidio davanti all'azienda della Pilotti"

scarpa lavoro

A distanza di due mesi dalla prima forma di protesta,i sindacati tornano in campo: “Nel prendere atto che la controparte sia pertanto interessata esclusivamente a incidere negativamente sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, abbiamo deciso di dichiarare lo stato di agitazione e lo sciopero di 8 ore".

FERMO – Sciopero. È arrivata la rottura definitiva tra sindacati e Assocalzaturifici. Nessun accordo sul contratto nazionale calzaturiero e così il 5 maggio le fabbriche si fermeranno. Otto ore con le braccia conserte per gli operai e i dipendenti nelle aziende di tutta Italia e in particolar modo nel distretto fermano, cuore del settore.

Non solo, i sindacati, tutti compatti, hanno annunciato per lo stesso giorno anche un presidio nazionale sotto l’azienda Loriblu, guidata dalla presidentessa nazionale di Assocalzaturifici. A scatenare la rabbia dei sindacati, lo stop alle trattative dopo l’ultimo incontro del 6 dicembre “che aveva fatto ben sperare. Invece, alla riapertura del confronto, la delegazione padronale ha riformulato le proposte normative e in materia di orari, peggiorandone i contenuti in fatto di diritti dei lavoratori, richiedendo piena esigibilità a favore delle aziende in tema di ferie, flessibilità, ex festività (permessi individuali)”.

A distanza di due mesi dalla prima forma di protesta, il 13 gennaio c’è stato uno sciopero meno massivo, i sindacati tornano in campo: “Nel prendere atto che la controparte sia pertanto interessata esclusivamente a incidere negativamente sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, le Segreterie Nazionali e la Delegazione trattante hanno deciso di dichiarare lo stato di agitazione e lo sciopero di 8 ore, con un programma capillare di assemblee informative in tutte le aziende del settore calzaturiero. La posizione espressa da Assocalzaturifici è inaccettabile” ribadiscono Cgil, Cisl e Uil.

“Non è ammissibile che la controparte continui a giustificare la propria condotta come risposta alle modifiche della norma sugli ammortizzatori sociali, non considerando che in gioco ci sono le condizioni di vita e i diritti dei lavoratori. Quello tenuto da Assocalzaturifici in questi ultimi mesi è un comportamento irresponsabile, mesi di assoluto silenzio e di continui rinvii della riapertura del tavolo negoziale, che hanno privato le lavoratrici e i lavoratori del rinnovo del proprio contratto nazionale di lavoro”.

r.vit.

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