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Il vino vola in bottiglia, frena il brik. Piace a tutti la Passerina. Il Vinitaly incorona Poderi Capecci

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Il Verdicchio resta il vinco più venduto, seguito da Passerina, Montepulciano d’Abruzzo, Pecorino e Trebbiano.

di Raffaele Vitali

VERONA - Al Vinitaly, 51esima edizione, brillano i vini marchigiani e conquistano riconoscimenti importanti. Su tutti, l’azienda vinicola Poderi Capecci San Savino di Ripatransone che conquista nientemeno che il Cangrande, prestigioso riconoscimento che viene assegnato ai ‘benemeriti della vitivinicoltura italiana’.

Il premio è stato consegnato a Verona, nel corso della prima giornata del Vinitaly ed è stato ritirato da Simone Capecci, accompagnato sul palco dalla vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini.

I ‘benemeriti’ vengono segnalati dagli assessorati regionali all’agricoltura tra coloro che con la propria attività professionale contribuiscano al progresso qualitativo della produzione enologica nazionale.

“È stata premiata un’impresa storica del territorio, cresciuta grazie al lavoro appassionato e competente di generazioni di agricoltori, che hanno contribuito all’affermazione di un vino autoctono del Piceno, come il Pecorino, una eccellenza marchigiana” ha commentato il premio l’assessore regionale.

VINO DA APPLAUSI 

Sul podio dei vini più venduti d’Italia si piazzano i tre inattaccabili campioni, nell’ordine: Lambrusco, Chianti, Montepulciano d’Abruzzo. Si fanno notare le performance del Nero d’Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Muller Thurgau e Gutturnio (Lombardia) (che crescono in percentuale più del 4%).

Tra i vini “emergenti”, cioè con una maggiore progressione di vendita a volume salgono sul podio, nell’ordine: Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Passerina (Marche), Valpolicella Ripasso (Veneto). Si conferma la crescita del Pignoletto (Emilia), del Pecorino (Marche/Abbruzzo) e della Passerina (Marche), mentre rientrano in classifica il

Grillo (Sicilia) e il Cannonau (Sardegna). Va segnalata la crescita dell’8,2% in volume del Chianti Docg, quindi il top delle denominazioni, che vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro. 

BOTTIGLIE E NON BRICK

Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro.

I vini a denominazione d’origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). “Va sottolineato il successo degli Spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l’ottimo risultato del 2015”.

Le bottiglie di 75cl hanno un prezzo medio di poco inferiore ai 5 euro (4,81 euro al litro). Ancora un anno negativo per le vendite del vino in Brik (- 2,5%) ed un crollo per tutti gli altri formati: - 8,6% per il vino confezionato da 0,76 a 2 litri e – 9,7% per formati diversi da questi (tutti dati in volume). Questi dati condizionano il dato complessivo del vino confezionato, che è di -1% a volume e + 1,1% a valore. Tra i formati differenti dalla bottiglia di 75cl si afferma soltanto il Bag in Box con 12 milioni di litri venduti ed una crescita dell’11,7% in volume.

MARCHE

Il Verdicchio resta il vinco più venduto, seguito da Passerina, Montepulciano d’Abruzzo, Pecorino e Trebbiano. Il valore della produzione vitivinicola regionale ha superato i 90 milioni di euro nel 2015 con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. I prodotti vitivinicoli contribuiscono al  7% della produzione agricola complessiva e sono al terzo posto tra le produzioni vegetali, dopo i cereali e gli ortaggi. Secondo l’ultimo Censimento dell’agricoltura (2010), il comparto regionale conta circa 14.190 aziende su circa 17.500 ettari di vigneto (1,2 ettari la superficie media aziendale). Da fonte “dichiarazione di produzione vitivinicole 2016”, le imprese vitivinicole attive sul mercato risultano essere circa 4.871, di cui circa 2.813 vinificatrici, per una produzione media, nell’ultimo quinquennio, di circa un milione di ettolitri di vino. Circa mille imprese vinificatrici producono vini di qualità Dop e/o Igp, con una incidenza sul totale di oltre il 65% (circa il 77% nel 2016), confermando un trend regionale di crescita costante dei vini a marchio di qualità (nella foto il titolare della cantina Rio Maggio con la Maboband).

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