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Post sisma. No ad appalti milionari, no alle grandi imprese. Imprenditori e tecnici fermani: "Lasciateci lavorare e ricostruire"

altoterremoto

La denuncia: “Non ci sono banche locali che hanno sottoscritto la convenzione per i primi interventi, non ci sono finanziamenti. Si sta tentando di centralizzare gli appalti pubblici".

MONTEGRANARO - “Quattromila persone sulla costa sono un fatto emergenziale al quale non possiamo non dare una risposta. Terminate le schede fast potremo sapere di quante casette abbiamo bisogno. Tutto sarà ricostruito vicino al paese ferito o comunque nei pressi, non sulla costa perché nessuno se ne vuole andare. Realizzeremo un nuovo contesto sociale”. Cesare Spuri lo ha detto convinto durante il convegno a Montegranaro, all’hotel Horizon, dove si è confrontato con gli ordini professionali e i sindaci. Il problema è che per terminare le schede Fast, secondo il capo della Protezione civile serviranno almeno un altro paio di mesi, perché sono 25mila quelle ancora da compilare.

La volontà di far rinascere i territori c’è, ma per esserci ricostruzione ci deve essere lavoro. E così, ecco che Stefano Violoni, presidente degli Edili di Confindustria Fermo e Massimiliano Felicioni, Cna Costruzioni, centrano il punto: “Chiediamo di innalzare la soglia del requisito Soa da 150mila euro a 200mila euro per permettere alle nostre imprese di poter partecipare ai bandi e lavorare”. Del resto, il terremoto ha colpito il territorio e il territorio, con le sue imprese, dovrebbe essere protagonista. “Non ci sono banche locali che hanno sottoscritto la convenzione per i primi interventi, non ci sono finanziamenti. Si sta tentando di centralizzare gli appalti pubblici. Appalti di grandi importi che allontanano le imprese locali non avendo le dimensioni per competere. Dobbiamo tutelare le nostre aziende, obbligando all’uso di maestranze locali, limitando il subappalto con un ribasso inferiore del 10%: questo evita che imprese vengano a fare sciacallaggio economico nel fermano”.

La domanda che si fanno i protagonisti del convegno è: si vuole ricostruire tutto come prima? Se la risposta è ‘no’, la strada è giusta, se ‘sì’ bisogna cambiare per forza. Architetti, ingegneri e geometri si sono messi a disposizione, ponendo anche numerose osservazioni e consigli che Spuri si è appuntato. Il capo della Protezione Civile ha promesso di alzare la soglia della Soa a 200mila euro. Ma non dipende da lui in realtà. E quindi, avanti con la burocrazia sperando che almeno l’idea di Spuri divenga realtà: adeguare gli edifici pubblici sfitti ad abitazioni, visto che l’acquisto da parte dell’Erap delle case sfitte si sta rivelando estremamente complicato.

@raffaelevitali

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