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Meno turisti, meno utili. Della Valle frena, ma parte da 1004 milioni: "Più internet e più comunicazione"

Diego Della Valle Andrea Della Valle3

Mister Tod's: “Considerando il cambiamento epocale in atto nel mondo della distribuzione, abbiamo realizzato un nuovo format di negozio, che possa soddisfare le nuove esigenze; importante sarà anche il contributo dell'e-commerce".

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Quattro milioni che fanno la differenza e lasciano il Gruppo Tod’s sopra il miliardo di fatturato. Diego Della Valle guarda con fiducia al 2017, dopo aver chiuso il 2016 con un quarto trimestre scoppiettante: “Abbiamo registrato un buon miglioramento del trend delle vendite con l'arrivo nei negozi delle collezioni invernali, che rispecchiano il Dna dei marchi e l'Italian style coniugando coniugano qualità, artigianalità e innovazione. Questi valori sono sempre più apprezzati da tutti i clienti, incluse le nuove generazioni”.

Il calo generale è del 3,2% rispetto al 2015, l’utile lordo passa da 115 milioni a 94, in flessione rispetto al dato dell'anno scorso a causa del “maggiore impatto negativo della gestione finanziaria, principalmente dovuto all'andamento dei cross rates di alcune valute in cui opera”. Cina e America non ripartono e per il gruppo di Diego Della Valle significano 24 milioni di euro in meno di ricavi e un campanello di allarme.

“Considerando il cambiamento epocale in atto nel mondo della distribuzione, abbiamo realizzato un nuovo format di negozio, che possa soddisfare le nuove esigenze; importante sarà anche il contributo dell'e-commerce, su cui stiamo puntando con decisione per coglierne il grande potenziale di crescita. Rimaniamo fortemente concentrati sulla crescita organica dei negozi e siamo certi di poter ottenere buoni risultati, anche grazie all'efficacia delle nuove forme di comunicazione che abbiamo messo in atto e al contributo del digitale” prosegue Della Valle

Il Cda del gruppo marchigiano ha quindi deciso di proporre un dividendo per azione pari a 1,70 euro, corrispondente a un pay-out sull'utile netto del Gruppo del 64,8%3, in leggero calo rispetto al valore dello scorso anno (66%). Nel 2016 l'Ebit del Gruppo è pari a 128,4 milioni, con un margine sulle vendite del 12,8%. Nessun segno meno toglie il sorriso a mister Tod’s: “Continueremo a beneficiare delle misure di efficientamento dei costi avviate lo scorso anno e, grazie anche al rafforzamento della squadra dei manager, siamo, fiduciosi di ottenere un miglioramento dei risultati già a partire da questo esercizio”.

I ricavi del marchio Tod’s ammontano a 559 milioni di euro nell’esercizio 2016 con un calo del 6,7% “dovuto alla forte diminuzione del traffico di clienti nei negozi, soprattutto di turisti”. Il marchio Hogan ha registrato ricavi pari a 214,2 milioni di Euro, con una differenza del 3,2% rispetto al 2015, principalmente legata al mercato domestico mentre cresce l’estero. Chi continua a crescere è Fay che arriva a 62,6 milioni, in crescita del 5,3%. Brillante performance per Roger Vivier con un +6,6% e 166,3 milioni di euro di ricavi. Un risultato al di sotto delle aspettative, dovuto al calo di turisti e di consumi in molti mercati importanti per i beni di lusso.

Le scarpe restano il core business con 791,3 milioni di euro di ricavo seguito da 142,5 milioni dal settore pelletterie, che è quello che perde maggiormente, -9,4%.

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