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Aree interne, arrivano i soldi: 8,5 milioni per 15 Comuni tra le province di Ascoli e Fermo

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Sciapichetti, Regione Marche: “Auspichiamo ora la massima collaborazione con il territorio per poter gestire le risorse nel modo migliore e dare concrete risposte ai bisogni più urgenti delle comunità”.

AMANDOLA – Scuola, mobilità, salute: pioggia di milioni sulla montagna. Le bistrattate aree interne tornano al centro dei pensieri della Regione Marche che ha previsto 26milioni di euro nella delibera sulla “Programmazione 2014-2020 Strategia Aree Interne – Ricognizione delle risorse e allocazione per le singole aree” approvata questa mattina in Giunta su proposta dell’assessore alle politiche per la montagna Angelo Sciapichetti.

Di questi 128 milioni, sono 8,5 quelli che interessano l’area dei Sibillini tra le province di Ascoli e Fermo. Quindici i Comuni coinvolti, cono tri dieci del pesarese e anconetano, a cui vanno 9,5 milioni, e i 19 del maceratese, a cui vanno ugualmente 8,5 milioni.

“Puntiamo - spiega Sciapichetti - a migliorare l’accessibilità ai servizi essenziali nei territori interni rurali con l’obiettivo di finanziare progetti di sviluppo a valere sui fondi europei e interventi nei settori della salute dell’istruzione e della mobilità a valere sulle risorse nazionali”. Era un impegno quello assunto dalla giunta Ceriscioli vero le aree montane. “Auspichiamo ora la massima collaborazione con il territorio per poter gestire le risorse nel modo migliore e dare concrete risposte ai bisogni più urgenti delle comunità”.

A livello italiano, all’interno del progetto Snai sono 57 le aree individuate, tre sono marchigiane e coinvolgono 44 Comuni e 88mila abitanti. Capofila sono l’Unione Montana del Catria e Nerone, l’Unione Montana Marca di Camerino e l’Unione Montana del Tronto e Valfluvione.

Gli 8,5milioni per il sud delle Marche arrivano così divisi: 2,2 dai Fesr, 1,65 dai Feasr, 0,9 dal Fse e 3,8 dalla legge di stabilità. “I finanziamenti troveranno puntuale riferimento – conclude l’assessore regionale - in accordi di programma quadro tra enti locali, Regioni e amministrazione centrale da sottoscrivere entro febbraio 2016”. Un accordo che dovrà indicare la strategia dell’area di progetto: gli interventi da attuare, i soggetti attuatori, le fonti finanziarie e la coperture degli interventi, i cronoprogrammi di realizzazione, i risultati attesi e i relativi indicatori. Se vogliono le risorse, i piccoli paesi di montagna dovranno lavorare. E farlo insieme e presto.

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