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Allarme Cna: "Gli aumenti nei pedaggi della autostrade mettono ancora più in crisi il settore dell'autotrasporto"

autotrasportatori camion

Un settore, quello dell’autotrasporto, che si trova ancora in difficoltà. Nei primi nove mesi del 2016, secondo la Cna Fita Marche, nella nostra regione hanno cessato l’attività in 151 mentre solo 31 hanno avuto il coraggio di aprire una impresa di autotrasporto, per un saldo negativo di 120 imprese.

FERMO – Un “regalo non gradito”: si può definire così l’aumento che automobilisti e autotrasportatori hanno ricevuto viaggiando sull’A14 e sui circa tremila chilometri del resto della rete di competenza di Autostrade per l’Italia. In particolare la Brebemi, l’arteria che collega Milano con Brescia, è quella che ha fatto registrare l’aumento maggiore, +7,88%, seguita dalla Torino – Milano, dove al casello si paga il 4,60% in più. 

Il presidente Fita Cna Marche Olindo Brega non è per nulla ottimista sulle prospettive generate da questi aumenti:  “Le più recenti analisi Aiscat ci riportano, nell’ultimo anno, un traffico dei mezzi pesanti in crescita e quindi sembra ancora più ingiustificato un rialzo che andrebbe a deprimere una tendenza positiva legata alla ripresa economica e allo scambio delle merci. Oggi come negli anni continuiamo a richiedere un congelamento degli aumenti richiesti dai concessionari che impatterebbero immediatamente nei conti economici delle imprese d’autotrasporto che sono la cinghia di distribuzione della ripresa, seppur debole, del nostro paese. I concessionari, come ha più volte evidenziato la stessa Autorità dei Trasporti, hanno goduto nell’ultimo decennio di incrementi tariffari annuali che vanno oltre le medie economiche di altri settori e della stessa inflazione.”

Un settore, quello dell’autotrasporto, che si trova ancora in difficoltà. Nei primi nove mesi del 2016, secondo la Cna Fita Marche, nella nostra regione hanno cessato l’attività in 151 mentre solo 31 hanno avuto il coraggio di aprire una impresa di autotrasporto, per un saldo negativo di 120 imprese. Alla fine di settembre 2016, le imprese marchigiane di autotrasporto erano 4.499, per la prima volta sotto le 4.500 unità. Lo scorso anno  anche il fatturato, secondo l’indagine Trend, è diminuito dell’1,5 per cento. Un calo ancora più pesante per il conto terzi, che ha perso il 2,6 per cento.

“In una situazione di stagnazione dell’attività del settore – prosegue Brega - aumentare ulteriormente i costi di esercizio, andando ad incidere sui pedaggi autostradali per una categoria che in autostrada viaggia tutti i giorni, significa  compromettere ancora di più gli sforzi per la ripresa del traffico merci”.

Statistiche alla mano, come detto, la Brebemi e la Torino-Milano hanno avuto incrementi record. Non sono però solo le due autostrade che hanno aumentato il pedaggio. Crescono infatti anche le tariffe sull’Ativa (Torino-Aosta, +0,88%), sulla rete di Autostrade per l’Italia (oltre 3.000 km, + 0,64%), sulla Venezia-Trieste (+0,86%), sulla Brescia-Padova (+1,62%), sul Consorzio autostrade Venete (+0,45%), sulla Parma-La Spezia (+0,24%), sulla Milano-Serravalle (che gestisce anche le tangenziali milanesi; +1,5%), sulla Tangenziale di Napoli (+1,76%), sul Raccordo della Valle d’Aosta (+0,90%), sull’Autostrada Tirrenica (+0,90%), sulla Torino-Savona (+2,46%), sulla Strada dei Parchi (Roma-L’Aquila-Pescara, +1,62%), sulla Tangenziale Est esterna di Milano (+1,90%) e sulla Pedemontana Lombarda (+0,90%). Si tratta, come si vede, di aumenti percentuali: ogni pedaggio per le singole tratte terrà poi conto degli arrotondamenti, passati o attuali. Col risultato che, a conti fatti, ci potranno essere, su alcuni specifici percorsi, aumenti più cospicui.

 

redazione@laprovinciadifermo.com 

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