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Ex Sadam, i retroscena dell'operazione che fa vincere tutti: Bracalente, Calcinaro e Campiglione

Enrico Bracalente 2016 bis

Nel giro di un paio di mesi si è passati da uno sviluppo a Girola, a una ipotesi Campiglione fino all’acquisizione dell’area.

di Raffaele Vitali

FERMO – La vendita della Sadam all’imprenditore Enrico Bracalente non è frutto del caso. Ci sono dinamiche che restano nascoste, celate nel silenzio delle trattative, ma che poi emergono con la loro forza. È il caso di questa cessione attesa al territorio da anni, troppi anni.

Il gruppo Maccaferri aveva una idea chiara: voleva realizzare una centrale a biomasse al posto dell’ex zuccherificio. La Provincia di Fermo, inizialmente, e il Comune di Fermo, poi, avevano invece altri progetti, meno invasivi. Non volevano camion e neppure fumi. A dar loro una mano la Regione, con l’ok al nuovo ospedale di cui però ancora non si vede l’apertura del cantiere.

Tra loro si è inserito un imprenditore che semplicemente vuole fare business. Che è quello che sa fare bene, oltre alle scarpe che esporta ormai in tutto il mondo dopo aver fatto suo il mercato più in crisi, quello italiano. Bracalente aveva bisogno di spazi.

Capito da anni che il suo mondo a Monte San Pietrangeli non poteva più coesistere con le strade impervie, l’isolamento e il non sviluppo di una collina dimenticata dalla politica, Bracalente ha scelto di scendere a valle. Non di andarsene, ma di ampliare il suo sviluppo. Voleva comprare terreni vicino al polo logistico della Girola, ma poi tra un richiesta di permessi e una trattativa, ecco l’alternativa. 

Da un lato, quello ipoteticamente più comodo perché vicino al polo già costruito, varianti e acquisizioni complicate, dall’altra parte del fiume, a poco più di un paio di chilometri, l’area perfetta e pronta solo da essere acquistata. Ma al centro di querelle decennali e anche cause milionarie. L’idea ex Sadam ha solleticato Bracalente che poi, da imprenditore, ha iniziato a tirare le somme. Perché i più e i meno, quando investi qualche milione di euro per comprare un’area e ne prevedi altri 40 per sviluppare il tuo mondo targato NeroGiardini, devono sempre pareggiare. Ed ecco che nel giro di un paio di mesi si è passati da uno sviluppo a Girola, a una ipotesi Campiglione fino all’acquisizione dell’area che ora diventa preziosa e destinata a crescere, soprattutto a livello commerciale ridando slancio a tutte le attività del quartiere.

Un ruolo l’ha giocato il sindaco Paolo Calcinaro, l’uomo giusto al posto giusto per raccogliere i frutti: "Questa operazione, che ha fatto incontrare due grandi gruppi imprenditoriali, dà una grande prospettiva di rilancio a Fermo, tanto più importante in un momento come questo. Credetemi, in questo momento mi sento orgoglioso di essere sindaco di questa Città che sa andare avanti".

Vince Enrico Bracalente che ha fatto un affare trovando nel gruppo Maccaferri un interlocutore valido, voglioso, dopo le sentenze a ripetizione del Tar, solo di andarsene dal Fermano con un incasso certo. Se poi con la vendita se ne vada anche la causa multimilionaria contro le istituzioni locali lo si capirà presto. Ma in tutto questo a vincere è la città e quindi il sindaco, che tra una festa e l’altra, come sostiene troppo spesso l’opposizione, ha chiuso una delle partite più pesanti del Comune e dell’intero comprensorio. Nulla accade mai per caso, di certo non quando si investono 50milioni di euro.

@raffaelevitali 

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