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Persi 100milioni di export in tre anni. Melchiorri: "Sanzioni alla Russia vergognose, come il silenzio della politica"

scarpa lavoro

Di fronte a questo fosco futuro, il presidente degli industriali lancia un appello: “Ritroviamo unità, sono pronto a fare squadra con associazioni e politici per aiutare il Fermano a riprendere la sua corsa. Ad una sola e unica condizione: le imprese vanno ascoltate prima di prendere decisioni”.

FERMO – Nel 2014 l’Unione Europea ha deciso di inserire le sanzioni contro la Russia e ora le ha rinnovate per sei mesi nel silenzio generale, con l’unica consolazione che se avesse vinto la linea franco-tedesca sarebbero state prorogate fino a fine 2017. Il Fermano vive, economicamente, di export. E vive, inutile negarlo, di scarpe. Un settore che negli ultimi tre anni, alla voce export verso la Russia, da sempre il mercato di riferimento, ha visto crollare gli introiti. Si è passati dai 176milioni del 2013 ai 100 del 2015, fino ai primi nove mesi del 2016 che parlano di 63milioni di export.

 “Parlo con i numeri: le sanzioni alla Russia sono una vergogna, abbiamo perso 100 milioni di export in tre anni nel solo settore calzaturiero. Ed è l’ennesima dimostrazione della lontananza della politica alle nostre esigenze di imprenditori. La politica è totalmente disinteressata al territorio”. Il presidente di Confindustria Giampietro Melchiorri tuona contro il sistema che varca i confini nazionali.

“Parliamo di un calo tra il 55-60%. E questo riguarda solo il mondo calzaturiero, core business della nostra territoriale. Ma possiamo parlare anche di alimentare e tecnologia, due voci pesanti del Fermano. Questo è un fatto, su cui non si può discutere. Certo, non è tutto causa delle sanzioni, questo lo sappiamo bene noi imprenditori, ma il trend dimostra il peso di questa scelta europea”.

Confindustria si attendeva una presa di posizione dalla Politica: “La grande vergogna, la delusione principale, viene dai vertici dello Stato e a seguire dal silenzio tombale dei nostri parlamentari e dei principali attori economici, associazioni di categoria in primis e a seguire i sindacati”. Le sanzioni alla Russia si sommano a un altro nodo rimasto intrecciato: “Che fine ha fatto la defiscalizzazione dei campionari? La crisi di Governo ha affossato anche questo importante provvedimento che avrebbe portato un po’ di respiro al settore. Serve altro per dire che la Politica è totalmente distante dalle imprese e quindi dal mondo del lavoro?” conclude Melchiorri.

Che poi fa una disamina dolorosa e veritiera della situazione provinciale: “Che fine ha fatto la Questura? Il ministro Angelino Alfano venne a Fermo promettendola durante l’estate. Oggi è diventato Ministro degli Esteri e quindi non la vedremo mai. C’è il nodo tribunale, sottodimensionato come più volte sottolineato anche dal Procuratore Capo Seccia, con pesanti ripercussioni sulle imprese bloccate da cause infinite. E poi c’è la Camera di Commercio, in bilico per la riforma nazionale. E se ancora possiamo parlare di Prefettura, presidio per noi fondamentale e che sentiamo molto vicino, è per merito di un territorio che per una volta si è mosso compatto”.

Di fronte a questo fosco futuro, il presidente degli industriali lancia un appello: “Ritroviamo unità, sono pronto a fare squadra con associazioni e politici per aiutare il Fermano a riprendere la sua corsa. Ad una sola e unica condizione: le imprese vanno ascoltate prima di prendere decisioni”.

r.vit.

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