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Incentivi da un lato, impegno dall'altro: patto per lo sviluppo tra Errani e Boccia. "Portare imprese nei luoghi terremotati"

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Confindustria destinerà il 10% del fondo a istituzioni che rappresentano la cultura, scuole e università, il 10% alla società civile, 80% alle imprese associate.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Pragmatismo e semplicità, ma non deve passare un solo giorno senza ricordare cosa è successo, ma neppure un giorno senza ragionare su quello da fare. Cerchiamo una idea di come poter fare e farlo subito. Eliminando la burocrazia, ma stando nelle regole e nelle legalità”. Il sunto dell’incontro al Royal di Fermo lo dà Alberto Baban, presidente della Piccola Industria Nazionale, che ha aperto la strada al numero uno Vincenzo Boccia.

“Il terremoto purtroppo è il terremoto delle Marche. Grandi centri e un numero enorme di imprese è stato colpito duramente dal sisma che ha toccato più regioni e che in televisione è un po’ troppo il terremoto della montagna”.

IMPRENDITORI FERMO

Vincenzo Boccia, numero uno di Confindustria, arriva a Fermo per dare il suo sostegno alle imprese e, soprattutto, agli albergatori che hanno messo a disposizione le loro strutture: “Il Fermano è stato duramente colpito dal sisma, anche economicamente. E non parlo del disagio e del dolore delle popolazioni. Qui si è aperta un gara di solidarietà per aiutarle e ospitarle. Nel frattempo le scosse non si fermano” introduce Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria Fermo che ha fortemente voluto questo incontro. “Come associazione giocheremo un ruolo attivo e lo vogliamo condividere con tutte le istituzioni a cui lancio questo appello: priorità all’economia reale. Questa terra nasce, si nutre e cresce di economia reale. Aiutateci a farla ripartire, perché la produzione industriale al momento è a crescita zero”.

IMPRENDITORI MARCHE

Il presidente regionale Bruno Bucciarelli accoglie i colleghi di Umbria, Abruzzo e Lazio, seduti in prima fila per ascoltare il commissario Vasco Errani e Boccia: “Tra i tanti problemi non si può dimenticare il futuro e quindi il turismo, oltre al fatto che bisogna prorogare le rate dei mutui, che già incombono su imprese devastate. Nelle Marche si è detto subito le scuole. Giusto, ma poi le imprese, se non ridiamo lavoro non ridiamo dignità”.

LA REGIONE MARCHE

Ascolta gli imprenditori il presidente Luca Ceriscioli e poi interviene: “Il lavoro va avanti, gli strumenti li abbiamo. Errani ha capito le priorità, che ci rimette come un mantra, sono scuole e imprese e ci ha dato i mezzi per agire. Le scuole sono un momento aggregante ed identitario delle comunità. Servono nuove scuole e attraverso i bambi ni riunire così le comunità. Come riparte una scuola deve tornare il lavoro. Le imprese sono l’altro aspetto chiave: senza ricchezza e senza economia non possiamo partire”.

Il mantra è diventato uno strumento operativo: sisma, decreto, legge e a seguire le ordinanze per ripartire con le attività produttive. “Delocalizzazioni temporanee, lavori per i danni più lievi, ricostruzione dove necessario: il pacchetto è vario e funzionale”. C’è una cabina gestionale in Regione in cui Confindustria deve svolgere un ruolo chiave:” Questa associazione per noi è fondamentale, dà voce alle imprese ed è una rete di solidarietà. Servirà anche per cominciare adeguatamente le imprese”. L’obiettivo è avere entro metà febbraio tutti gli strumenti operativi, inclusi quelli per le case E, ovvero quelle distrutte. “Noi dobbiamo risolvere i problemi uno alla volta. Dare ai cittadini una casa, dare alle imprese le possibilità per ripartire, dare alle Marche la propria forza che da sempre le caratterizza”.

LA PICCOLA INDUSTRIA

Alberto Baban, presidente della Piccola Industria, gira tra i luoghi terremotati da settimane, forte del progetto Pge, nato a Fermo con Roberto Cardinali e diventata nazionale “visto che coniuga il pragmatismo all’emergenza. Cosa serve, quando serve e come serve per ripartire e portare una solidarietà efficace assieme alla Protezione Civile (leggi)”. Portare lavoro per Baban è fondamentale: “Senza qualcosa da fare, come possono immaginare le persone il loro futuro, se non anche il presente. Noi non mettiamo bocca sul come costruire le città, ma di come si ricostruisce una entità economica sì. E Pge va in questa direzione. Abbiamo visitato questa mattina una impresa e abbiamo ragionato, ognuno con la sua esperienza, come si mette in piedi in capannone, come si porta i lavoratori di nuovo all’interno e a come costruire luoghi completamente diversi dal passato. Abbiamo tutti commesso degli errori, troviamo il modo di intervenire nella intelligenza della ricostruzione”. Confindustria c’è ed è al fianco di Errani: “La nostra potenza del sistema economico associativo è a disposizione”. E Baban annuncia che l’ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei disastri ha riconosciuto in Pge un caso di eccellenza mondiale. “Gratifica e sottolineatura di un percorso intrapreso che funziona”.

IL COMMISSARIO

Vasco Errani parla con la sua voce pacata che rende ogni parola pesante nel suo significato: “La fortuna è che il 6.5 di ottobre non ha prodotto vittime, ma non c'è la piena consapevolezza nel Paese della dimensione del dramma. E dei danni. Noi dobbiamo pensare al ricostruire. Apprezzo la disponibilità, perché penso che uno dei fattori essenziali sia la capacità di essere un sistema integrato, pubblico e privato, che dà risposte. Lo Stato ha deciso un intervento che non ha precedenti, soprattutto per un’area poco popolosa, per una ragione giusta: l’Italia non sarebbe più Italia se il centro non vive”.

La comunità è una dinamica di identità, servizi fondamentali, con priorità alla scuola ancor prima che ai municipi. “Dobbiamo fare un salto di qualità nelle strutture scolastiche e faremo un piano straordinario per scuole nuove, adeguate di classe A. la nostra sfida non è scommettere sull’arrivo del terremoto ma sulla capacità di reggere. Partiremo con una ordinanza a fine anno: individueremo le scuole nuove da costruire entro il prossimo anno scolastico e un piano per l’adeguamento delle altre scuole danneggiate.

ERRANI: "PRIORITA’ IMPRESE"

Non si può fare a meno di impresa e lavoro. “Senza, le comunità non hanno una prospettiva. Entro Natale, al massimo prima di capodanno, uscirà una ordinanza per la ricostruzione delle imprese anche quelle coi danni più gravi, compreso la demolizione e ricostruzione, compreso il risarcimento sui macchinari perché non possiamo permetterci di perdere una impresa o vederla delocalizzata per ragioni di tempo. Questa ordinanza consentirà di operare con progetti e realizzare una ricostruzione che rappresenterà anche un salto di qualità tecnologico del Paese. Dobbiamo farlo con due grandi attenzioni: se sbagliamo cambiamo, ma legalità e trasparenza sono fondamentali per una ricostruzione vera e di qualità. Tutte le imprese devono essere iscritte alla procedura speciale. Facciamo attenzione ai professionisti, che sono fondamentali per i tempi. Loro devono essere iscritti a una lista e devono assicurare nel contratto i tempi dei progetti. Questo per avere in trasparenza le responsabilità di chi se c’è u ritardo nella presentazione del progetto o nella valutazione. E nelle ordinanze ci saranno i tempi per entrambe le voci. E tutto sarà fatto nella trasparenza: reciproca responsabilità. Fare bene, con le qualità del miglioramento sismico per reggere il 6.5, e presto. E tutto sarà finanziato interamente dallo Stato. Rispetto alla qualità progettuale e dei materiali. Se imprese usano materiali non adeguati, va segnala alla Procura della repubblica. Non ci possiamo permettere ritardi e buchi nella qualità della ricostruzione: tutti noi la stimo pagando, lo sforzo è collettivo e quindi tutti dobbiamo rispondere a come spendiamo le risorse della comunità. Scommettiamo sul protagonismo della comunità. La solidarietà è importante e fondamentale e l’Italia è un Paese straordinario. Ma man mano che passano le settimane si trasforma in qualcosa di diverso. Dobbiamo evitarlo”. “La criminalità organizzata proverà a insediarsi, ma noi la respingeremo: struttura speciale, controlli rafforzati con Aanc. Ma quel che serve è uno spirito di comunità. Proroghe? Ci lavorerò per dare una risposta alle richieste per i mutui. Dovevamo inserirle nella legge di Bilancio, ma non siamo riuscite ad aggiungerle, speriamo di recuperare nel Milleproroghe”.

PATTO PER LO SVILUPPO

Quello che chiedo a lei Boccia, dobbiamo portare nuove imprese in questi territori. Se c’è una possibilità di invertire il processo di spopolamento, ho guardato i dati (2000-2010 dal 34,4 al 72% di spopolamento). No possiamo ricostruire territori dove alla fine l’età media supera i 65 anni, dobbiamo mettere le condizioni perché i ragazzi e le ragazze stiano nei territori. Parola chiave è impresa e lavoro. Lavoreremo con i fondi strutturali, abbiamo opportunità. Useremo strumenti finanziari. Vogliamo portare le imprese vere che si mettono qua e stanno qua anche dopo gli incentivi, questo è il patto di responsabilità che dobbiamo costruire. Questo sarà il salto di qualità. Noi miglioreremo le infrastrutture per accogliere le nuove imprese. Patto per un nuovo modello di sviluppo”.

VINCENZO BOCCIA

Parla per ultimo, prima di riprendere l’auto e raggiungere imprese terremotate e già ripartite. “Abbiamo 160mila associati, con il 90% con meno di 100 dipendenti. La nostra è una Confindustria non di pancia, ma di collaborazione. Ci siamo dati un metodo, la collaborazione per la competitività. I destini delle imprese sono legati a quelli del Paese. Oggi prendo una frase di Ceriscioli: la dignità, di un popolo, di una comunità”.

Parla di idea di società: “Vogliamo combattere la povertà e le diseguaglianze. Confindustria apre e non esclude. Errani mette insieme due aspetti, presente e futuro: scuola e impresa. Riconoscenza agli albergatori, che hanno giocato un grande ruolo. Insieme siamo cuore e testa”. Non cerca alibi Boccia, chiede corresponsabilità: “Noi non siamo collaterali, noi siamo protagonisti. Dobbiamo stare vicino al Paese”.

Il messaggio è semplice: amare il Paese. E Confindustria lancia così la sua campagna: “Abbiamo firmato un accordo con Cgil, Cisl e Uil che doneremo un’ora di lavoro al terremoto. E oggi lanciamo una proposta interna: la raccolta di un fondo di solidarietà tra associati per imprese che aiutano imprese. Oltre 160mila imprese associate che sono certo contribuiranno che andranno alle nostre imprese che il terremoto ha fermato. Baban e Diego Mingarelli hanno la delega, gestiranno poi il sistema”.

Non si può andare avanti per traumi. “Quando Baban cita l’Onu che rende Pge modello è perché la Protezione Civile è un modello europeo. In un modello che si lamenta senza proporre, chi vuole contribuire giorno dopo giorno ha uno spazio. Errani ci invita a fare sistema, a essere pragmatici e concreti. Significa stagione della consapevolezza. Un imprenditore si chiede come sarà il Paese tra qualche anno non come sarà la mia impresa. La comunità è anche il sentimento con cui siamo qui, che va oltre il fondo interno di solidarietà. Il successo di Errani, Curcio e Ceriscioli è il nostro successo”.

L’obiettivo è portare il Pge da emergenza a visione: “Facciamo diventare queste aree un laboratorio di investimenti per il Paese. Siamo pronti a confrontarci per attrarre gli investitori. Baban e Mingareli sapranno fare di Pge il piano di sviluppo. È la visione che determina la realtà e non la costatazione”. Confindustria destinerà il 10% del fondo a istituzioni che rappresentano la cultura, scuole e università, il 10% alla società civile, 80% alle imprese associate.

@raffaelevitali redazione@laprovicniadifermo.com raffaelevitali@gmail.com 

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