Nuovo ospedale di Fermo, parla Barbara Carron: "690 giorni e 50 milioni di lavori. Le imprese locali al nostro fianco"

barbaracarron

L'Ad dell'azienda che ha vinto l'appalto: "“Ammetto che è la prima volta che sento una responsabilità così grande. Sento il peso sociale di questa opera, visto che parliamo di un ospedale che porterà lavoro, soprattutto a un settore travolto dalla crisi”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Conosciuta come ‘lady B’ nel mondo del calcio dopo l’esperienza al Padova, Barbara Carron è il capitano d’industria che ha saputo unire sorriso, capelli biondi e fisico da modella a capacità manageriali fuori dal comune. È lei che da mesi si siede al tavolo con la politica e le imprese della regione Marche e del Fermano. È lei, come amministratrice delegata della azienda veneta Carron Spa, che seguirà passo passo i lavori di costruzione del nuovo ospedale di Campiglione a Fermo.

Dottoressa Carron, Fermo a parole già la ama. Fanno gola i 70milioni legati al nuovo nosocomio. Ma lei cosa pensa di questo territorio?

“Abbiamo avviato proficui incontri dopo la firma del contratto in Regione. Siamo già impegnati nella progettazione esecutiva, perché a noi piace lavorare tanto e parlare poco”.

Politica e imprese, tutti al suo tavolo. Se lo aspettava?

“Il primo a muoversi è stato l’ex presidente di Confindustria Andrea Santori. È stato bravo a ragionare con noi sulle opportunità che questa opera offre. Per le imprese locali del Fermano, ma anche per la Carron. Poi è arrivato il sindaco Calcinaro, molto attento e presente nel farci sentire l’appoggio del Comune. E infine la Regione, con l’assessore Cesetti che questo ospedale lo sente suo. Con lui, però, non ci siamo mai sentiti fino alla firma del contratto, ma il suo entusiasmo mi ha contagiato”.

Grandi aspettative, ma è sempre così per voi quando costruite nuovi ospedali?

“Ammetto che è la prima volta che sento una responsabilità così grande. Sento il peso sociale di questa opera, visto che parliamo di un ospedale che porterà lavoro, soprattutto a un settore travolto dalla crisi”.

Ma vi servono davvero le imprese locali?

“E’ chiaro che saranno in competizione con quelle con cui lavoriamo abitualmente nel nord Italia. Ma è una competizione in cui le imprese fermane partono avvantaggiate. Pensiamo ai costi dei trasporti, ovvio che siano più bassi usando imprese del territorio”.

Quindi parliamo di qualcosa in più che una speranza di lavorare per le aziende locali?

“E’ nostra politica collaborare con chi sta sul territorio. Questo permette anche di ridurre i costi di realizzazione, oltre che di mantenere la qualità”.

Scusi, Barbara Carron, ma secondo lei 70milioni bastano per costruire l’ospedale?

“Innanzitutto quelli che arrivano a noi sono 50 milioni. Poi non parliamo di una struttura che vada a sostituire quella esistente, ma finalizzata a creare un polo d’eccellenza. Quindi, credo di sì. E comunque noi pensiamo alla struttura e siamo certi di realizzarla, anche perché non lasciamo mai opere incompiute, dovessero anche mancare due milioni”.

In quanto tempo lo realizzerete?

“Il bando è chiaro: 690 giorni. Pensiamo di iniziare entro dicembre. Poi se finiamo prima, significa che saremo stati bravi. Cominceremo a studiare tutti gli impianti assieme alla Termingas di Bergamo, con cui abbiamo creato un’Ati”.

Ma qualcosa la preoccupa?

“Nulla a essere sincera. Perché so che le aziende del luogo ci assomigliano per modo di fare, per serietà”.

Nel 2012 è stato introdotto il rating di legalità, lo strumento che permette alle imprese italiane di certificare il proprio impegno nella promozione e nell'introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale. Lei è da sempre in prima linea, che significa?

“Che per lavorare con noi bisogna fare parte della White list. Faremo di persona indagini e controlli dettagliati di ogni azienda che lavora per il nuovo ospedale. E lo faremo anche per i subappalti. Questo deve essere chiaro: legalità e antimafia senza alcun dubbio”.

Cosa vi servirà di sicuro?

“Penso a tutto quello che è prefabbricato, penso al cemento, penso ai serramenti. Esempi di quello che preso in loco riduce i costi”.

Aziende di supporto locali, come chiesto da Confindustria Fermo, ma guida rigorosamente della Carron?

“Questo è evidente. Ci saranno tre o quattro tecnici presenti, il general manager seguirà lo sviluppo e poi ci sarò io. Sono una che va spesso in cantiere e controlla. Mi piace avere un rapporto diretto con la committenza”.

Insomma, Barbara Carron, Fermo può stare serena. L’ospedale lo volete fare davvero?

“MI stupiscono i dubbi. Noi siamo una impresa che agisce. Non ci sentirete parlare spesso. Lavoriamo, mandiamo lettere, scriviamo mail, ma soprattutto lavoriamo. Poi, ai tavoli siamo sempre presenti. Il sindaco e gli industriali, oltre all’assessore Cesetti, sono il filo diretto con la realtà. E non potrebbe essere diversamente. Dobbiamo essere pronti ad affrontare problemi, a trovare soluzioni. E lo faremo con Fermo e le sue imprese”.

@raffaelevitali - raffaele.vitali@laprovinciadifermo.com