Brexit, nuovo ospedale, "pronta a investire una catena alberghiera, e politica: le sfide di Confindustria Fermo

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Vila Vinci è la cornice per il debutto martedì di Giampietro Melchiorri come presidente di Confindustria dopo cinque anni targati Andrea Santori, l'uomo che ha lasciato come eredità la chance di rilancio dell'edilizia.

di Raffaele Vitali

FERMO – Vila Vinci è la cornice per il debutto martedì di Giampietro Melchiorri come presidente di Confindustria Fermo. Ad aprire sarà il prefetto Mara Di Lullo, a cui gli imprenditori chiederanno sicurezza e sostegno. A chiudere Vincenzo Boccia, numero uno di Confindustria che aveva promesso all’assemblea dei calzaturieri di partecipare al battesimo di Melchiorri.

BREXIT

“Quali scenari economici di crescita post Brexit?”. Ha voluto la parola crescita nel titolo il past president Andrea Santori: “L’export da Fermo verso la Gran Bretagna vale 100milioni. Nell’immediato non dovrebbe creare grossi problemi, perché non è un Paese che cresceva dell’8%. Ma dovremo valutare gli effetti monetari, lo spostamento delle merci. Giusto parlarne”.

E Melchiorri lo ribadisce, perché bisogna puntare su quello che serve e funziona. “Sono curioso di carpire dal professor Vaciago qualche soluzione, qualche consiglio per tornare a camminare. Spero di carpire una frase per cambiare uno scenario fosco” prosegue il neo presidente. “Farò come Dumbo, orecchie larghe e ascolto”.

POLITICA

Importante la presenza politica, “perché lo stallo dipende ed è dovuta a crisi politiche”. E così ne parlerà con Cesetti e Calcinaro. “Solo ieri sera i fatti della Turchia. Da due settimane – racconta Melchiorri - stiamo valutando con un cliente turco dei contratti di esclusiva di licenza del nostro marchio. E poi fai cena con le notizie del colpo di Stato, che ti fa pensare che l’iniziativa è affondata. Poi ci svegliamo e scopriamo che il colpo di Stato è fallito. Un imprenditore in questo mondo come si muove? Servono certezze e invece viviamo nell’incertezza totale. Da soli non bastiamo”. Torna al concetto dell’errore: “Non è una collezione sbagliata a segnare u imprenditore. Oggi noi paghiamo le incertezze”.

SICUREZZA

Santori parlerà da ex, ma non farò un riassunto, e guarderà al futuro: “Non siamo riusciti a portare a termine nei cinque anni il tema della sicurezza e legalità. Starà a Melchiorri proseguirlo. Cardinali, mio vice, ha studiato il tema e ha dato importanti stimoli. Chiudiamo la fase ai vertici dell’associazione, costituendo il Comitato sicurezza e legalità, che ha due obiettivi: uno è la prevenzione, per aiutare le forze di polizia e le indagini, con le telecamere. Coinvolgeremo Montegranaro, Monte Urano, Sant’Elpidio e Porto Sant’Elpidio spiegandogli che possono attingere a fondi per il 60% del costo e garantendo che il restante 40% verrà messo dalle imprese. Saranno poi le forze dell’ordine a controllare la rete. La seconda è la funzione di ascolto degli imprenditori e dei cittadini. Se qualcuno ha paura di parlare con le forze dell’Ordine, noi ci poniamo come filtro per aiutare la prevenzione. Noi vogliamo lasciare ai nostri figli un territorio migliore e sereno”.

L’OSPEDALE

Industriali in prima fila per la realizzazione del nuovo ospedale, l’occasione del decennio. “Martedì parteciperà all’assemblea l’Ad della Carron” prosegue Santori che ribadisce l’interessamento di una catena alberghiera, “che ha già l’ok di una banca nazionale”, pronta a costruire una attività ricettiva. “Se sarà un ospedale specializzato, che crea mobilità attiva, il Fermano potrà davvero risorgere”. Confindustria la settimana scorsa ha incontrato i vertici: “L’edilizia non può internazionalizzare, ma può andare il meglio in casa” prosegue Santori che prende il plauso di Melchiorri: “La nuova struttura significa prospettive di lavoro per la sezione edili e lapidi, oltre ai fornitori. Che un presidente ormai scadutosi impegni fino all’ultima ora, è arrivato alla Giunta del passaggio in pulmino dal Veneto non era scontato. E sono certo che continuerà a farlo, marcando stretto la Carron per non perdere il volano di benessere”.

È pronta la Carron ad accogliere le imprese locali: “Noi sappiamo quello che a loro serve, ad esempio 20chilometri di pali, e noi ci stiamo organizzando preparando un pool di imprese che poi la Carron valuterà” precisa Stefano Violoni che punta a creare consorzi che potranno sedersi al tavolo e trattare per trovare il punto di incontro. “E dobbiamo trovarlo, se no il volano si ferma” chiosa Melchiorri.

I PICCOLI

Angiolo Mannini, leader dei giovani, è il campanello di allarme per il settore calzaturiero. In tutte le scarpe ci vanno le suole, non in tutte le fibbie. Carenza di domanda. Modesta ripresa del Pil, regna l’incertezza che ha controbilanciato. Consumi reali bloccati e quindi noi abbiamo meno ordini e meno bisogno di personale che comporta meno lavoro e quindi meno soldi da spendere. Il circolo vizioso non l’abbiamo spezzato”. La Brexit va affrontata perché è il primo caso di uno Stato che esce: “Non c’è un case history sull’impatto che porta una uscita. Opportunità o maggiore incertezza? La risposta non c’è. Ma poi vogliono uscire davvero? Boris Johnson ministro degli esteri non sembra dire questo”.

Fabrizio Luciani, presidente della Piccola Industria, parla di Europa: “E’ la nostra polpetta avvelenata, che ha bloccato scelte anche necessarie. Fare l’imprenditore in un Paese che non funziona nei fondamentali è difficile: tre presidenti del Consiglio senza elezioni; Giustizia lenta e che cambia idea. Come fai a fare impresa? Noi dobbiamo conviverci o produrre uno choc forte”.

In attesa “facciamo unione perché l’individualismo non paga”. Confindustria vuole tornare a essere il sindacato degli industriali e come ogni sindacato funziona solo se è compatto e solo se “la politica capirà i problemi e ci aiuterà a risolverli o quantomeno non ci disturbi più”.

@raffaelevitali