L'intervista. Melchiorri eletto all'unanimità: "Ecco la mia Confindustria. Ripartiamo dall'edilizia"

Santori Melchiorri

"Ma il fatto, e l’ho detto anche nel discorso, che Santori mi abbia lasciato una Confindustria unita e attiva mi agevolerà. Santori anche oggi era in azione per cercare di far crescere i rapporti con la Carron per far lavorare le aziende locali".

di Raffaele Vitali

FERMO – Buon lavoro presidente Melchiorri. Se l’aspettava di essere eletto alla guida di Confindustria Fermo con 1516 voti?

“All’unanimità. Non me lo aspettavo e sono felice. La competizione c’è stata, mi aspettavo almeno un 10% di contrari, di pensiero diverso. E invece in sala c’erano anche imprenditori che non hanno appoggiato in Giunta e oggi mi hanno votato”.

Melchiorri, ma ha lavorato per convincerli?

“No, assolutamente. È un riconoscimento sulla fiducia e su quello che in questo periodo ho cominciato a dimostrare. La mia immagine pulita, chiara, di chi si impegna li avrà convinti”.

Tre vicepresidenti, diversi tra loro, al suo fianco. Come li hai scelti?

"Oltre a loro, a dire il vero, ce ne sono altri due di diritto: uno è il presidente dei giovani Mannini e l’altro è il presidente della Piccola, Luciani. Poi ci sono i tre scelti dal Presidente con due criteri. Considerando i primi due, ho voluto coprire tutti i settori. Io sono calzaturiero, superfluo un vice del mio settore. Mannini è un accessorista, Luciani terziario. E allora ho allargato: Violoni edile, Belleggia metalmeccanica e Forti cappello. Il secondo criterio è che volevo vice presidenti delle loro rispettive sezioni”.

Mancano agroalimentare, trasporti e turismo.

“Gli altri settori faranno parte della squadra che costruiremo dopo le ferie”.

Quale il primo impegno?

“Il 19 l’assemblea con il presidente Boccia”.

Ci arriverà con il doppio ruolo di presidente di Confindustria e dei calzaturieri?

“Dopo le ferie ci saranno le mie dimissioni e l’elezione di un altro alla guida della sezione. E non saranno solo i calzaturieri a cambiare”.

Ci saranno posti chiave per chi non l’ha votata?

“Oggi dovevo solo nominare i tre vice presidenti di mia fiducia. Quindi non ci ho ancora pensato, ne parleremo poi”.

Elezione unanime, le dà forza?

“Invece di parlare di prospettive di sopravvivenza è necessario cominciare un confronto con le istituzioni per una nuova politica industriale, lo Stato non come freno ma come stretto collaboratore del sistema produttivo. No agli individualismi, dobbiamo fare sistema anche nella rappresentanza e nel momento associativo”.

Va in vacanza da presidente?

“Ricaricherò le pile ad agosto”.

Tante sfide a settembre, dall’edilizia al turismo da rilanciare.

“Non c’è un settore che brilla. Il calzaturiero soffre di più. Ma il fatto, e l’ho detto anche nel discorso, che Santori mi abbia lasciato una Confindustria unita e attiva mi agevolerà. Santori anche oggi era in azione per cercare di far crescere i rapporti con la Carron per far lavorare le aziende locali. Di solito un presidente in scadenza lascia il lavoro e invece lui fino a oggi si è impegnato. Questo gli va riconosciuto e se a settembre partiranno i lavori per l’ospedale nuovo con imprese locali avrà molti meriti”.

Santori avrà un ruolo nel futuro?

“Innanzitutto è un past president ed entra di diritto in direttivo per il suo ruolo”.

Buon lavoro. E al telefono cade la linea per la sesta volta.

Melchiorri richiama: “Ecco, scrivilo: servono infrastrutture. E non significa solo strade. È impensabile non poter fare una telefonata nel 2016”.

@raffaelevitali