Obiettivo: 4milioni di euro dall'Europa. L'agricoltura sociale di don Franco e Fermo sul tavolo di Bruxelles

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Non c’è solo il Comune in questa iniziativa: ha vicino a sé Don Franco Monterubbianesi con l'associazione 'Noi ragazzi del mondo' e altri 20 soggetti partner tra autorità locali, università, Ong di 8 Paesi diversi (Italia, Repubblica Ceca, Grecia, Romania, Portogallo, Spagna, Togo e Tailandia).

FERMO - Ottenere dall'Ue un finanziamento di 4 milioni di euro per sviluppare nuove proposte educative aventi come tema e contesto centrale l'agricoltura sociale è la mission del progetto inoltrato pochi giorni fa dal Comune di Fermo (che ne è capofila) alla Commissione Europea per partecipare al bando a gestione diretta Dear 2016 dove ci sono 18milioni di euro disponibili.

Non c’è solo il Comune in questa iniziativa: ha vicino a sé Don Franco Monterubbianesi con l'associazione 'Noi ragazzi del mondo' e altri 20 soggetti partner tra autorità locali, università, Ong di 8 Paesi diversi (Italia, Repubblica Ceca, Grecia, Romania, Portogallo, Spagna, Togo e Tailandia). L'agricoltura sociale, tema molto caro a Don Franco, è al centro della progettualità ora al vaglio della Commissione Europea, elaborata con il Cipsi (coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale di cui fa parte l'associazione di Don Monterubbianesi) in cui  viene indicata come ambito di sperimentazione per la costruzione di modelli di sviluppo sostenibili dal punto di vista ambientale e inclusivi delle categorie a rischio (disabili e giovani Neet in primis) e come risorsa idonea a diversificare e qualificare le attività delle imprese agricole in prospettiva occupazionale per giovani e disoccupati del territorio.

Piena e convinta la condivisione del progetto da parte di Don Franco secondo cui “solo gli enti locali si possono fare portavoce del rilancio del welfare dei diritti, attraverso una vera economia sociale in cui ogni emarginato che bussa alla nostra porta diventi risorsa e non più assistito”. L'esperienza maturata attraverso progetti dei centri estivi e dello Cser a Monte Pacini, passando per gli obiettivi ancora in embrione di Rocca Montevarmine, hanno fatto sì che il Comune di Fermo venisse indicato come capofila del progetto internazionale in cui un ruolo fondamentale lo svolgeranno i skakeholders: scuole, associazioni, produttori locali e giovani che saranno coinvolti attraverso azioni pilota.

La terra e i giovani sono per Don Franco un binomio che può sortire effetti rivoluzionari: “L'agricoltura, facendosi sociale, con i giovani che ritornano ai valori della madre terra, di accoglienza, rispetto e valorizzazione dell'ambiente può essere un ambito davvero rivoluzionario”. La comunità di Capodarco e il Comune di Fermo stanno portando avanti da tempo progetti precisi su questi aspetti e Don Franco ne segue gli sviluppi “credendo soprattutto nei giovani e cercando di dare loro speranze concrete”.

“La crisi dei valori che si riflette sul piano educativo è, per me, il problema dei problemi; la crisi della politica nello smarrimento delle ideologie davanti al liberalismo da tutti accettato: sono le nuove sfide che ci attendono” è la riflessione che Don Franco affida a una lettera aperta ai cittadini di Fermo nel 50o anniversario della fondazione della Comunità di Capodarco.

Un Don che, a 85 anni, è sempre pronto e vigile dinanzi alle sfide, anche se ardue come quella che si pone oggi: “Il welfare dei diritti, da ricostruire da capo, è la grande impresa che si aspetta.  E' questo il momento giusto se vogliamo uscire dalla crisi che ci circonda per costruire insieme una vera società accogliente e rispettosa dell'uomo e della natura”. Si saprà entro l'anno se la Commissione Europea avrà recepito e condiviso il messaggio profondo sotteso al progetto presentato e se accetterà di finanziarlo. Se così sarà, la sfida avrà inizio la prossima primavera.