Ciuvascia, la Regione russa che chiama Fermo: "Tre giorni di visita, primi ordini per meccanica e dolciumi". Servono joint venture

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Una capitale sul fiume, che si sviluppa lungo il Volga. Uno stand di 50metri quadri ha fatto da vetrina a cappelli, scarpe, cibo, vestiario, meccanica e turismo.

di Raffaele Vitali

FERMO – La Russia non è solo Mosca per gli imprenditori fermani. Cheboksary è il nome di una città di 500mila abitanti, capitale della Ciuvascia, che potrebbe diventare ‘amica’ delle Marche. “Ci siamo conosciuti durante Tipicità ed è stato amore a prima vista” commenta Alberto Monachesi.

Una capitale sul fiume, che si sviluppa lungo il Volga. Uno stand di 50metri quadri ha fatto da vetrina a cappelli, scarpe, cibo, vestiario, meccanica e turismo. Al tavolo con i fermani il ministro dell’economia e il presidente del consiglio della repubblica Ciuvascia. “Numerosi incontri b2b mirati per gli operatori in delegazione organizzati dagli stessi russi” prosegue Monachesi.

Podere dei Colli per i vini, “tema estremamente interessante peri russi”, Alessandro Santoni per la meccanica, Paolo Scendoni e Paolo Silenzi hanno visitato due aziende di calzature, “che produce scarpe da lavoro con macchinari italiani” e di lavorazione carni. “Tremila dipendenti in una azienda di dolciumi russa che abbiamo visitato, vista la presenza in delegazione dell’imprenditore Raffaele di Filottrano. Questa la realtà che avevamo davanti” sottolinea Monachesi.

La Ciuvascia ha poi comunicato l’esito della missione all’ambasciata russa che “ci ha invitato il 6 luglio per l’incontro con la stampa internazionale dove presenteremo la tre giorni”. Calcinaro ha preso subito in mano Tipicità dopo l’elezione, essendo il comune di Fermo il padre putativo: “Volevo che diventasse sempre più strumentale per il Fermano. Trovare il canale con la Russia non era facile, ma Monachesi e Serri hanno lavorato benissimo. Dobbiamo fare rete per spingere lo sviluppo del territorio”.

Il turismo deve essere al centro dei pensieri marchigiani e italiani, ancora di più alla luce dei tragici fatti di Istanbul che era il primo sbocco del turismo russo. “Abbiamo compiuto un primo passo” chiosa il sindaco. Paolo Silenzi, presidente della Cna, era in Russia a nome della Camera di commercio di Fermo: “Una mission da prendere come esempio per l’effettiva collaborazione tra pubblico e privato che ha portato a un dialogo concreto tra imprenditori e Istituzioni”.

Una regione, la Ciuvascia, che importa il doppio di quello che esporta: “Il russo lo vediamo solo come acquirente di made in Italy, in questo caso ci hanno chiesto collaborazione, riconoscendo il nostro know how”. Un rapporto bilaterale nato in tre giorni, “mai spesi meglio di così”.

Le aziende

Alessandro Santoni, minuterie meccaniche, sembrava il più fuori luogo, e invece: “Ora so di poter andare a lavorare con la Russia. Grande interesse per i miei prodotti, per il nostro know how anche in vista di prossime collaborazioni. Sono tornato dalla Russia con una richiesta di preventivo e ieri me ne è arrivata un’altra”.

Paolo Scendoni, salumificio Ciriaci: “Per aprirsi bisogna vedere con i propri occhi. Non potevamo mancare”.

Antonio Raffaele è un generale in congedo delle forze armate: “Il mondo lo giravo come militare, ora con il cioccolato. Visitare una azienda di produzione statele di massa è stato importante. Chiaro che non si possano paragonare i prodotti, anche se hanno macchinari di ultima generazione. È come avere una Ferrari e andare alla velocità di una Topolino. A loro manca il know how e la possibilità di produrre come noi. Sono già pronti a joint venture, per produrre loro ma sotto la supervisione italiana”.

Giuseppe Mannocchi, Podere dei Colli: “Giro il mondo e capisco sempre di più che i prodotti hanno un valore aggiunto. Dobbiamo farla conoscere. Noi non abbiamo paura di nulla, ancora di meno quando abbiamo le Istituzioni vicine. Perché noi siamo più belli, abbiamo mare e monti che si abbinano a prodotti eccezionali”.

La Camera di Commercio

Il grande regista, per una volta non in loco, è Graziano Di Battista: “Abbiamo la dimostrazione che anche le piccole aziende possono uscire dai confini. E questo perché c’è un sindaco che si è interessato del territorio e dei suoi nodi economici e ci sono associazioni ed enti che investono nella loro promozione. Stare vicino a chi produce è il compito che deve avere la Camera di Commercio, in questo caso lo abbiamo fatto al meglio”.

Joint venture e canali con i ristoranti saranno il prim modo per aggirare sanzioni e blocchi e dare spazio al mercato italiano in Russia.