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Due regali per il Micam di Badon: tornano in fiera NeroGiardini e Guardiani. Ma nel distretto è boom cassa integrazione

badonmicro

Due luci in mezzo al buon marchigiano che spera di riuscire a salire sul treno delle altre regioni, che hanno saputo uscire dalla crisi.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Due regali per i 50 anni del Micam. Due regali made in Fermano: tornano a esporre NeroGiardini e Alberto Guardiani. la decisione di Enrico Bracalente fa rumore, visto che il patron dell’azienda che viaggia a 200milioni di fatturato aveva lasciato la fiera già da qualche anno, avendo deciso di puntare su canali diversi. Il ritorno dimostra ancora di più che il Micam è il riferimento del settore. Il secondo marchio invece è una bella notizia per il Fermano che aveva vissuto la crisi di Guardiani, con la mobilità di decine di dipendenti. Riorganizzata l’azienda , ricomprato il proprio nome, uno dei marchi storici del distratto torna a esporre e si spera anche a produrre a Montegranaro.

Due luci in mezzo al buon marchigiano che spera di riuscire a salire sul treno delle altre regioni, che hanno saputo uscire dalla crisi. A livello nazionale nel 2019 è in crescita il valore dell’export (+8,4%) e del saldo commerciale (+13,1%), “ma – precisa Assocalzaturifici – ci sono contrazioni nei volumi, differenze sempre più ampie tra grandi brand e Piccole Medie Imprese, difficoltà su diversi importanti mercati esteri e cronica debolezza nei consumi interni, che dopo un decennio di lenta erosione, mostrano nel primo semestre cali del -3,7% in volume e del -3,2% in spesa, con pesanti flessioni nei negozi (-11% le paia vendute, con una diminuzione prossima al 16% in spesa), mentre l’online seguita a crescere (+10,3% in quantità e +17,3% in spesa), e ora copre l’11% in quantità e il 13% in spesa del totale acquisti delle famiglie italiane.

Terminato il percorso dantesco dell’era Pilotti, con il Paradiso annunciato ma non trovato, il neo numero uno, Siro Badon, punta sulla storia e la concretezza per i 50anni della fiera. Meno brand del lusso, più produttori reali, come i due fermani e gli internazionali North Sails, Hush Puppies e Donald Pliner. Resta la fiera italiana, ma gli stranieri che espongono sono sempre di più: 1303 espositori, 695 italiani e 608 internazionali, spalmati su 60mila mq in cui esporre le collezioni primavera estate.

Il settore vale 14,3 miliardi di fatturato e impiega 75mila addetti. il problema è il calo del lavoro, soprattutto nelle Marche che ha superato il milione di ore di cassa integrazione, praticamente da sola ne usa quante Lombardia e Veneto assieme. “Celebriamo i cinquant’anni guardando soprattutto al futuro. Infatti – spiega Siro Badon – racconteremo cinque decenni di storia del calzaturiero con una mostra che allestiremo prima in fiera e poi al Mudec di Milano per omaggiare la metropoli della moda con la nostra storia e la nostra tradizione. Ma non guardiamo solo al passato: nuove idee creative, start-up, nuovi valori per il settore e originali canali di comunicazione sono, infatti, le direttrici su cui puntare per guardare con fiducia ai prossimi cinquant’anni”.

Guardare con fiducia non facile, considerando che nei primi sei mesi dell’anno hanno chiuso 119 calzaturifici e 75 aziende della componentistica. “Le Marche (come già nel 2018) sono la regione con i saldi negativi più marcati, sia nelle unità produttive (-95) che negli addetti (-1.164)” conclude Assocalzaturifici.

@raffaelevitali

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