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Verso il Micam. Fermo e Macerata, unione anti crisi: 170 imprese in fiera. 'Ma non basta più, serve il web'

camcomsabatini

Roby Spernanzoni e Valentino Fenni sono la voce dei calzaturieri di Macerata e Fermo-Ascoli Piceno. “Pensiamo ai giovani, ma anche a tutte le maestranze che stiamo perdendo".

FERMO – Direzione Micam, ma Gino Sabatini, presidente dell’ente camerale, non c’è. È stato chiamato a Roma per parlare dell’Expo 2020, ma con un video è presente: “La Camera di Commercio delle Marche è al fianco delle imprese che espongono al Micam. Il 16 e 17 ci saranno due eventi importanti a Milano che organizziamo proprio per far conoscere al meglio il potenziale a tutti. Quel potenziale che porteremo anche a Dubai”. A sostituirlo è il segretario generale Schiavoni: “Il meglio della nostra produzione sarà protagonista. Vogliamo farlo diventare anche un momento di confronto di idee”.

Un solo sindaco in sala, quello di Fermo Paolo Calcinaro: “Il distretto è fondamentale. Qui si parla di economia, di lavoro, di futuro per tanti fermani: insieme vogliamo uscire da questa fase, senza piangerci addosso ma cercando quella luce in fondo al tunnel, che però non possiamo inventarci”. Nella crisi c’è la crescita della disoccupazione giovanile: “Abbiamo tanti giovani preparati che aspettano solo imprese che vogliono svilupparsi e crescere, cerchiamo di non far andare tutto il know how che formiamo, grazie anche a Ingegneria gestionale che la Politecnica ha portato a Fermo, fuori da questo territorio”. Il sindaco annuncia anche bandi in favore delle imprese grazie all’Iti Urbano, che finanzia strutture ma anche il tessuto economico, puntando sulla creazione di centri ricerca e start up.

Roby Spernanzoni e Valentino Fenni sono la voce dei calzaturieri di Macerata e Fermo-Ascoli Piceno. “Pensiamo ai giovani, ma anche a tutte le maestranze che stiamo perdendo. Via il pessimismo, altrimenti non saliamo neppure in auto per andare a Milano”. Fenni crede nel Micam: “Sono 170 le aziende che partono dalle Marche, confindustria Centro Adriatico è la più presente con 109 (40 Montegranaro, 16 Porto Sant’Elpidio, 13 Sant’Elpidio a Mare, Fermo 12, Monte Urano 6, Rapagnano e Monte San Pietrangeli 9, Grottammare e Montefiore 7) a cui si aggiungono le 57 maceratesi. Tutte affrontano la crisi, ma devo dire grazie a chi prova ad aiutarci. Per questo non possiamo far cadere nel nulla la fase della call dell’area di crisi complessa, fondamentale per poter poi ottenere le risorse che siano volano per il distretto. Qui dobbiamo capire che un imprenditore che va bene, significa far lavorare i fornitori e i servizi”.

Ma non si possono riversare tutte le responsabilità sulle territoriali, la politica deve essere più presente. Intanto lo stand a Milano unisce Confindustria Centro Adriatico e Macerata. “Speriamo che sia l’inizio di una collaborazione maggiore” aggiunge Fenni che rilancia quindi l’intesa tra le territoriali e poi magari l’ingresso di Macerata in Centro Adriatico. Spernanzoni è uno che quando parla non nasconde i problemi, ma cercare il positivo è fondamentale: “Siamo ancora ricchi di aziende che sanno fare calzature e di un indotto abile con componenti. Saremo presenti anche al Mipel con borse e accessori. Il mercato italiano è in contrazione, l’export ci aiuta. Serve più sinergia tra imprenditori, ma anche tra sezioni di calzaturieri. Oggi il cliente non vuole solo il marchio, chiede di più. Ci sono i marchi del lusso che hanno iniziato a fare scarpe e accessori, e dico per fortuna perché se dobbiamo mantenere indotto e competenze almeno possiamo lavorare per i brand che portano i volumi. A noi servono i volumi, per cui ben venga che le soluzioni arrivino anche dai nostri ‘competitor’ che tali non sono per dimensioni”.

Insomma, si punta sui brand, visto che non esiste una vera alternativa al mercato russo, sempre stagnante: “L’unica cosa che aspettiamo è che vangano tolte le sanzioni”. Nel mentre, tutti al Micam "perché - ribadiscono convinti i due imprenditori - per numeri è la migliore e non esiste una alternativa. Le fiere oggi son un aspetto del modo di approcciare il mercato. Non possiamo aspettare solo queste, gli ordini sono divisi nel tempo. Il sito è la vetrina e ci sono aziende che ordinano i nostri prodotti da ogni angolo del mondo, in momenti diversi. Se devi fare una fiera devi fare il Micam. I nuovi padiglioni danno visibilità a tutti, se uno se vuole vederti ti trova, poi sta a noi stare al passo con il mercato”.

r.vit.

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