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Oggi san Domenico, domani san Michele: i mattoncini di don Rogante per riaprire le chiese

parete ovest

Una volta lanciata la proposta, complici le Hostarie in piazza, don Michele ha ricevuto numerosi feedback: Spero che pacche sulle spalle e complimenti si traducano in mattoncini” ribadisce col sorriso.

FERMO – Per Fermo è un piccolo baluardo, perché la chiesa di San Domenico, dopo il sisma, è stata una delle prime in assoluto a riaprire, il 9 aprile del 2017. Una scelta precisa: si voleva dare una casa agli oltre 1800 fedeli che gravitano nella zona della parrocchia. Il problema è che quella riapertura è stata resa possibile solo da una messa in sicurezza, frutto dell’intervento in fase di emergenza. Poi, non è mai seguito l’intervento di recupero vero e proprio della parte lesionata. E infatti, all’interno, si prega tra le impalcature. Ma questo non ha tolto la voglia ai fedeli di entrare per ascoltare la parola di Dio e le omelie di don Michele Rogante, il parroco giovane e social che ne ha la guida.

Territorio vasto quello di San Domenico, che include altre tre chiese al suo interno: due chiuse per il sisma, Carmine e San Michele, e una riaperta, la Pietà. La voglia di pregare ora diventa azione, con l’iniziativa “Il mattone di uno per la Chiesa di tutti!”. Una raccolta fondi che ricorda l’iniziativa che ha permesso di realizzare il cammino ad Assisi, dove su ogni mattone c’è il nome del donatore. In questo caso, di mattoncini ne servono almeno 750, se ognuno verrà pagato 20 euro. “Abbiamo preventivato una spesa di circa 15mila euro. Sarebbe la prima somma davvero investita nel recupero, visto che l’intervento di messa in sicurezza non ha grato sulle spalle della parrocchia” spiega don Michele.

Una volta lanciata la proposta, complici le Hostarie in piazza, don Michele ha ricevuto numerosi feedback: Spero che pacche sulle spalle e complimenti si traducano in mattoncini” ribadisce col sorriso di chi ha due obiettivi: ridare vita alla parete ovest danneggiata e da due anni coperta dall’impalcatura e compattare la comunità attorno al suo cuore.

Un iban, IT46I0103069452000001394792, una causale, restauro 2019, un follow up continuo seguendo la gigantografia in bianco e nero della parete che verrà colorata mattoncino dopo mattoncino donato o cliccando il sito internet della parrocchia. La scelta dei mattoncini da 20 euro è per cercare di coinvolgere più persone possibile, poi chiaro che l’imprenditore o il cittadino più facoltoso può anche presentarsi con mille euro o un paio di operai pagati.

“Una volta terminata la parete ovest non avremo finito. La scelta di partire da questo lato l’abbiamo presa con il Consiglio pastorale parrocchiale, dopo aver visionato tutti preventivi, inclusi quelli per la parete nord e l’altare sulla parete sud. “Se i 750 mattoncini arriveranno, il sogno è di proseguire, costruendo davvero tutti insieme la casa del Signore”. Senza mai dimenticare in particolare San Michele Arcangelo che è ora in attesa dei preventivi per capire il percorso di recupero. 

Raffaele Vitali

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