A Campofilone Tiziana lancia Pasta Corona: il futuro è nel lusso. Trafilatura in oro per chef stellati

pasta corona

L'imprenditrice: la pasta di Campofilone al momento è la più costosa d’Italia. E allora mi sono detta: intercettiamo il mercato del lusso e dell’alta ristorazione, gli chef stellati. Volevo creare la miglior pasta all’uovo.

di Raffaele Vitali

CAMPOFILONE – Un sogno: diventare la pasta degli chef stellati. Una certezza: gli chef stellati già la amano. A pensarla è Tiziana Corona, 40enne di origini pugliesi che ha trovato la sua nuova casa a Campofilone, dove si cresce a uova e farina. Qui, insieme al marito, ha dato vita a ‘Pasta corona’ che ha presentato al pubblico affidandola a Enrico Cerea, tre stelle Michelin, su una delle terrazze nobili di Milano.

Come è nato il progetto?

“Mi piacciono le sfide, cerco stimoli diversi e continui. Vedevo che a Campofilone c’era uno spazio, perché l’export mondiale dei miei colleghi lascia uno spazio, anche in Italia”.

Pasta all’uovo, secca e di alto livello. E’ questo il futuro?

“Ero sicura che ci fosse una fetta di mercato. La pasta di Campofilone al momento è la più costosa d’Italia. E allora mi sono detta: intercettiamo il mercato del lusso e dell’alta ristorazione, gli chef stellati. Volevo creare la miglior pasta all’uovo”.

Chi l’’ha aiutata?

“Mi sono appoggiata a un pastificio di Campofilone, alta qualità e tradizione e ho lanciato la nuova azienda, con il suo marchio”

Cosa la rende diversa?

“Al momento la trafilatura più rinomata è quella in bronzo. Allora ho pensato a qualcosa di particolare. Ed ecco la trafilatura in oro usata solo da Verrigni a Roseto, ma per la pasta di semola di grano duro”.

Ma esistono trafile di questo genere?

“Realizzarla è stata la parte più complessa. Pesa 35 chili, sono anni che ci lavoro”.

Ora sul mercato con quali prodotti?

“Tagliatelle in 11 tipologie, i maccheroncini e i maltagliati. La trafila in oro le rende molto più porose, una pasta che assorbe il sugo in maniera diversa. Se uno la guarda con la lente, si nota una trafila più tondata”.

Come avete capito di avere fatto il prodotto perfetto?

“Il debutto due mesi fa a Milano, un evento stupendo sull’attico del Grand Hotel con tantissimi cuochi in sala, tra cui Oldani, ed Enrico Cerea, tre stelle Michelin, che ha curato lo showcooking. Ha preparato i maltagliati Pasta Corona con sugo di cacciagione e fettuccine al tartufo bianco”.

La sua è davvero una pasta per chef stellati?

“Una pasta destinata ai migliori, il costo è alto. È destinata al lusso o all’alta ristorazione. L’ho pensata per il mercato estero. Mi affascina il mercato americano, ma anche gli Emirati Arabi che guardano alla qualità e non al prezzo”.

Cosa giustifica il costo più elevato?

“Ovviamente la trafilatura in oro, poi in ogni passaggio c’è una eccellenza e un’attenzione estrema. Dai macchinari a ogni singola materia prima. Ad esempio ho scelto una monovarietà di semola, mentre normalmente trovi un mix, magari con semola canadese che aumenta la consistenza della pasta. Pasta Corona no, semola italiana 100% e con un grano antico, il senatore Cappelli. Lo compro a Foggia, dove la mia famiglia ha una azienda agricola. Tra poco avremo anche una filiera interna, stiamo lavorando per un campo nostro”.

Sul mercato da pochi mesi, la prima risposta?

“Pensavo fosse difficile e invece sto avendo ordini da ristoranti. Normalmente i grandi chef la pasta la creano internamente, ma hanno capito che la qualità è tale che sembra uscita dalle loro mani”.

Qualità e anche immagine.

“Le ho dato un ‘vestito’ perfetto, come il doppio astuccio per evitare che arrivi rotta. Sono pacchetti da 250 grammi, bastano per 4 persone. Noi, prima di mettere la pasta sul mercato testiamo ogni lotto di produzione, per verificare la perfetta resa. L’essicazione va verificata, non possiamo permetterci l’errore”.

Quanta ne producete?

“Al momento è davvero una nicchia, 100 chili a settimana”.

Come la promuoverà?

“Ho puntato su internet per arrivare in tutto il mondo e legandomi ad agenzie che curano il mercato del lusso. Ho cominciato con una di Roma che è un riferimento degli chef stellati”.

Senta, ma il gusto come è?

“L’aroma del senatore cappelli ricorda il pane tostato, per questo la pasta è buona anche in bianco. L’aroma è proprio diverso, è unico”.