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I nodi delle Marche su Di Stefano che promette: investiremo in infrastrutture. E la via della seta vi aiuterà

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Ascoltano gli imprenditori che durante il road show del sottosegretario hanno sottolineato numerosi temi. Tra cui quello del credito e della necessità, per l’area fermana maceratese, di disegnare un’are di crisi complessa adeguata.

FERMO - “Le Marche non sono la Lombardia. Fermo non è Milano, è ora di accendere il faro su questa parte d’Italia che vive in un gap e nonostante questo rappresenta una fetta importante di Pil del Paese”. Il sottosegretario con delega alle imprese, Manlio Di Stefano, ha le idee chiare su quello che vuole riportare con sé a Roma da questo road show. “Vedete, una impresa in Lombardia in un paio d’ore è in ogni angolo d’Europa, per un marchigiano ci vuole un giorno. Questo non è accettabile il centro –sud Italia deve essere messo nelle condizioni di giocare ad armi pari. Per cui sì, avete ragione, servono infrastrutture adeguate a cominciare dalla terza corsia. E' una sifda difficile far cambiare la mentalità alla società che le gestisce: gli utili non devono diventare dividendi ma investimenti”.

Terra attiva, come ricorda la prefetta Vincenza Filippi nel suo saluto parlando alla platea ricca di imprenditori, inclusi gli onorevoli Emiliozzi e Fede del Movimento 5 Stelle. In pochi mesi ha già compreso molto del cuore del distretto calzaturiero: “Importante che il sottosegretario abbia scelto Fermo, provincia che ha un livello di internazionalizzazione molto sviluppato. Il Dna del nostro Paese e di questa regione è ben connotato, serve la vicinanza del Mise”.

E Manlio Di Stefano la garantisce, difendendo anche le scelte che meno sono piaciute agli imprenditori, in particolare quelli del settore moda, come la via della seta: “Noi vogliamo creare nuovi sbocchi per l’economia italiana. Non possiamo temere la Cina, perché la nostra forza è l’alta qualità, l’altissima manifattura. l’accodo con la Cina ha come obiettivo il garantire l’interscambio economico. Di certo non penalizza la qualità”. E questo varrà anche con altri Paesi come India e Sud Est asiatico.

“Vede – ribadisce il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini - questo è il distretto delle buone pratiche e, grazie a tanti imprenditori visionari, anche dell’innovazione. Ma da qualche anno, questo è uno dei distretti in ansia: la capacità industriale, il fare prodotti belli e unici, fa i conti con un mercato italiano che continua a essere debole e, soprattutto, con un mercato estero sul quale la competizione è feroce”. Servono strumenti chiari e rapidi, anche per la ricostruzione: “Il terremoto e la ricostruzione non possono essere temi divisi tra le forze politiche, ma l’occasione di fare sistema per trovare proposte che – all’interno di poche regole e tutte trasparenti – diano risposte certe e veloci ai cittadini e alle imprese”. Di Stefano ascolta e rassicura: “Avete ragione a lamentarvi, capisco che vi siate sentiti abbandonati. Ma noi stiamo lavorando per far sì che tutto sia più rapido. Accelereremo le pratiche. Anche perché dobbiamo salvare il Paese che è a forte rischio idrogeologico. Dobbiamo proteggere l’Italia senza inseguire le emergenze, ma di certo dobbiamo intervenire subito su chi ha subito pesanti danni”.

Ascoltano gli imprenditori che durante il road show del sottosegretario hanno sottolineato numerosi temi. Tra cui quello del credito e della necessità, per l’area fermana maceratese, di disegnare un’are di crisi complessa adeguata. “Abbiamo voluto questo incontro proprio per far comprendere quello di cui il territorio ha bisogno. Le misure vanno tarate sulle vere necessità, il che significa non potersi muovere su investimenti da un milione di euro, troppo onerosi per le Pmi. Come Confidi unico - spiega Andrea Santori – siamo in prima linea per sostenere le imprese e oggi con la Cassa depositi prestiti stiamo ragionando su strumenti utili al rilancio, come i Bond per le aziende e i bond di distretto”. Tanta carne al fuoco, ma è questo che voleva il sottosegretario: “Capire per poter intervenire. Nessuna soluzione è perfetta per ogni luogo, lo sappiamo. Ma di certo so che le Marche hanno bisogno di attenzione e non mancherà”.

Raffaele Vitali

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