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Sapore e profumo identico, l'azienda Bacalini rivoluziona il mercato: ecco la porchetta di tacchino

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Andrea Maroni non ha dubbi: è il prodotto più buono degli ultimi anni. E i buyer lo confermano coprendo di ordini l'impresa di Grottazzolina.

di Raffaele Vitali

GROTTAZZOLINA – In principio fu la galantina. Oggi, però, l’azienda Bacalini di Grottazzolina vuole di più. E in un colpo solo attira i curiosi, e si prende una fetta di mercato sconosciuta trasformando a modo suo anche la porchetta. E lo ha fatto di fronte al mondo dei salumi, dove il maiale è una specie di mito, mostrando che anche le carni bianche non hanno limiti.

Andrea Maroni, perché Bacalini continua investire migliaia di euro per esporre a Tuttofood?

“Perché ho dei prodotti da far conoscere in tutto il mondo. Questa fiera è molto quotata a livello internazionale. Sono tanti gli importatori esteri. In Italia, insieme con Cibus è al top. In più, però, Milano ha la logistica”.

Esserci è anche capire dove va il mercato?

“Assolutamente. I buyer fanno richieste particolari. Il marcato è sempre più legato al salutistico. Anche se il salume non è facile da far passare come alimento nutriente”.
Cresce anche l’attenzione alla filiera?

“La regola è semplice: prodotto iniziale ottimo genera un prodotto finale ottimo. Quindi è determinante servirsi del meglio e farlo spere”.

Prodotto salutare è una delle vostre caratteristiche?

“Da sempre abbiamo puntato al basso contenuto di sale. Uova, omega tre, sale iodato: stiamo attenti, poi chiaro che un piccolo additivo c’è, ma è obbligatorio nei prodotti cotti per forza ed è il minimo necessario. Questo per far capire che sono le proporzioni che fanno la differenza e caratterizzano un prodotto”.

Bontà, ma anche novità. Come si resta sul mercato?

“Provi questo, è la cosa più buona prodotta negli ultimi anni. È la porchetta di tacchino. Coniuga il sapore delle erbe aromatiche tipica della porchetta di maiale, con il tacchino che ha carne bianca e poche calorie, è magra, nutriente e salutare”.

Il sapore?

“Non cambia, credetemi. Chi la prova sta comprando il tacchino in porchetta senza esitare. Parliamo di un’innovazione per un mercato in espansione. Ed è un prodotto che abbatte ogni barriera, anche religiosa”.

Quali sono i mercati di riferimento?

“Siamo ben ramificati: Francia, Danimarca, Svezia e ovviamente tanta Italia. Siamo stati anche protagonisti nel nuovo Eataly di Parigi, in un mese abbiamo avuto tre ordini di prodotti, significa che piacciamo e che un nuovo mercato ci vuole”.

L’America vi attira?

“C’è un problema di certificazioni e leggi sulla carne cotta. È molto complesso entrare con questo prodotto”.

Eataly per voi è ormai un punto fermo?

“Siamo nell’assortimento, ci inserisce ovunque in Europa e in Italia, in America c’è il problema del prodotto cotto, bisognerebbe produrre lì, ma non abbiamo la dimensione adatta”.

Quante persone lavorano nell’azienda Bacalini?

“Diciassette dipendenti, siamo cresciuti molto per tre anni consecutivi. L’anno scorso ci siamo fermati, per scelta. Abbiamo deciso di capire meglio i mercati, di selezionare, siamo sempre una realtà familiare diventata un po’ più grande. Ora abbiamo ripreso a correre e la riprova è arrivata da TuttoFood, dove abbiamo incontrato tanti clienti e nuovi buyer, spesso italiani che lavorano per l’estero”.

Senta, cresce il prodotto tarocco, ma anche la galantina viene copiata?

“Servono know how e manualità. Questo è u prodotto particolare, di nicchia, non è per tutte le aziende. Come il ciauscolo, c’è un motivo se lo fanno solo i marchigiani”.

Voi lavorate made in Italy?

“Assolutamente, non siamo completamente made in Marche perché le carni le prendiamo dal consorzio di Parma. Da Grottazzolina garantiamo oltre 50 quintali a settimana di prodotti misti che poi vanno sul mercato”.

Tanti e diversi, un consiglio?

“La porchetta di tacchino, sena dubbio. È identica all’altra, tranne per quell’unto che caratterizza il maiale. Il sapore è lo stesso e non fa male. Provatela e vedrete che il tacchino non vi lascerà più”.

@raffaelevitali

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