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Rivoluzione alla Carifermo. Fuori l'Ad Vitali Rosati. Nuovo Cda e Traini verso la direzione generale

carifermo vitali

Entro il 2020 la Fondazione dovrà scendere sotto il 50% delle quote, secondo la riforma voluta dal Governo Renzi. Attualmente la Fondazione guidata da Alberto Palma ha il 67%, contro il 33% di Intesa San Paolo.

FERMO – Tre anni intensi, ma sono finiti. L’avvicinamento di Intesa Sanpaolo, che negli ultimi anni ha dominato la raccolta tra prodotti e fondi, alla Carifermo, iniziata con la nomina dell’amministratrice delegata Alessandra Vitali Rosati, potrebbe rallentare, anche se il grande gruppo mantiene tre membri del nuovo Cda, Andrea Livio, Giuseppe Malvetani e Carlo Vimercati.

Fuori l’Ad, “vi affido i nostri progetti, gli obiettivi coraggiosi, le mete ardite. Sono sicura che saprete dare continuità al sentiero sin qui percorso” le parole di saluto della Vitali Rosati, il consiglio di amministrazione lunedì si riunirà per nominare il nuovo direttore generale. “Al termine del triennio di gestione con a capo l’Ad Alessandra Vitali Rosati la Banca va a ripristinare l’ordinario modello che prevede la figura del Direttore Generale dipendente e la nomina del Comitato Esecutivo” spiega Alberto Palma, presidente della Fondazione Carifermo che guida la piccola, solida e tenace banca locale.

La Vitali Rosati lascia la Carifermo, non è stato rinnovato il contratto voluto tre anni fa dai presidenti Grilli e Palma, con un utile netto di 1milione e 570mila euro, nonostante forti accantonamenti prudenziali, nuove filiali e un progetto di banca innovativo. “La Cassa di Risparmio di Fermo Spa si conferma solida e patrimonializzata, chiudendo l’esercizio con un Common Equity tier 1 (Cet1) che si attesta al 15,09%, ampiamente al di sopra dei requisiti di Vigilanza” sottolineano i vertici aggiungendo che questo quadro permette di proseguire in autonomia.

Almeno per un altro anno, visto che entro il 2020 la Fondazione dovrà scendere sotto il 50% delle quote, secondo la riforma voluta dal Governo Renzi. Attualmente la Fondazione guidata da Alberto Palma ha il 67%, contro il 33% di Intesa San Paolo. Il nuovo CdA, oltre ai tre componenti del gruppo Intesa, è composto da: Amedeo Grilli, Emilio Lanciotti, Renato Mazzocconi, Marchetto Morrone Mozzi, l’imprenditore Silvano Sassetti, il commercialista Renato Torquati e Maurizio Virgili (designati dal socio Fondazione Carifermo).

Figure chiave saranno proprio il direttore centrale Marchetto Morrone Mozzi e il responsabile della Direzione Crediti Emilio Lanciotti che chiudono il rapporto lavorativo, ma entrano nel Cda “che nasce nel segno della valorizzazione delle risorse interne e del riconoscimento delle professionalità che si sono contraddistinte durante il percorso lavorativo con rigore e autorevolezza, dimostrando sempre un forte legame con l’azienda”.

Proprio per questo motivo, in pole per la nomina di direttore generale che sarà scelto lunedì 6 maggio, c’è Ermanno Traini, responsabile dell’area commerciale della Carifermo. Una risorsa interna che necessita però di un supporto a livello nazionale, di qualcuno che lo introduca in Banca d’Italia. E proprio per questo la Fondazione ha deciso che insieme al Dg verrà nominato un Comitato Esecutivo in cui dovrebbero entrare i due ex dipendenti oggi consiglieri.

Raffaele Vitali

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