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Gli imprenditori fermani alzano la voce. Melchiorri: Terza corsia, treni veloci e appalti per imprese locali

Melchiorri

Il numero uno di Confindustria: Il compito immediato che abbiamo è di riempire il nuovo pool di coordinamento che riunisce Ministero, Regione, Provincia, imprenditori e sindacati, di contenuti. Senza perdere però l’occasione di far lavorare insieme le imprese.

FERMO – Le chiacchiere stanno a zero. Questo potrebbe essere il titolo dell’intervento di Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Confindustria Centro Adriatico e numero uno degli imprenditori fermani. “Tra poche settimane si vota per Europee e Amministrative, la politica e le parole riprenderanno il sopravvento. Ma i temi da affrontare sono tanti e urgenti. Per questo chiediamo responsabilità a chi governa, a ogni livello. tre almeno i temi da affrontare: area di crisi complessa, appalti e infrastrutture”.

Chiaro che al distretto interessi il primo punto, ma c’è il nodo viabilità che pesa enormemente su ogni possibile sviluppo. E Melchiorri due cose le chiede con chiarezza: “Bloccati grandi cantieri, dall’ospedale di Fermo alla variante Girola in stallo per un ricorso che si discuterà tra pochi giorni, l’attenzione si focalizza su quello che continua a mancare. I lavori in A14, sospesi solo per questi ponti, hanno di novo spezzato in due la Regione, provocando danni enormi alle imprese. Vorremmo che si parlasse di terza corsia con costanza, non solo durante le elezioni. Difficile averla? Lo sappiamo, ma l’attenzione del presidente della regione Luca Ceriscioli deve restare alta. Si avvicina l’estate, insistere con le Ferrovie dello Stato perché aumentino le fermate dei Freccia Rossa, almeno tra Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto, è importante per agevolare i turisti a raggiungere questo pezzo di Marche, che merita di essere visitato tanto quanto Urbino o Recanati”.

Manca un mese alle elezioni e l’imprenditore teme che ricomincino le promesse di eurodeputati e candidati di ogni genere pronti a risolvere i problemi in un’ora di comizio. “Non ci servono altre parole, le cose da fare sono chiare e sono già dentro i dossier di Governo e Regione. Se servono altri dettagli Confindustria Centro Adriatico, e con lei ogni associazione di categoria, è pronta al confronto. Ma che sia rapido e concreto”. A cominciare dall’area di crisi frutto di un lungo lavoro, di una prima volta di tutti gli attori del territorio riuniti attorno a un unico tavolo, quello per la Competitività in Provincia a Fermo. “Ora la firma del ministro Di Maio che ci responsabilizza, ancora di più. Gli imprenditori hanno fretta, i tempi della politica sono troppo lontani da quelli del mercato. Questo è il compito immediato che abbiamo, riempire il nuovo pool di coordinamento che riunisce Ministero, Regione, Provincia, imprenditori e sindacati, di contenuti. Senza perdere però l’occasione di far lavorare insieme le imprese. Abbassare i limiti è giusto, ma per una vera ripartenza servono investimenti importanti, che portino davvero occupazione. Non buchiamo la rete ancora prima di costruirla trasformando l’area di crisi in un sistema di piccoli sgravi o finanziamenti per sopravvivere e non per crescere”.

Un conetto chiaro quello dell’esponente di Confindustria, che prima di altri ha parlato di fusioni, di unioni, di azioni comuni, trovando nel numero uno della Cna, Paolo Silenzi, il perfetto alter ego. E proprio agli artigiani pensa Melchiorri con l’ultima richiesta: “Si discute di sblocca-cantieri, di nuove norme per la ricostruzione. Bene, l’attenzione all’edilizia è fondamentale, è il settore che traina tutti gli altri, perché rianima più settori. Il punto però è che per le Marche in particolare non basta sbloccare le opere ferme per colpa della burocrazia, bisogna far sì che a lavorare siano imprese locali, visto che il nuovo decreto permette chiamate dirette. La ricostruzione deve essere affidata ad aziende del territorio, ovviamente iscritte nella White list e in regola. È fondamentale anche agire sullo spacchettamento degli appalti delle amministrazioni locali, facendo in modo che manutenzioni e interventi siano affidati localmente. Non è favoritismo, è attenzione alla comunità.

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