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World Footwear Congress. Pilotti: ‘Volevo mollare, ma finisco quello che inizio’. Sagripanti: ‘Sei l’iron lady delle scarpe’ VIDEO

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Si è aperta la sesta edizione a Napoli che mette a confronto il mondo dei produttori di scarpe e pelli, attesi alle sfide del digital e del green.

 di Raffaele Vitali

Il centro italiano di ricerca sulla pelle è a Napoli. 10mila paia di scarpe di lusso escono ogni giorno alla Campania. Non può stupire il distretto fermano-maceratese, tra i primi al mondo che il World Footwear Congress sia a Napoli. Piazza, spaghetti e mozzarella non sono la sola faccia della città che nasce sotto il Vesuvio, perché ci sono efficienza e qualità manifatturiera. Lo sottolineano tutti, da Cleto Sagripanti, presidente Cec, ad Annarita Pilotti, presidente Assocalzaturifici. e dopo i saluti e gli interventi introduttivi è miss Loriblu a segnare l’inizio del congresso mondiale con la sua personale testimonianza, passionale come sempre in cui ammette, arrivata a pochi mesi dalla fine del suo mandato, “che volevo mollare. Ma poi il direttore Cancellara, Tommy, che mi conosce e sa che non lascio le cose a metà mi ha ridato la forza. E con determinazione ho lavorato ogni giorno” (VIDEO). Anche grazie al ritrovato rapporto con il collega ‘europeo’ Cleto Sagripanti.

Una sesta edizione dedicata alla digitalizzazione e alla sostenibilità. “Esigenza e competizione devono trovare la strada all’interno di questi due binari”. E tutto deve correre con gli investimenti nella formazione e nella ricerca, altri due temi che entrano dentro il Footwear Congress. “Le imprese sono assetate di persone esperte di moda e fashion, in particolare nel settore shoes and bag”. E in questo Napoli gioca da protagonista con i suoi mille studenti iscritti all’Accademia della Moda.

Il nome che ricorre in apertura di congresso è quello di Cleto Sagripanti, presidente del Cec. È amato a Napoli, nonostante sia juventino. “Ma se siamo qui è per Assocalzaturifici, per la volontà di Annarita Pilotti, che ha creduto nella possibilità di realizzare tutto questo. il Micam ci ha sponsorizzato e ci è vicina ogni giorno” sottolinea Pasquale Della Pia, il co-organizzatore del WFC. Si commuove Annarita Pilotti, che si prepara a uno dei suoi ultimi interventi pubblici da numero uno italiano dei calzaturieri, visto che il suo mandato scade a giugno.

Il 9% della produzione italiana e il 50% del sud Italia ha casa a Napoli. “Qui si investe in ricerca e innovazione all’insegna della legalità, investite in Campania. Non siamo la città di Gomorra, ma dell’arte e della cultura, abbattiamo i luoghi comuni”. Un super spot ben organizzato su cui devono riflettere le Marche, che inseguono la Shoes Valley ma nel mentre perdono fette di mercato, anche perché la qualità cresce fuori dai Sibillini.

Lo spot vero arriva da De Magistris: “Siamo la città del mondo con più chiese, tre vulcani, storie millenarie che si abbinano alla capacità imprenditoriale. Tradizioni, radici, innovazione e creatività. Siamo la città d’Europa con più bambini e giovani, il futuro è qui. Siamo una città povera, ma con la cultura abbiamo creato lavoro, mestieri. Noi lavoriamo per il made in Italy e il made in Naples”. Corre la Campania e lo fa su scarpe di qualità. “Noi vogliamo imprenditori e non ‘prenditori’ capaci di investire e rischiare. Chi fa qui, sa che magari è un po’ più difficile”. E cita Pino Daniele: “Napoli la sanno, ma la verità vera non la sa nessuno”. È un invito a conoscere il territorio, è storytelling puro.

Quando si alza Annarita Pilotti l’applauso è scrosciante, lei da anni parla di digitalizzazione: “I consumatori sono sempre più maturi e le nostre aziende devono essere in grado di stare al passo. Competenze e nuovi modelli di business che sappiano confrontarsi con i millennial”. Rivolge un saluto ai giovani imprenditori, in sala c’è anche sua figlia, sempre più protagonista dentro l’impresa di Porto Sant’Elpidio: “Il passaggio generazionale è decisivo. Noi come associazione siamo al loro fianco, per la formazione manageriale, collaborando con scuole e imprese garantendo risorse per inserire i giovani”. Passa poi alla sostenibilità: “C’è sempre più richiesta di green, di salute e ambiente. Ne parla ogni settore, non solo la moda. Dal food alla chimica passando per la meccanica. Mi complimento con gli organizzatori per aver puntato sul museo del vero e del falso, puntando sula salute del piede, sugli effetti e le patologie che possono provocare additivi chimici e materiali cimici. Le nuove tecnologie e materiali nuovi, sono un valore aggiunto”. Lei è marchigiana, ma riconosce la forza della Campania: “Le pelli qui hanno casa, perché rispettano l’ambiente”. Un intervento lungo e accorato, in cui riassume quattro anni di presidenza (video).

Non facile parlare dopo di lei e così, prima del presidente Cec, che chiude la prima parte, si torna a parlare di formazione, di Its e di corsi professionalizzanti per 14enni. Quando si alza dalle poltroncine del del teatrino di corte del Palazzo reale, il presidente uscente della Cec abbraccia Annarita Pilotti. È una delle fotografie di questo congresso, perché tra i due presidenti all’inizio non c’era quell’amore che Napoli respira. Ma il lavoro unisce e quando si chiudono percorsi insieme è facile trovarsi sulla stessa strada. Sagripanti non inizia ringraziando staff e ospiti, ma la moglie che lo accompagna da 27 anni: “Grazie Dania”. Un grande uomo ha sempre dietro di sé una grande donna, è una regola non scritta che la storia insegna. “E poi grazie all’iron lady Annarita Pilotti. L’amicizia tra noi si è costruita giorno dopo giorno”.

Un intervento breve quello di Sagripanti, non una relazione di fine mandato, è già proiettato al futuro: “Possiamo ridurre gli effetti dannosi sul clima e sull’ambiente investendo nelle nostre imprese, siamo certi che la sostenibilità farà crescere l competitività delle aziende, anche perché il mondo che lasceremo ai nostri figli sarà sicuramente migliore. Per questo sono convinto che questo congresso sia un punto chiave per una calzatura sostenibile”. Sagripanti accelera, vuole ascoltare gli ospiti: “Spero vi divertiate e troviate spunti utili”. Si apre così il sesto World Footwear Congress, che entra subito nel vivo con l’intervento dei vertici di Luisa via Roma e Dis, l’impresa marchigiana che ha capito prima di altri cosa significhi personalizzare le scarpe, prodotte a Montegranaro e dintorni e consegnate in ogni angolo del modno grazie a una piattaforma senza frontiere.

 

 

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