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Sei milioni di paia di scarpe italiane in Russia: all'Obuv il Fermano cerca la sua fetta

venanzi micam

Ma noi ci siamo. Il nostro compito e obiettivo – prosegue Arturo Venanzi, consigliere con delega per la Russia e i Paesi della CSI di Assocalzaturifici - resta individuare buyer di alto profilo e contatti di qualità.

MOSCA – Una prima giornata con un mezzo sorriso, ma oggi e domani si decide molto del mercato russo delle calzature. L’Obuv’ Mir Koži, la mostra internazionale della calzatura e degli articoli di pelletteria di Mosca organizzata da Assocalzaturifici, resta un momento fondamentale per le aziende, ancora di più per quelle fermane. Centotrenta le aziende italiane in vetrina, una cinquantina quelle del distretto fermano-maceratese per conquistare buyer e addetti ai lavori provenienti dalle Repubbliche della Federazione Russa e dagli Stati che gravitano nell'orbita commerciale del gigante euro-asiatico come Bielorussia, Kazakistan, Ucraina.

Giornate decisive visto che i calzaturieri presentano l’invernale, ovvero l’articolo solitamente più richiesto oltre Urali. In Russia nel 2017, dai di Assocalzaturifici, sono stati esportati oltre 6,3milioni di paia di calzature italiane, per un valore complessivo di 380milioni di euro. Nei primi undici mesi del 2018 l’Italia vi ha esportato 5,2milioni di paia, per un valore di 316milioni di euro (in calo dell’11,5% rispetto all’analogo periodo del 2017). Numeri in negativo, ma la Russia resta il sesto mercato in termini di valore e l’ottavo in volume nel ranking mondiale dei Paesi di destinazione.

“Un’area estremamente cruciale per il nostro export. Nonostante l’attenzione al fattore prezzo sia diventata ancora più rilevante, il consumatore russo continua ad essere desideroso di un prodotto di qualità, massima espressione del bello e ben fatto italiano. Inoltre la forte ascesa dei canali di vendita online rilevata negli ultimi tempi offre alle imprese italiane un’ulteriore chance per entrare più facilmente in questo mercato” sottolinea la presidente Annarita Pilotti.

Che lotta, come tutti, contro il rublo debole e le tensioni politiche tra Europa e Russia. “In un clima esasperato dal mantenimento delle misure sanzionatorie sull’accesso delle banche russe ai capitali finanziari, è inevitabile che le nostre esportazioni vengano penalizzate in modo significativo” aggiunge la Pilotti. “Ma noi ci siamo. Il nostro compito e obiettivo – prosegue Arturo Venanzi, consigliere con delega per la Russia e i Paesi della CSI di Assocalzaturifici - resta individuare buyer di alto profilo e contatti di qualità per rendere Obuv’ sempre di più una piattaforma di business che faccia incontrare domanda e offerta”. In aiuto è arrivata anche Ice Agenzia con investimenti mirati: “Contribuiamo a rafforzare l’immagine del prodotto italiano tramite azioni di supporto, tra le quali spicca l’incoming di operatori specializzati. Si tratta di un importante lavoro di mappatura che cerca di intercettare il nuovo universo retail russo che negli ultimi anni ha subito una profonda trasformazione” conclude Pier Paolo Celeste, direttore Ice Agenzia di Mosca.@raffaelevitali

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