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L'archistar torna a casa: i progetti di Danielli nella sede degli architetti. 'C'è tanto da imparare nel suo archivio'

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Il fondo è passato prima per il Comune e poi all’Ordine. “Sono passati quattro anni, ma non invano. Un percorso interessante. Gli eredi ci proposero l’acquisizione dell’archivio. Presidente dell’Ordine era Giovanna Paci e con lei pensammo a un percorso per valorizzare il patrimonio".

FERMO – L’archistar degli anni ’60 e ’70 torna a casa. L’uomo che ha immaginato nel 1955 il mercato coperto di Fermo e che ha disegnato ville, case popolari e villaggi vacanze tra le Marche e il Lazio, ha da oggi una sede per il suo ricco archivio. All’interno della nuova sede dell’odine degli Architetti di Fermo hanno da oggi posto oltre 400 progetti, decine e decine di tubi, intere collezioni di prestigiose riviste: è il mondo lasciato da Sergio Dainelli (1930-2011) ai suoi eredi che poi, a loro volta, hanno deciso di donarlo al comune di Fermo.

Non c’è miglior modo per aprire la nuova sede. “Il 2018 è stato l’anno del decennale e contemporaneamente ci siamo trasferiti in questa strettura centrale nel territorio (vicino al Fermo Forum, ndr). Un luogo baricentrico e facilmente raggiungibile. Al contempo abbiamo portato a termine il lavoro del trasferimento del fondo Danielli, iniziato nel 2015 grazie alla donazione” spiega il presidente Giovanni Ripani.

Il fondo è passato prima per il Comune e poi all’Ordine. “Sono passati quattro anni, ma non invano. Un percorso interessante. Gli eredi ci proposero l’acquisizione dell’archivio. Presidente dell’Ordine era Giovanna Paci e con lei pensammo a un percorso per valorizzare il patrimonio e renderlo fruibile. Da lì il ragionamento sull’idea di interessare direttamente l’ordine degli Architetti” aggiunge il vicesindaco Francesco Trasatti.

“Grazie al contributo della fondazione Carifermo e al lavoro iniziale di Giovanna Paci siamo riusciti a trasferire tutte le carte a dicembre. Un fondo di interesse storico, come da decreto della Sovrintendenza Archivistica del Lazio e poi di Umbria e Marche, fin dal 2005. “Siamo orgogliosi di averlo in gestione, perché diventiamo uno dei quattro ordini i Italia con Roma, Bologna e Palermo che hanno un archivio di un importante architetto al loro interno” prosegue Ripani.

Consolidato il contatto diretto con la Politecnica delle Marche grazie al professor Antonello Alici, che sta studiando l’architettura del secondo novecento delle Marche. “Questo è un fondo a disposizione di laureandi e speriamo di organizzare eventi in città per promuovere la ricca collezione” aggiunge il vicepresidente dell'Ordine Andrea Coscia.

Già previsti per la prossima estate all’interno della Summer School che la Politecnica tiene sui Sibillini, tra Falerone, Montefortino e Amandola, dove ci saranno studenti da tutto il mondo. “Organizzeremo anche itinerari ad hoc sull’architettura di Sergio Danielli”. I primi a chiedere di poter studiare delle carte sono stati proprio i tecnici del comune in Danielli ha prodotto: “Danielli era un archistar e il suo mercato coperto al tempo era qualcosa davvero all’avanguardia. Il bello è che apriamo l’archivio mentre immaginiamo il nuovo mercato coperto partendo da quello che lui aveva pensato nel 1955”.

La sua mano è su più progetti di quanto si pensi e ha anche influito sulle scelte di una generazione. “Se sono architetto è perché l’ho ammirato da piccolo, era l’archetipo dell’architetto, un esempio. Aveva un modo di lavorare originale: curava il dettaglio, usava molto gli acquarelli e non disegnava con la china. Aveva una grande cultura. Quando lui si laureò a Roma, nelle Marche non c’era un Ordine. Appena nacque ci si iscrisse, proprio per tenere il legame del territorio”. E poter così lasciare progetti di edilizia residenziale privata, concorsi di architettura, lottizzazioni con case vacanze in provincia di Viterbo, molte ville e l’attuale piano particolareggiato del Comune di Fermo “che fu il primo a parlare di ‘urbanistica partecipata’ tanto che oggi ancora prosegue”. Per saperne di più, appuntamento a sabato pomeriggio, dalle 15, con il convegno dedicato a Sergio Dainelli all’interno della sede in via Agnelli alla presenza della figlia, di due Sovrintendenti e delle testimonianze di colleghi dell’archistar.

@raffaelevitali

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